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RISPARMIO ENERGETICO

Contratto di Governo, le misure per l’edilizia ci sono ma sulle detrazioni è rebus

di Rossella Calabrese

Il programma di Lega e M5S prevede: riqualificazione energetica edifici, manutenzione del territorio, mitigazione del rischio idrogeologico, stop allo spreco di suolo

Vedi Aggiornamento del 01/08/2018
17/05/2018 - Lega e Movimento Cinque Stelle hanno raggiunto l’accordo sul ‘Contratto di Governo’. I due leader, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, hanno trovato la convergenza sulla maggior parte dei contenuti del programma che guiderà l’azione dell’Esecutivo nei prossimi cinque anni.
 
Delle oltre 50 pagine che compongono il ‘Contratto per il Governo del cambiamento’, analizziamo i temi di interesse per il nostro settore.

Aggiornamento del 18 maggio: bozza definitiva del 18 maggio 2018.
 

Contratto di Governo: ambiente, green economy e rifiuti zero

Lega e M5S intendono portare la questione ecologica al centro della politica, concentrare le risorse nella manutenzione del territorio e nella innovazione, sostenere la ‘green-economy’, la ricerca, e la formazione per lo sviluppo del lavoro ecologico, per ‘decarbonizzare’ e ‘defossilizzare’ produzione e finanza promuovendo l’economia circolare.
 
Il Contratto punta su modelli di sviluppo sostenibili e spiega di voler coinvolgere le Pubbliche Amministrazioni, orientare ogni intervento del decisore politico ai principi dell’economia circolare, ridurre fortemente i rifiuti, incrementarne il riciclaggio, anche attraverso fiscalità premianti per chi produce beni riciclabili. Viene proposta la mappatura delle strutture a rischio amianto e lo snellimento dei procedimenti di bonifica.
 
Per contrastare il rischio idrogeologico, Lega e M5S ritengono necessarie azioni di prevenzione che comportino interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria del suolo sui siti ad alto rischio, oltre ad una necessaria attuazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, anche come volano di spesa virtuosa e di creazione di lavoro a partire dalle zone terremotate.
 
È inoltre indispensabile fermare il consumo di suolo (spreco di suolo) - si legge -, con l’obiettivo di eliminarlo completamente attraverso il rilancio del patrimonio edilizio esistente, favorendo la rigenerazione urbana e il retrofit (riqualificazione energetica) degli edifici. Il testo prosegue affermando che “gli immobili capaci di autoprodurre energia rappresentano la sfida del futuro. In questo senso deve essere orientata anche l’edilizia residenziale pubblica”.
 
Per contrastare il cambiamento climatico, la proposta è quella di “spingere su risparmio ed efficienza energetica in tutti i settori” e “tornare a far salire la produzione da fonti rinnovabili prevedendo una pianificazione nazionale che rafforzi le misure per il risparmio e l’efficienza energetica riducendo i consumi attuali”.
 
Si tratta, in sintesi, di proseguire nell’attuazione di politiche già avviate da anni, su impulso dell’Unione Europea o dei precedenti Governi. Alcune di queste politiche sono in corso di realizzazione, come le detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici e gli interventi contro il rischio idrogeologico; altre sono in una fase di stallo, come la legge nazionale contro il consumo di suolo.
 

Contratto di Governo: fisco, flat tax e semplificazione

“La burocrazia è molto articolata - si legge nel Contratto - e impegna i contribuenti in ore di adempimenti, con rilevanti aggravi economici per essere in regola con il fisco. Tutto ciò incide negativamente sulla qualità del rapporto tributario con i contribuenti e sulla competitività del comparto produttivo italiano”. Lega e M5S propongono quindi “coraggiose e rivoluzionarie misure di riforma”.
 
“Punto di partenza è la revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese, con particolare riferimento alle aliquote vigenti, al sistema delle deduzioni e detrazioni e ai criteri di tassazione dei nuclei familiari. La parola chiave - prosegue il testo - è ‘flat tax’, caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta in armonia con i principi costituzionali”.
 
“Il nuovo regime fiscale si caratterizza come segue:
- due aliquote fisse al 15% e al 20% per persone fisiche, partita IVA e famiglie; per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3.000,00 euro sulla base del reddito familiare;
- un’aliquota fissa al 15% per le società”.
C’è invece accordo sul mantenimento del principio della ‘no tax’ area.
 
Questo è l’unico passaggio in cui il Contratto menziona la revisione delle detrazioni fiscali: non si parla di cancellazione ma, se l’intenzione è quella di ridurre drasticamente le aliquote e lasciare in vita soltanto una deduzione basata sul reddito familiare, è legittimo il dubbio che le attuali detrazioni fiscali per l’edilizia possano essere abolite, ipotesi circolata nei giorni scorsi.
 
Gli obiettivi di rilancio del patrimonio edilizio esistente, rigenerazione urbana e retrofit (riqualificazione energetica) degli edifici, esposti poche pagine prima, dovranno trovare dunque strumenti diversi dai bonus fiscali, ma nel Contratto non si fa alcun cenno alle coperture finanziarie, nè per questa nè per tutte le altre proposte, il cui costo complessivo è stimato da tecnici e osservatori economici tra 100 e 150 miliardi di euro.
 
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