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FOCUS

Come ristrutturare un attico a Roma? Le norme per portare la luce in casa

di Alessandra Marra

La legge regionale per la rigenerazione urbana istituisce premialità volumetriche, i CAM assicurano la corretta luminosità nei locali pubblici e il DPR 31/2017 semplifica gli interventi nei centri storici

Vedi Aggiornamento del 31/08/2018
26/07/2018 – Portare la luce naturale in un attico a Roma, nel corso di una ristrutturazione o di un ampliamento, è più facile grazie a diverse norme, regionali e nazionali, che favoriscono il recupero urbano e la qualità degli ambienti interni, anche nei centri storici.
 
Ristrutturare o ampliare i locali posti all’ultimo piano è una buona occasione per 'aprire la strada' alla luce naturale e assicurare un buon comfort abitativo. Grazie ad alcuni provvedimenti che favoriscono il recupero urbano e la qualità degli ambienti interni, la regione Lazio permette di agire in questa direzione. 
 
Nel Lazio, infatti, è in vigore dal 19 luglio 2017 la Legge per la rigenerazione urbana e il recupero edilizio che prevede delle premialità volumetriche (tutte a vantaggio degli ultimi piani) per incentivare la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente e il riuso degli edifici dismessi o inutilizzati.
 
Anche se le premialità volumetriche non si applicano ai centri storici, grazie al DPR 31/2017 la ristrutturazioni di edifici e appartamenti sottoposti a vincolo è più semplice; per l’installazione di finestre da tetto, infatti, potrebbe essere richiesta al più l’autorizzazione paesaggistica semplificata.   
 
Infine, nel caso di ristrutturazioni, nuove costruzioni e demolizioni con ricostruzione che riguardano la pubblica amministrazione il DM 11 ottobre 2017 sui Criteri Ambientali Minimi (CAM) prescrive che si rispettino alcuni requisiti su illuminazione naturale e ventilazione degli ambienti.
 

Ristrutturazione attici di Roma: le norme regionali

Con l’obiettivo di limitare il consumo di suolo, la LR per la rigenerazione urbana del Lazio assegna delle premialità volumetriche per il rinnovo del patrimonio edilizio esistente.
 
Ad esempio, autorizza i comuni laziali ad individuare, anche su proposta dei privati, ambiti territoriali urbani nei quali sia riconosciuta agli interventi di ristrutturazione edilizia e urbanistica (o agli interventi di demolizione e ricostruzione degli edifici esistenti) una volumetria o una superficie lorda aggiuntive rispetto a quelle preesistenti nella misura massima del 30 per cento.
 
Inoltre, per incentivare gli interventi di miglioramento sismico e di efficientamento energetico degli edifici esistenti è possibile realizzare interventi di ampliamento del 20% della volumetria o della superficie utile esistente degli edifici a destinazione residenziale, per un incremento massimo di 70 mq di superficie. Gli ampliamenti possono essere realizzati in adiacenza o in aderenza rispetto al corpo di fabbrica.
 
Di conseguenza, gli ampliamenti possono essere effettuati anche per mezzo di una sopraelevazione dell’ultimo piano. In questi casi si ha la possibilità di assicurare un’adeguata luminosità attraverso l’installazione di finestre per tetti piani che coniugano elevata illuminazione naturale ad un’adeguata ventilazione naturale.

 
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Le disposizioni regionali che prevedono un ampliamento della superficie non si applicano nelle zone individuate come insediamenti urbani storici dal PTPR. Tuttavia, nel corso di una ristrutturazione è sempre possibile portare la luce zenitale in casa tramite l’installazione di una finestre per tetti piani o per tetti inclinati.
 

Attici nei centri storici: installare o modificare finestre per tetti

Chi possiede un attico nel centro storico di Roma o in altri centri storici potrebbe pensare che, poiché la zona è sottoposta a vincolo, è possibile intervenire solo dopo lunghe procedure per ottenere le autorizzazioni necessarie (come quella paesaggistica).
 
Le cose però non stanno così; ad esempio è possibile realizzare o modificare finestre da tetto (o di aperture esterne) senza presentare alcuna autorizzazione paesaggistica se l’intervento rispetta le caratteristiche architettoniche esistenti ed il vincolo paesaggistico è diverso da quello di ‘notevole interesse pubblico’.
 
Se la realizzazione o la modifica di finestre a tetto altera le caratteristiche architettoniche del bene e/o il vincolo paesaggistico è di notevole interesse pubblico, è necessario richiede l’autorizzazione paesaggista semplificata che prevede un iter semplice (grazie a moduli unificati) e si conclude tassativamente entro 60 giorni.
 

Ristrutturazione di attici della PA: le finestre per tetti garantiscono i CAM per la luce naturale

Nei progetti di nuova costruzione e di ristrutturazione importante di edifici della PA è necessario rispettare i requisiti previsti dal Decreto sui criteri minimi. Tra questi requisiti ci sono quelli sulla qualità ambientale interna che comprende alcune prescrizioni sull’illuminazione naturale e sulla ventilazione.
 
Ad esempio, il DM dispone che nei “locali regolarmente occupati deve essere garantito un fattore medio di luce diurna maggiore del 2%”.
 
Inoltre, “qualora l'orientamento del lotto e/o le preesistenze lo consentano le superfici illuminanti della zona giorno (soggiorni, sale da pranzo, cucine abitabili e simili) dovranno essere orientate a sud-est, sud o sud-ovest. Le vetrate con esposizione sud, sud-est e sud-ovest dovranno disporre di protezioni esterne progettate in modo da non bloccare l'accesso della radiazione solare diretta in inverno. Prevedere l'inserimento di dispositivi per il direzionamento della luce e/o per il controllo dell'abbagliamento in modo tale da impedire situazioni di elevato contrasto che possono ostacolare le attività”.
 
Com’è noto, però, in presenza di ostruzioni esterne, soprattutto nel caso di manufatti in tessuti densamente urbanizzati, la quantità di luce può essere ostacolata. Quando però si agisce su locali posti all’ultimo piano si ha una possibilità in più: inserire delle finestre da tetto che garantiscono un fattore medio di luce diurna significativamente più alto delle finestre tradizionali.
 
Le finestre zenitali possono essere considerate in assoluto la fonte di luce naturale energeticamente più efficiente. Inoltre, il rispetto del rapporto aeroilluminante dà garanzia del fatto che il locale abbia la giusta quantità di luce e un ricambio d’aria sufficiente all’uso abitativo.
 
Infatti, il DM indica tra i requisiti minimi anche quelli legati a “aerazione naturale e ventilazione meccanica controllata”, prescrivendo che “deve essere garantita l'aerazione naturale diretta in tutti i locali in cui sia prevista una possibile occupazione da parte di persone anche per intervalli temporali ridotti”.
 
Secondo il DM “è necessario garantire l'aerazione naturale diretta in tutti i locali abitabili, tramite superfici apribili in relazione alla superficie calpestabile del locale (almeno 1/8 della superficie del pavimento), con strategie allocative e dimensionali finalizzate a garantire una buona qualità dell'aria interna”.
 
Quando è possibile, l’installazione di finestre da tetto massimizza il regolare ricambio dell’aria viziata potenziando la ventilazione naturale grazie all’effetto camino. Il meccanismo è semplice: l’aria calda sale e dunque una differenza di temperatura tra alto (soffitto) e basso (pavimento) è in grado di innescare una corrente verticale.

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