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NORMATIVA

Scuole Innovative, Ordine degli Architetti di Milano: ‘il concorso va avanti’

di Rossella Calabrese
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‘L’ente banditore può assegnare con trattativa privata gli incarichi ai vincitori’. Ed è imminente il nuovo bando

Vedi Aggiornamento del 23/10/2018
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25/05/2018 - “Il concorso Scuole Innovative per le 52 aree prosegue nel rispetto del principio di continuità, e il prossimo, ormai imminente, sarà già predisposto per ovviare a eventuali ulteriori osservazioni. I rilievi di Anac ci stanno aiutando a perfezionare ulteriormente lo strumento concorsuale”.
 
Inizia così il comunicato del Consiglio dell’Ordine degli Architetti di Milano che ricorda che ‘Scuole Innovative’ è il concorso di idee per la progettazione di 52 scuole, indetto e organizzato dal MIUR nel 2016 attraverso il bando-tipo e la piattaforma digitale concorrimi, messa a punto dall’Ordine milanese.
 
Il concorso - spiega l’Ordine - si è concluso con un oggettivo successo di partecipazione e risultati: i progetti partecipanti sono stati 1238.
Vedi i progetti vincitori
 

Scuole Innovative, lo stop di Anac

Al termine della procedura concorsuale però, si è posto il problema se i progetti vincitori, allo stato di progetti di fattibilità tecnica ed economica, potessero essere affidati degli enti locali richiedenti, attraverso una procedura negoziata, ai professionisti vincitori, ai fini della realizzazione della progettazione definitiva ed esecutiva oppure se essi, posti nella disponibilità degli enti locali richiedenti, debbano essere oggetto di una successiva gara con bando per la selezione degli affidatari.
 
Il tema è stato oggetto di un parere dell’Anac, che ha indicato la necessità per gli stessi enti di indire una procedura a evidenza pubblica per l’affidamento dei successivi livelli progettuali, ossia un concorso di progettazione o un appalto di servizi di progettazione. Procedure cui possono partecipare anche i soggetti premiati se in possesso dei relativi requisiti soggettivi.
 

Scuole Innovative, Ordine Architetti di Milano: ‘si va avanti’

L’Ordine degli Architetti di Milano, supportato dal parere del Prof. Avv. Pierluigi Mantini, riconosce il fondamento della tesi dell’Anac, ritiene “che la stessa vada considerata sulla base di un’interpretazione sistematica dei principi normativi stabiliti dal Codice Appalti in tema di progettazione. Secondo tale interpretazione, non si evince alcun obbligo di indicare nel bando ulteriori ‘requisiti speciali’ di capacità tecnico professionali”.
 
La scelta compiuta dal MIUR in sede di predisposizione del bando - spiega l’Ordine di Milano - è stata quella di non richiedere requisiti tecnici-professionali ulteriori, ritenendo sufficienti quelli generali previsti dalla legge, lasciando invece ai singoli enti proprietari delle aree la scelta di poter richiedere i requisiti speciali ai singoli vincitori in sede di conferimento dei livelli successivi di progettazione con procedura integrata.
 
Questa interpretazione, secondo l’Ordine, risulta avvalorata anche dal cosiddetto ‘criterio di continuità’ previsto dal Codice Appalti all’art. 23 comma 12 e ribadito dalla stessa Anac nelle linee guida n. 1 sulle gare di progettazione laddove si afferma che “elemento cardine è costituito dall’essere svolte la progettazione definitiva e quella esecutiva, preferibilmente, dal medesimo soggetto onde garantire omogeneità e coerenza al processo”.
 
“I rilievi dell’Anac, che offrono utili indicazioni circa l’esplicitazione dei requisiti generali o speciali ai fini dell’affidamento con procedura negoziata dei successivi livelli di progettazione, saranno contemplati nel prossimo bando ‘Scuole Innovative’, nel rispetto del principio di continuità, e perché sia certo il superamento di ogni possibile eccezione che possa impedire agli enti la possibilità di affidare l’incarico ai vincitori” - conclude la nota.
 

Scuole Innovative, ombre sulla seconda edizione

Ma anche la seconda edizione del concorso non nasce sotto i migliori auspici: dopo lo stanziamento delle risorse con la legge di Bilancio 2018, le Regioni hanno presentato una dichiarazione di disponibilità e, sulla base delle domande pervenute, un DPCM ha ripartito le risorse tra 10 Regioni. Successivamente, è iniziata la ricerca delle aree su cui realizzare gli interventi.

Ma, a 
seguito di un ricorso presentato dalla Regione Veneto, la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo il meccanismo con cui il Governo ha ripartito le risorse senza consultare le Regioni interessate. A quanto pare però, il nuovo bando sarà comunque pubblicato.
 
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