08/05/2018 - Il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, ha giudicato legittimo il bando per il risanamento di Bagnoli. La risposta è arrivata in una lettera sollecitata nei giorni scorsi da Oice, Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica.
Bagnoli, il caso sollevato da Oice
Nei giorni scorsi, l’Oice ha chiesto chiarimenti in merito alla
gara per il risanamento dell’area di Bagnoli, un quartiere della periferia di Napoli da bonificare dopo aver ospitato molti impianti industriali inquinanti. A febbraio 2018 Invitalia ha pubblicato un bando da
19 milioni di euro per la progettazione dei lavori di bonifica. Tra i requisiti per la partecipazione alla gara è stata chiesta una
copertura assicurativa contro i rischi professionali per
217 milioni di euro, cioè pari all’importo stimato dei lavori.
Una richiesta che Oice ha considerato gravosa, tanto da impedire di fatto la partecipazione ai progettisti italiani.
Bagnoli, la risposta dell’Anac
L’Antocorruzione ha affermato che l'operato di Invitalia risulta legittimo e vagliato da ANAC ai sensi dell'articolo 213 del codice dei contratti pubblici ai fini dei controlli di conformità previsti dal protocollo di vigilanza collaborativa.
Il presidente Cantone ha scritto che le modifiche apportate dalla stazione appaltante (che ha previsto che il 50% del massimale della polizza r.c. professionale sia dimostrato dalla mandataria e il resto dalle mandanti)
"sono apparse, se son del tutto soddisfacenti, comunque maggiormente aderenti al principio di favor partecipationis".
Bagnoli, la controrisposta di Oice
Nel commentare la risposta di Cantone, il presidente dell’Oice,
Gabriele Scicolone, ha affermato che non era in dubbio la regolarità della procedura, ma la scelta discrezionale “per una selezione della capacità economico-finanziaria fondata su un elevato massimale di polizza r.c. professionale. Su questa scelta, che non ci era stata palesata nel corso delle consultazioni preliminari che Invitalia ha svolto con noi e con altre rappresentanze del settore, rimango convinto che l'effetto sia contrario a quello che la norma (introdotta due anni fa) auspica, cioè una maggiore apertura al mercato che al momento, non ci sembra assicurata. Speriamo di sbagliarci e verificheremo se effettivamente - e ce lo auguriamo - la gara sarà adeguatamente partecipata, vista anche la rilevanza dell'intervento sotto molti punti di vista”.