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PROGETTAZIONE

BIM ed efficienza energetica per la progettazione delle smart road

di Paola Mammarella

Infrastrutture adeguate entro il 2030. Si parte subito per gli interventi ancora senza progetto preliminare

Vedi Aggiornamento del 31/08/2018
20/04/2018 – Prende vita il programma per la sperimentazione delle smart road. È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 28 febbraio 2018 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
 
Il decreto attua la Legge di Bilancio 2018 che ha autorizzato la sperimentazione su strada delle soluzioni di smart road e di guida connessa e automatica, prevedendo il BIM come metodo di progettazione delle strade del futuro.
 

Smart road, cosa sono

Le smart road rientrano nel programma “Connettere l’Italia” che punta alla riqualificazione del patrimonio infrastrutturale esistente e alla realizzazione di nuove infrastrutture utili e condivise.
 
Il decreto definisce “smart road” le infrastrutture stradali per le quali è compiuto un processo di trasformazione digitale orientato a introdurre piattaforme di osservazione e monitoraggio del traffico, modelli di elaborazione dei dati e delle informazioni, servizi avanzati ai gestori delle infrastrutture, alla Pubblica Amministrazione e agli utenti della strada. L’obiettivo è la creazione di un ecosistema tecnologico favorevole all’interoperatività tra infrastrutture e veicoli di nuova generazione.
 
L’allegato A suddivide le smart road in due categorie: Nella “I” rientrano le strade delle reti TEN-T (Trans European Network - Transport) core e comprehensive e tutta la rete autostradale. Nella “II” rientrano le infrastrutture appartenenti al primo livello dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti), così come indicate dal Piano generale dei trasporti (PGT).
 

Smart road, progettazione BIM

Il decreto del Mit richiede la progettazione BIM visti i molteplici dati da analizzare e mettere a sistema, tra cui la gestione dei tempi e l’analisi dei costi. Il supporto del BIM è considerato necessario per la configurazione di un contenitore di gestione dati di natura topografica, delle nuvole di punti (Point Clouds, PC), dei rilievi laser scanner per l’acquisizione intensiva di dati di raffittimento, delle mesh, ecc. 
 
Tutte le informazioni elaborate in formati non necessariamente interconnessi devono essere omogeneizzate nei contenuti e nell’architettura informatica. I dati possono essere rielaborati per la generazione del modello digitale del terreno costituito da una successione di superfici (modelli di elevazione generati per tassellazione e triangolazione). A partire da questi (e da altri) dati di base, è possibile pervenire alla ricostruzione digitale dell’asse tridimensionale della strada
 
In base agli allineamenti e mediante la definizione delle sezioni trasversali, quindi, la piattaforma BIM permette di generare il modello tridimensionale dell’infrastruttura, comprensivo di ulteriori elementi caratteristici: stratigrafia delle sovrastrutture e dei sottofondi, fossi e cunette, reti di drenaggio delle acque di piattaforma, impianti speciali, opere complementari, sottoservizi.
 
Con questo metodo, operando per fasi su elementi bidimensionali si giunge alla creazione di un modello tridimensionale. Il modello 3D consente di visualizzare l’infrastruttura e la piattaforma BIM ne evidenzia le relazioni con l’ambiente circostante.
 

Smart Road ed efficienza energetica

I sistemi tecnologici, le piattaforme e i servizi di una smart road devono essere progettati e messi in esercizio in modo tale da minimizzare l’impronta energetica aggiuntiva generata dalla trasformazione digitale. Nei progetti è quindi possibile prevedere siti di generazione di energia elettrica necessari per alimentare le tecnologie presenti lungo l’infrastruttura.
 
La produzione di energia deve avvenire ricorrendo a fonti rinnovabili. Il mix produttivo deve minimizzare le esigenze di accumulo e di prelievo dalla rete di distribuzione nazionale, contemperando tale esigenza con la necessità di garantire la maggiore convenienza economica possibile.
 

Smart road, via alla sperimentazione

Il processo di trasformazione digitale sarà applicato in primo luogo alle reti TEN-T (Trans European Network – Transport) core e comprehensive, nonché alle nuove infrastrutture di collegamento tra elementi della rete TEN-T. Dopo questo primo step, la trasformazione digitale riguarderà anche tutte le infrastrutture appartenenti al primo livello dello SNIT (Sistema Nazionale Integrato dei Trasporti).
 
L’implementazione delle caratteristiche funzionali, si applicherà da subito a tutte le infrastrutture viarie di nuova realizzazione, o oggetto di potenziamento, per le quali, alla data di entrata in vigore del presente decreto del Mit, non sia stato ancora approvato il progetto preliminare. Secondo le tempistiche fissate dal decreto, il processo di adeguamento si completerà entro il 2030.
 

Smart road, la sperimentazione sui veicoli

Il Ministero delle Infrastrutture fissa inoltre una serie di requisiti e procedure per l’avvio della sperimentazione dei veicoli a guida automatica. I produttori dei veicoli dovranno dotarsi dell’apposita autorizzazione per condurre i test in condizioni di sicurezza.
 

La A2-Autostrada del Mediterraneo si trasforma in smart road

Ricordiamo che l’Anas ha avviato una serie di bandi per trasformare in smart road l’Autostrada A2 del Mediterraneo (ex Salerno – Reggio Calabria). Nei giorni scorsi Anas ha stipulato il primo contratto per l’avvio dei lavori di manutenzione degli impianti in galleria mediante fornitura e posa in opera di LED di ultima generazione con regolazione e monitoraggio dei consumi, in sostituzione dei corpi illuminanti obsoleti.
 
La stipula rientra nella prima tranche del progetto “Greenlight”, suddiviso in otto lotti del valore complessivo di 45 milioni di euro, che ha l’obiettivo di ridurre i consumi energetici per l’illuminazione nelle gallerie della rete stradale di competenza ANAS. L’intero piano “Greenlight” prevede un investimento complessivo di circa 155 milioni di euro e interessa non solo la riduzione dei consumi e la migliore gestione impianti di illuminazione, ma anche l’innalzamento dei livelli di sicurezza all’interno delle gallerie, potenziando la visibilità e la qualità di diffusione delle luci artificiali. 
 
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