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Giardini della Biennale: un Museo a cielo aperto
ARCHITETTURA

Giardini della Biennale: un Museo a cielo aperto

di Rossana Vinci

I padiglioni firmati dai grandi dell’Architettura, da Carlo Scarpa ad Alvar Aalto

13/06/2018 - Si è da poco inaugurata la 16a Mostra Internazionale di Architettura di Venezia, con le varie interpretazioni di Freespace (il tema scelto per questa edizione dalle curatrici Yvonne Farrell e Shelley McNamara) presenti in esposizione fino al 25 novembre.
 
Ma è bene sapere che, immersi nel verde dei Giardini della Biennale, accanto all'odierno Padiglione Centrale, c’è un museo dell’Architettura a cielo aperto composto da 29 padiglioni stranieri che costituiscono un'antologia di alto valore dell'architettura del Novecento per il nome di molti realizzatori tra i quali Aalto, Hoffmann, Rietveld, Scarpa Stirling.
 
Ecco elencati alcuni dei padiglioni “fissi” della Biennale di Venezia che hanno fatto la Storia dell’Architettura:


Il Padiglione dell'Olanda - 1953 (Gerrit Thomas Rietveld)

Si deve a Gerrit Rietveld, tra i piu' noti architetti del movimento moderno, la costruzione nel 1954 del Padiglione dell'Olanda, in sostituzione di quello eretto nel 1912.
Una struttura semplice caratterizziata da una spaccatura che separa e unisce al tempo stesso i due blocchi che compongono il padiglione.




Il Padiglione dell'Austria - 1934 (Josef Hoffmann)

Il padiglione dell’Austria, inaugurato nel 1934, conclude la carriera costruttiva di Hoffmann che lascia «in ideale eredità alla Biennale e alla città una testimonianza preziosa – secondo le parole di Zevi – della prima generazione del movimento moderno».




Il Padiglione del Venezuela - 1954 (Carlo Scarpa)

ll Padiglione è stato realizzato tra 1954 ed il 1955 dall'architetto e designer veneziano Carlo Scarpa.
Tra tutte le architetture che ospitano gli spazi espositivi, è considerata una delle opere più interessanti grazie alla peculiare poetica artistica del suo autore. Il padiglione si sviluppa in due volumi principali alterandone l'allineamento stesso.
Un particolare da non sottovalutare è l'uso di materiali che, in questo caso, sono molteplici e fortemente eterogenei: cemento armato e vetro.






Il Padiglione della Finlandia - 1956 (Alvar Aalto)

Uno dei padiglioni più originali per struttura e materiali è sicuramente quello della Finlandia, progettato dal famoso architetto finlandese Alvar Aalto nel 1956.
Era previsto che questo padiglione fosse provvisorio e usato per una sola Biennale, ma poi si decise di mantenerlo, anche a costo di costosi restauri, dal momento che è costruito interamente in legno. La struttura era un prefabbricato che fu spedito a pezzi dalla Finlandia e rimontato a Venezia, senza la presenza dell' architetto.
Alvar Aalto, esponente dell'architettura organica, mescola tradizione e innovazione: il legno è infatti un materiale usato da secoli in Finlandia per costruire, ma le forme realizzate, la pianta trapezoidale e il soffitto a spiovente, sono decisamente innovative.




Il Padiglione dei Paesi nordici - 1962 (Sverre Fehn)

Nel 1958 viene indetto il concorso per la costruzione del padiglione dei Paesi Nordici ai Giardini della Biennale di Venezia. Nel febbraio 1959 il progetto di Sverre Fehn, dichiarato vincitore, viene definito dalla stampa svedese “di stupefacente semplicità”, grazie anche all’estrema flessibilità e “illimitata possibilità di suddivisione degli spazi entro una forma saldamente costruita e compatta”.
Il Padiglione è realmente uno spazio essenziale – un’aula rettangolare -, delimitato da pochi e primari elementi architettonici - il muro e il tetto –, permeabile allo sguardo e privo di separazioni definitive tra interno ed esterno, capace di esprimere con chiarezza il proprio contenuto.



 
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