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NORMATIVA

Il ministro Di Maio ai professionisti: ‘pronti ad abolire lo split payment’

di Rossella Calabrese
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Il vicepremier rilancia le semplificazioni e apre il dialogo con le professioni

Vedi Aggiornamento del 17/07/2018
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25/06/2018 - “Siamo pronti ad abolire lo split payment, partendo dai liberi professionisti. Stiamo lavorando per inserire il provvedimento nel primo decreto legge sulle semplificazioni”.
 
Lo ha dichiarato oggi il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, al presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, durante un incontro con una delegazione di Confprofessioni, che si è svolto presso la sede del MISE.
 
I professionisti sono i più penalizzati dallo split payment, - ha aggiunto il ministro - un meccanismo che colpisce negativamente l’economia del settore. Un primo passo verso la semplificazione, su cui vogliamo andare avanti”.
 
“Abbiamo raccolto la disponibilità del ministro Di Maio su numerosi temi che abbiamo sollevato: dalla lotta alla precarietà all’occupazione giovanile, dal dumping sociale al professionista 4.0” afferma il presidente Stella. “Finalmente abbiamo trovato ascolto su un tema, quello dello split payment, sul quale ci siamo da subito battuti per eliminare un’ingiustizia che ci colpisce direttamente”.
 

Lo split payment, cos’è

Lo split payment, o meccanismo di scissione dell’Iva, prevede che l’imponibile sia pagato al fornitore e l’Iva versata direttamente all’Erario. Dal 1° luglio 2017 si applica anche ai compensi dei professionisti per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute ai fini delle imposte sul reddito. Lo split payment è una misura temporanea antievasione e, secondo la normativa ad oggi vigente, si applicherà fino al 30 giugno 2020.
 

Confprofessioni: ‘Di Maio riconosce centralità professioni’

“Il Mise è il luogo più idoneo per affrontare i problemi dei professionisti che innovano, investono e creano occupazione - ha aggiunto Stella. Il ministro Di Maio ha riconosciuto la centralità delle professioni nell’economia del Paese. I liberi professionisti vogliono svolgere un ruolo di primo piano per riportare al centro del dibattito i temi del lavoro, della conoscenza e dello sviluppo”.
 

Professionisti e imprese edili contro lo split payment

Già prima dell’entrata in vigore, i professionisti si sono detti contrari allo split payment: secondo la Rete Professioni Tecniche, il meccanismo “rischia di stritolare i liberi professionisti italiani. La drastica contrazione della liquidità determinata dal mancato incasso dell’IVA comporterà per i professionisti il ricorso sempre crescente a fonti di finanziamento bancario, con conseguente aumento degli oneri per interesse. Senza considerare che i compensi dei professionisti sono già soggetti alla ritenuta d’acconto”. 
 
Secondo i costruttori edili, lo split payment sta facendo perdere alle imprese 2,4 miliardi di euro all’anno. Tra l’Iva versata e quella soggetta a split payment, le imprese denunciano di subire una pesante perdita di liquidità che ne mette a rischio l’equilibrio finanziario. Per questi motivi, i costruttori hanno presentato una denuncia alla Commissione Europea.
 
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