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SICUREZZA

Ascensori, CNA: ‘mettere in sicurezza quelli ante 1999’

di Alessandra Marra

Occorre adeguare i dispositivi di arresto, i rilevatori di presenza e i sistemi di allarme. Le imprese: ‘non è una nuova tassa’

Vedi Aggiornamento del 24/05/2018
24/04/2018 - Rendere obbligatorio l’adeguamento degli ascensori installati prima del 1999 alle norme di sicurezza stabilite dalla Direttiva 95/16/CE. Questa la richiesta che la CNA ha fatto al futuro Governo, ribadendo l’urgenza di garantire un’adeguata sicurezza a tutti gli impianti di elevazione.
 

Sicurezza ascensori: le priorità d’intervento

Secondo la CNA, per garantire la sicurezza degli ascensori ‘più vecchi’ è necessario garantire la presenza di dispositivi di arresto di precisione che permettano una progressiva decelerazione fino al livello di fermata.
 
Inoltre, è importante installare sulle porte a chiusura comandata dei rivelatori di presenza umana o animale e modificare i sistemi di allarme in modo da avere un collegamento permanente bidirezionale con un servizio di intervento rapido, ai sensi della norma UNI EN 81-28.
 
Infine, bisogna installare gli impianti di illuminazione di emergenza nelle cabine che funzionino in caso di guasto dell’alimentazione principale, con tempi di funzionamento sufficienti per consentire il normale intervento dei soccorsi.
 

Ascensori: coinvolta la sicurezza di 700 mila impianti

La CNA ha sottolineto che “l’Italia detiene il primato mondiale in termini di ascensori esistenti, con circa 870.000 impianti che ogni giorno effettuano 100 milioni di corse. Circa il 40% degli ascensori in servizio è in funzione da più di 30 anni e almeno il 60% non è dotato delle moderne tecnologie che garantiscono il maggior livello di sicurezza per gli utenti”.
 
“Sui circa 700mila impianti installati prima del 1999 sono stati eseguiti, nel corso degli anni, numerosi interventi di adeguamento della sicurezza, in occasione di interventi di modernizzazione che necessariamente vengono effettuati su impianti che hanno un’anzianità di servizio mediamente molto elevata”.
 
Non sono affatto rari, soprattutto nei centri storici delle grandi città italiane, gli ascensori installati nella prima metà del secolo scorso e tuttora in funzione. Quindi, a seconda della presenza o meno sui vecchi ascensori dei dispositivi necessari ad eliminare i rischi si dovranno effettuare lavori più o meno impegnativi, oppure non se ne dovranno effettuare affatto.
 
In ogni caso, per la CNA, la stragrande maggioranza dei lavori comporterà una spesa contenuta e distribuita su più anni, da suddividere, ovviamente, tra i condomini dell’edificio, i quali potranno usufruire delle detrazioni Irpef previste dalla legislazione vigente.
 

Sicurezza ascensori: la ‘lunga questione’ dell’adeguamento

La questione dell’adeguamento di sicurezza per gli ascensori parte da lontano: in una prima versione del regolamento di attuazione della direttiva 2014/33/Ue erano previste nuove verifiche sugli impianti esistenti, “attribuendo ai soggetti verificatori la facoltà di prescrivere una serie di costosi interventi a carico dei proprietari di casa”.
 
Le associazioni dei proprietari avevano criticato questa scelta, sottolineando che l’obbligo in questione si sarebbe tradotto in una nuova tassa a carico dei proprietari.
 
Nel regolamento approvato dal Governo, quindi, è assente l'obbligo di adeguamento di sicurezza per impianti ante 1999, anche se il Governo si era impegnato a trattare la questione al più presto.
 
Secondo CNA, per l’adeguamento di sicurezza “si tratterebbe di interventi una tantum” non assimilabili ad una tassa.
 
“Quella della ‘tassa sull’ascensore’ è, quindi, una vera e propria “bufala” mediatica, una fake news propagata senza scrupoli da chi, evidentemente, non ha nessun rispetto per la sicurezza che deve comunque essere garantita a tutti gli utenti degli ascensori, indipendentemente dal fatto che l’impianto su cui si trovano a viaggiare sia stato installato nel 1930, nel 1975 o nel 2018” ha concluso la CNA.
 
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