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Alla Triennale “Luigi Ghirri. Il paesaggio dell'architettura”
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Alla Triennale “Luigi Ghirri. Il paesaggio dell'architettura”

di Cecilia Di Marzo

L'importanza del celebre fotografo emiliano raccontato in 350 foto

31/05/2018 - Proseguono le proposte a cura del Museo di Fotografia Contemporanea alla Triennale di Milano con la mostra Luigi Ghirri. Il paesaggio dell'architettura, a cura di Michele Nastasi, in cui si offre una presentazione inedita del celebre fotografo emiliano mettendo in luce l'importanza della sua opera nell'ambito dell'architettura.

Luigi Ghirri si avvicina all’architettura nel 1983 collaborando con la rivista “Lotus International”, con cui avvia un rapporto continuativo di ricerca e di reciproco scambio durato quasi un decennio. Ghirri porta all'architettura un nuovo modo di guardare, capace di comprenderne la realtà in relazione ai fenomeni e agli aspetti contraddittori dei paesaggi contemporanei. L'architettura e il paesaggio si configurano, d'altra parte, come il soggetto privilegiato dell’opera matura di Ghirri, "un luogo del nostro tempo, la nostra cifra epocale".

Fino al 1992, anno della sua prematura scomparsa, Ghirri sviluppa un corpus fotografico sugli interventi di singoli architetti, sulle esposizioni della Triennale di Milano e cura progetti editoriali più ampi, all’interno di Quaderni di Lotus, come “Paesaggio italiano" (1989) e la sezione fotografica di "Atlante Metropolitano" (1991).

Di questa intensa e originale collaborazione rimane testimonianza nelle numerose pubblicazioni realizzate, alcune delle quali si sono in seguito configurate come esperienze fondamentali per una concezione più libera dell'architettura, e appaiono come importanti momenti di maturazione del linguaggio dell'autore, divenendo un vero e proprio culto per molti architetti e fotografi. 

Luigi Ghirri. Il paesaggio dell'architettura espone oltre 350 fotografie, tra stampe originali e immagini proiettate – molte delle quali inedite –, appartenenti all'archivio di Lotus e alla Triennale di Milano. Si affianca, inoltre, una selezione di pubblicazioni e di altri materiali, allo scopo di mettere in relazione lo straordinario talento di Ghirri con l'ambito editoriale e critico, da cui il suo lavoro sull'architettura è scaturito.
Il tema della committenza di architettura, contigua e intrecciata alle ricerche autonome dell'autore, mette in luce lo scarto operato dalla visione paesaggistica di Ghirri. Un'apertura che a distanza di decenni, nell'attuale dominio iconico nell'ambito dell'architettura e dei paesaggi urbani, assume un valore ancora più profondo di disvelamento della realtà e delle immagini che la costituiscono.

Il progetto dell'allestimento è curato dallo studio milanese Calzoni Architetti - Sonia Calzoni, la grafica è a cura di Pierluigi Cerri. La mostra è introdotta da un piccolo dislivello da cui si coglie a colpo d'occhio l’intero spazio espositivo, un paesaggio unitario dai confini sfumati le cui sezioni tematiche sono indicate da neon colorati. In questo scenario le preziose stampe originali sono sospese su alti piedistalli che permettono al pubblico di stabilire un rapporto intimo con le opere, e su una ‘gabbia’ ispirata dalle fotografie di Ghirri dell’installazione di Achille Castiglioni per la Triennale dell’86. Completa la mostra uno spazio in penombra in cui si susseguono cinque proiezioni di grande formato con un effetto marcatamente immersivo.

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