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Bernini2 a Torino: ponte tra passato e futuro
ARCHITETTURA

Bernini2 a Torino: ponte tra passato e futuro

di Cecilia Di Marzo

Un importante elemento di ricucitura e riconnessione urbana

18/06/2018 - A due passi dal centro romano di Torino, il nuovo complesso Bernini2 sviluppa un’idea innovativa di architettura residenziale realizzata dalla collaborazione di Co.Ge.Fa., Mediapolis Engineering e +Studio Architetti in un’area ambita e servita da una vivace attività commerciale e da una fitta rete di trasporti pubblici.

Bernini2 è un nuovo e moderno complesso di 28 appartamenti di alta qualità che si organizzano in due elementi distinti, ma fortemente interconnessi: la Villa, che trasforma l’elegante edificio che negli anni Cinquanta portò nel capoluogo sabaudo le raffinate riflessioni sull’abitare di Mario Asnago e Claudio Vender, e i nove piani fuori terra della Torre, che, rielaborando in chiave contemporanea le suggestioni residenziali provenienti dal passato di un quartiere storico e stratificato, si eleva slanciata su corso Tassoni con fronti studiati e sempre diversi che superano la consueta gerarchia tra prospetti principali e di servizio.

Bernini2 è il frutto di un lungo ragionamento che ha risolto in modo brillante le problematiche di un lotto d’angolo trasformandole nei caratteri peculiari di un’architettura che è riuscita instaurare un dialogo costruttivo con il passato, mediando tra scale d’intervento e tipologie edilizie molto diverse fra loro e trovando un’equilibrata soluzione tra la perdita completa di una preziosa preesistenza e la sua inclusione dentro il nuovo. Ponte tra passato e futuro, l’elemento chiave è il basamento, che, risvoltando quasi senza soluzione di continuità su corso Tassoni, accompagna il salto di scala nella percezione progressiva del complesso per poi diradarsi plasticamente nella dinamicità compositiva della Torre.

Il complesso Bernini2 non è solo un progetto residenziale innovativo e rispettoso di un genius loci rielaborato, ma anche un’operazione immobiliare di immediato successo. Rispondendo in modo efficace alle indicazioni di un’attenta analisi di mercato, ha proposto una strategia impostata su alta qualità e varietà di soluzioni a prezzi competitivi che sono riusciti a realizzare più tipologie di abitazioni e soddisfare le esigenze di utenze diversificate.

Introdotta da un inaspettato e monumentale atrio “a effetto cannocchiale”, alto 10 m e dalle trasparenze che fin dalla strada suggeriscono la presenza di un rinnovato giardino interno, la Torre è coronata dalla doppia altezza in cui sono racchiusi gli ultimi due piani. Parla un linguaggio nuovo, dinamico e coerente, fatto di fronti aperti, sguinci che catturano la luce esaltando il legno di cedro, salti di scala e raccordi in cui la partitura delle facciate è interrotta da lievi disassamenti, variazioni dimensionali, arretramenti o avanzamenti che al primo impatto diventano il motivo catalizzante dell’intero progetto.

In un contesto in cui il nuovo complesso diventa un importante elemento di ricucitura e riconnessione urbana, la Villa conferma la piccola scala e il carattere di “villa urbana” diventando il pretesto per la proposta di soluzioni inaspettate come i piani terra dotati di giardino privato. La Torre, offre invece bi, tri e quadrilocali moderni, attenti ai dettagli e ai materiali con viste aperte e profondi terrazzi e, ai piani superiori, attici panoramici che sfruttano a pieno le possibilità date dal costruire in altezza.
Il design dell’intervento, firmato da Filippo Orlando (fondatore di +Studio Architetti), è caratterizzato da linee contemporanee e accostamenti di materiali inediti e traccia una nuova alternativa all’housing torinese di qualità.

Il progetto è vincitore del concorso "La Ceramica e il Progetto 2018" nella categoria "Residenziale".

© Riproduzione riservata

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