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URBANISTICA

Urbanistica, la Puglia punta sulla perequazione

di Alessandra Marra

Un disegno di legge propone meccanismi per l’equa distribuzione dei diritti edificatori e sistemi alternativi all’esproprio

Vedi Aggiornamento del 05/11/2018
18/05/2018 – Migliorare la qualità della pianificazione urbanistica a livello locale, indirizzare i Comuni all’adozione di strumenti innovativi per gestire il territorio e sostenere il settore dell’edilizia favorendo la rigenerazione e la riqualificazione.
 
Questo l’obiettivo della proposta di legge pugliese presentata da Enzo Colonna, capogruppo di ‘Noi a Sinistra per la Puglia’, che lo scorso 16 maggio scorso ha iniziato l’iter in Consiglio Regionale alla Commissione Ambiente e Terrritorio.
 

Perequazione urbanistica e pianificazione urbana: cosa prevede la legge

Per rilanciare il settore dell’edilizia e sfruttare le grandi potenzialità del riuso e della rigenerazione urbanistica, il ddl prevede l’introduzione di due strumenti: 
- la perequazione;
- la compensazione urbanistica.
 
La perequazione è finalizzata a consentire, in sede di pianificazione, l’equa distribuzione, fra le proprietà immobiliari comprese all’interno di un medesimo lotto di trasformazione, dei diritti edificatori e dei relativi oneri, in modo da evitare le sperequazioni tra suoli adiacenti a seconda della loro diversa tipizzazione. 
 
La compensazione urbanistica, invece, offre ai Comuni la possibilità di utilizzare meccanismi alternativi alle indennità di esproprio (gravoso per i bilanci locali) per l’acquisizione di aree finalizzate alla realizzazione di opere pubbliche. Anziché con la liquidazione di una somma di denaro, il proprietario dell’immobile da espropriare potrà essere indennizzato o con l’attribuzione di quantità edificatorie da utilizzare secondo le previsioni degli strumenti urbanistici locali o con il riconoscimento di modifiche di destinazione d’uso di aree o immobili esistenti.
 

Valorizzazione urbana: le misure del ddl

La proposta di legge prevede anche che, al fine di incentivare il miglioramento complessivo della qualità dei contesti urbani e di preservare situazioni dal particolare valore storico, architettonico, identitario e culturale, i Comuni possano riconoscere misure premiali (quali l’attribuzione di quantità edificatorie, la modifica di destinazioni d’uso, il trasferimento o la permuta di aree, oppure la riduzione degli oneri di urbanizzazione) a coloro che pongano in essere interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana o finalizzati a migliorare la qualità architettonica degli interventi edilizi e delle trasformazioni del territorio. 

Inoltre, per attribuire centralità ai Comuni nel governo del territorio e per favorire un necessario aggiornamento degli strumenti di pianificazione urbanistica a livello locale, la proposta di legge prevede che queste significative innovazioni possano essere previste solo nell’ambito dei nuovi Piani Urbanistici Generali che saranno la sede principale per operare scelte strategiche sulle modalità di concreta applicazione degli istituti della perequazione, della compensazione urbanistica e delle misure premiali. 

Nella concessione dei contributi ai Comuni per la formazione e l’aggiornamento degli strumenti urbanistici locali, la norma attribuisce una preferenza a quegli enti locali che adottino strumenti e modalità innovative per la modellazione e la gestione informativa (come il Building Information Modeling – BIM).
 

Riduzione del consumo di suolo

Al fine di ridurre il consumo di suolo, la proposta di legge esclude espressamente che le quantità edificatorie (per le quali viene istituito un apposito registro pubblico, a cura dei Comuni, onde consentirne la circolazione e la eventuale commerciabilità) generate da meccanismi compensativi o derivanti da misure premiali possano essere utilizzate in zone agricole. 

Sempre al fine di disincentivare la progressiva cementificazione del territorio, la norma interviene disciplinando le modalità di determinazione del contributo straordinario di urbanizzazione, modulandolo diversamente a seconda della tipologia di intervento che si intende realizzare.
 
Sono previste, ad esempio, riduzioni in caso di iniziative realizzate nell’ambito di programmi di rigenerazione o ad esito di concorsi di progettazione, oppure esenzioni per ipotesi (tra le altre) di interventi di valorizzazione del patrimonio pubblico immobiliare o di abbattimento delle barriere architettoniche. 
 
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