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Ecco perché la copertura dell’Arena di Verona non si farà
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Ecco perché la copertura dell’Arena di Verona non si farà

di Rossana Vinci

Il bando era stato vinto un anno fa dai tedeschi sbp in collaborazione con gmp Architekten

23/07/2018 - Risale al primo febbraio 2017 l’annuncio del progetto vincitore insieme al secondo e terzo classificato del Concorso internazionale di idee lanciato nel 2016 dal Comune di Verona alla comunità internazionale di architetti ed ingegneri.
 
Degli 84 progetti presentati, quello dei tedeschi gmp Architekten in associazione con sbp (schlaich bergermann partner) aveva colto nel segno riuscendo a - riprendendo le parole scritte nel bando del concorso - «fare sintesi tra qualità e coerenza della soluzione architettonica funzionale e ambientale; reversibilità della soluzione proposta e compatibilità con le strutture dell’Arena; compatibilità con gli aspetti di sicurezza e capienza dell’Anfiteatro; tipologia dei materiali proposti; componente tecnologica degli impianti».
 
Il progetto prevedeva un anello perimetrale poggiato sul bordo superiore dell’Arena per raccogliere i teli di copertura, disposti su un solo ordine di cavi, consentendo un rapido mutamento di assetto da aperto a chiuso. La proposta, riprendendo le parole dei progettisti, si assicurava di «presentare margini di miglioramento per quanto riguarda i collegamenti della copertura con le strutture in sommità dell’Arena, collegamenti che nella configurazione attuale incidono sulle strutture dell’Anfiteatro».
 
La Sovrintendenza invece, al termine di un percorso di valutazione durato un anno e mezzo, ha giudicato troppo invasiva la presenza dei sostegni verticali per il velario e ritenuto che il progetto non tiene conto del sistema complesso dell'Anfiteatro, producendo anche un'alterazione del monumento, invadendo le strutture storiche per la creazione dei sostegni delle telature.
 
«Una presenza stridente nel pregevole contesto circostante, in contrasto con i valori archeologici, paesaggistici, storici e culturali che identificano l’Arena di Verona come monumento identitario d’epoca romana», queste le motivazioni della bocciatura senza appello della Soprintendenza archeologica. Una forzatura quindi anche dal punto di vista paesaggistico, perché modificherebbe anche l'intera piazza Bra, su cui l'Arena si affaccia.

«L'Arena è un unicum nel panorama mondiale dei beni culturali. Snaturare questo gioiello con una copertura sarebbe stata stata una ferita non solo all'anfiteatro ma anche all'intera piazza», questo il commento del sindaco di Verona, Federico Sboarina, che ha marcato così la differenza con le scelte del precedente sindaco Flavio Tosi, promotore del concorso.
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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arch. Domenico Chiola

Bene la Soprintendenza. A mio avviso il gruppo vincitore non ha affatto rispettato il bando. Per semplice curiosità, si vada rivedere il progetto classificato al 63° posto.

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arch. Domenico Chiola

Bene la Soprintendenza. A mio avviso il gruppo vincitore non ha affatto rispettato il bando. Per semplice curiosità, si vada rivedere il progetto classificato al 63° posto.


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