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PROFESSIONE

CNI: ‘scarsa attenzione dei giovani nei confronti degli Ordini’

di Rossella Calabrese

Consiglio Nazionale Ingegneri verso il Congresso: ‘quale futuro c’è per gli Ordini professionali? Perché e chi rappresentiamo?’

Vedi Aggiornamento del 12/09/2018
10/05/2018 - La riforma del 2011-2012 ha dato agli Ordini professionali compiti senza eguali al mondo: gli obblighi di formazione e molti altri che impegnano gli Ordini ad essere più efficienti e più culturalmente avanzati.
 
Persistono tuttavia dei problemi, come la scarsa attenzione dei giovani nei confronti degli ordini.
 
Per questi motivi il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, riunito la sorsa settimana in precongresso, ha deciso di dedicare il prossimo Congresso degli ingegneri italiani a questi temi.
 
“È arrivato il momento di chiedersi quale futuro c’è per gli Ordini professionali” - ha detto il Presidente del Consiglio Nazionale Ingegneri, Armando Zambrano. “Questo precongresso è un momento di conoscenza della categoria e di verifica dell’attività. Occorre mettersi insieme per capire come possiamo organizzarci e rinnovarci. Il rapporto base-vertice non può essere estemporaneo”.
 
Nel corso del precongresso, i rappresentanti degli Ordini territoriali, delle Federazioni e delle Consulte, sono stati divisi in gruppi di lavoro e tavoli di discussione su:
- la nuova visione del sistema ordinistico;
- la sfida della rappresentanza;
- formazione e certificazione per la competitività;
- un piano strategico per gli investimenti: ingegneria leva della modernizzazione del Paese;
- organizzare il lavoro in rete: utopia o realtà possibile?
 
“Quest’anno - ha commentato Gianni Massa, Vice Presidente Vicario CNI - il tema è delicato: il ruolo della rappresentanza. L’ingegneria connette più discipline e consente all’uomo di percorrere la strada che va dal concetto fino alla realizzazione. Noi viviamo in un mondo in cui la rappresentanza è ancora spostata verso l’ingegneria civile. Siamo abituati a pensare che essere tanti significa contare, ma se non costruiamo proposte per il Paese non ha peso la quantità. Dobbiamo rispondere a queste domande: perché rappresentiamo e chi rappresentiamo? Non servono discorsi generalisti, ma va trovato il filo tra la visione e le azioni piccole, quotidiane”.
 
© Riproduzione riservata

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