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FINANZIAMENTI

Riprogrammare il Fondo Investimenti? La decisione spetta al nuovo Governo

di Valentina Ieva

Via libera del Consiglio di Stato alle risorse per infrastrutture, ambiente e industria

14/06/2018 - Il Consiglio di Stato ha espresso parere favorevole allo schema di dpcm che ripartisce i 36,1 miliardi di euro della seconda tranche del Fondo Investimenti, istituito dall’articolo 1, comma 140, della Legge di Bilancio 2017 e rifinanziato dalla legge di bilancio 2018.
 
È legittimo dunque lo schema di dpcm, firmato a febbraio dall'ex premier Paolo Gentiloni, che ripartisce i fondi fra i vari settori, nonostante la dichiarazione di illegittimità costituzionale che pesa sul comma 140.
 
Spetterà, quindi, al governo Conte decidere se completare l'iter messo in moto da Paolo Gentiloni oppure intervenire riprogrammando i fondi. In ogni caso, a valle della ripartizione, andrà trovata l'intesa con gli enti locali sui singoli piani settoriali.
 

Fondo Investimenti, prima tranche da 46 miliardi di euro

La Legge di Bilancio per il 2017 ha previsto una dotazione iniziale di 46 miliardi di euro per il Fondo Investimenti (1.900 milioni di euro per l’anno 2017, di 3.150 milioni di euro per l’anno 2018, di 3.500 milioni di euro per l’anno 2019 e di 3.000 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2032).
 
Il dpcm 21 luglio 2017 ha ripartito le risorse tra una serie di capitoli di spesa, tra cui trasporti, viabilità e mobilità sostenibile, infrastrutture, prevenzione dal rischio sismico, edilizia pubblica e scolastica, difesa del suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche, riqualificazione delle periferie, rimozione delle barriere architettoniche, ricerca, attività industriali ad alta tecnologia e sostegno alle esportazioni e informatizzazione dell'amministrazione giudiziaria.
 

Fondo Investimenti, seconda tranche da 36 miliardi di euro

La Legge di Bilancio per il 2018 (art. 1, comma 1072, della Legge 205/2017) ha rifinanziato il Fondo Investimenti con altri 36 miliardi di euro.
A febbraio il Presidente del Consiglio uscente, Paolo Gentiloni, ha firmato il dpcm per la ripartizione delle risorse ma la Regione Veneto ha impugnato il comma 140 della Legge di Bilancio per il 2017 davanti alla Corte Costituzionale sostenendo che il Fondo finanzia programmi che intervengono anche in settori che investono le competenze concorrenti delle Regioni, senza prevedere alcun coinvolgimento delle Regioni interessate. La Corte Costituzionale ha condiviso la tesi veneta spiegando e ha giudicato illegittimo il comma 140.
 

Fondo Investimenti, la programmazione delle risorse spetta al Governo

Sarà cura del Governo, per assicurare la piena conformità del procedimento attuativo del comma 1072 all’indicazione del Giudice costituzionale, vigilare in sede di monitoraggio affinché, nell’adozione dei successivi provvedimenti di attuazione, le singole amministrazioni dello Stato promuovano, ove necessario, le intese con i corrispondenti livelli delle autonomie territoriali.
 
Per ciò che attiene al procedimento, le disposizioni del comma 140, richiamate dal comma 1072, affermano che:
 
l’utilizzo del Fondo è disposto con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri;
tale/i decreto/i è/sono adottato/i su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati, in relazione ai programmi presentati dalle amministrazioni centrali dello Stato;
sugli schemi di decreto è chiesto il parere delle Commissioni parlamentari competenti e, decorso il termine di trenta giorni dall’assegnazione, i decreti possono essere adottati anche in mancanza del parere.
 
Il governo potrebbe già correggere lo schema di oppure aspettare il parere parlamentare (dove a dare le indicazioni sarebbe la maggioranza) o ancora accettare l'impianto della ripartizione di primo livello e modificare i piani settoriali. 
 
In più occasioni il governo ha detto di voler riprogrammare i fondi per investimenti per riorientarli alle priorità del governo e della nuova maggioranza.

Tuttavia, il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha più volte detto di voler valutare con attenzione piani operativi e singoli interventi sulla base di analisi costi-benefici, ma di non voler azzerare l'intera programmazione. 
 
 
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