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PROFESSIONE

Nuova legge per l’architettura e le città del futuro, il Cnappc definisce i princìpi

di Rossella Calabrese

Il tema sarà discusso a Roma dal 5 al 7 luglio nel corso del Congresso nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori

Vedi Aggiornamento del 12/09/2018
25/06/2018 - “Sarà un Congresso-proposta rivolto non solo agli architetti ma soprattutto al Paese, per far emergere l’ineludibile e improcrastinabile necessità di una nuova stagione di pianificazione strategica che approcci lo spazio edificato da un punto di vista olistico e incentrato sul ruolo della cultura della costruzione di qualità  a tutti i livelli territoriali e cioè non solo con riferimento alle città e agli spazi urbani, ma anche a quelli periferici e rurali e alle relative interconnessioni”.
 
La cultura è un volano insostituibile della sostenibilità economica, sociale e ambientale, plasma la nostra identità e definisce la nostra eredità; per questo, come riportato nella Dichiarazione di Davos - dello scorso gennaio - dei Ministri europei della cultura, deve essere messa al centro delle politiche di sviluppo, in quanto nessun sviluppo può definirsi democratico, pacifico e sostenibile se non è fondato sulla cultura”.
 
Così Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, spiega il senso dell’VIII Congresso nazionale che si terrà dal 5 al 7 luglio all’Auditorium Parco della Musica di Roma e che vedrà riuniti 3mila delegati in rappresentanza dei 155mila iscritti.
 
“Il Congresso nazionale consentirà, anche grazie agli interventi di decine di relatori nazionali ed internazionali tutti di alto livello scientifico e professionale, una analisi puntuale e approfondita - spiega ancora Cappochin - dalla quale desideriamo emerga con forza che il Paese non può più attendere - dandosi una visione strategica di lungo periodo - quel salto di qualità che se non viene compiuto relegherà inevitabilmente l’Italia in posizioni di retroguardia rispetto al resto dell’Europa. Su un tema, per di più, come l’architettura e le città che ha visto il pensiero italiano guardato come punto di riferimento da tutto il mondo”.
 

Architettura e città del futuro, la proposta di legge degli architetti

Nella giornata di apertura del Congresso, il Presidente Cappochin illustrerà i “Principi per una nuova legge per lo sviluppo delle città del futuro prossimo e per una legge per l’architettura”, e l’avvocato Paolo Stella Richter si occuperà dell’analisi giuridica della proposta di legge.
 
Si tratta, ricordiamo, del testo che ha allarmato gli Ingegneri nei giorni scorsi perché, in estrema sintesi, afferma che “nei centri storici e nei territori storici, le discipline professionali coinvolte nel processo di trasformazione del territorio devono coordinarsi all’interno del processo, ma l’attività di progettazione architettonica, e quindi anche del coordinamento delle riflessioni e delle ipotesi risolutive, deve essere riservata a chi ha formazione e quindi competenza per poterla esercitare: l’architetto PPC, nell’ambito delle rispettive competenze”. Leggi il documento
 
Il tema sarà ripreso nella seconda giornata del Congresso, nella tavola rotonda “Legge sull’architettura. Le esperienze internazionali a confronto”.
 

Architettura e città del futuro italiane ed europee

Nel pomeriggio del 5 luglio, sarà proiettato il video “Come cambiano le città italiane: dalle città metropolitane ai piccoli Comuni” che illustra gli spunti più significativi raccolti nel lungo percorso di ascolto dei territori - 14 tappe da nord a sud del Paese - che ha caratterizzato i mesi di preparazione del Congresso. Percorso che ha permesso un confronto con oltre 7.000 tra architetti, pubblici amministratori, esponenti della politica, dell’economia, della cultura, del volontariato e, più in generale, della società civile.
 
Sempre nel pomeriggio della prima giornata, si terranno tre tavole rotonde: “Riflessioni del Comitato Scientifico del Congresso Nazionale”; “Le città resilienti. Presentazione e confronto esperienze internazionali”; “Agenda urbana 2030. Esperienze italiane e europee a confronto”. La conclusione della giornata prevede interventi su “Il ruolo dello Stato nelle città del futuro” con la partecipazione di Giovanni Maria Flick, Presidente Emerito della Corte Costituzionale.
 
Nella seconda giornata sarà presentata da Lorenzo Bellicini, Direttore del Cresme, la ricerca “Centri storici, periferie, città diffusa, aree interne: sviluppo e squilibri nell’Italia di oggi”: uno studio che “racconta l’evolversi ed il cambiamento del modello insediativo italiano”.
 

Città, architetti e architettura

La complessa e articolata problematica città-architetti-architettura sarà al centro della seconda giornata del Congresso (6 luglio), con le tavole rotonde: “Le città del futuro prossimo. Verso una cultura della costruzione di qualità”, “Consumo di suolo a saldo zero e rigenerazione urbana. Confronto tra le leggi regionali”, “Principi per una nuova legge per lo sviluppo delle città del futuro prossimo” e “Intelligenza Collettiva e Nuovo Umanesimo.”
 
Sabato 7 luglio, giornata conclusiva del Congresso, è in programma la presentazione dell’indagine “L’immagine sociale dell’architetto” curata dal sociologo Mario Abis alla quale seguiranno gli interventi di Paolo Baratta, Presidente de La Biennale di Venezia; Vittorino Andreoli, Psichiatra e Scrittore; Michele Dall’Ongaro, Presidente-Sovrintendente Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
 

Architettura e città del futuro, il Manifesto del Congresso

Chiuderanno i lavori del Congresso Nazionale la presentazione del Manifesto del Congresso, la presentazione e votazione di Mozioni e l’intervento di chiusura del Presidente Cappochin che traccerà il bilancio delle tre giornate congressuali, importante punto di partenza per il lavoro che, nei prossimi due-tre anni, vedranno impegnati in tutta una serie di iniziative gli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori italiani.
 
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