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PROFESSIONE

Regime forfettario professionisti, c’è l’ipotesi di elevare il tetto a 80mila euro

di Alessandra Marra

Il Ministro Di Maio: ‘è necessaria una flat tax indiretta per le partite Iva da inserire nella prossima Legge di Stabilità’

Vedi Aggiornamento del 06/12/2018
11/07/2018 – Allo studio del Governo un piano fiscale per allargare la platea dei professionisti beneficiari del regime forfettario con tassazione fissa al 15%. 
 

Regime forfettario: flat tax per redditi fino a 80 mila euro

Negli scorsi giorni, infatti, il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha dichiarato: “È necessaria una flat tax indiretta per le partite Iva, da inserire nella prossima legge di stabilità”. Da quanto anticipato alla stampa, la nuova soglia proposta è quella di 80 mila euro annui, cifra in linea con la proposta leghista di tassare al 15% i redditi familiari fino a 80mila euro.
 
Ampliando la platea delle partite Iva in regime forfettario, un maggior numero di professionisti potrà beneficiare dei vantaggi del regime agevolato che assicura una tassazione sostitutiva al 15% ed elimina gli adempimenti relativi a spesometro e fattura elettronica obbligatoria tra privati.
 

Semplificazioni fiscali per i professionisti: le misure allo studio

L’allargamento del regime forfettario è un ulteriore step verso la semplificazione degli adempimenti burocratici per i professionisti, iniziata con il DL Dignità. 
 
Il decreto, infatti, abolisce per i professionisti lo split payment (il meccanismo di scissione del pagamento dell’Iva per le prestazioni di servizi rese alle PA) e semplifica il 'redditometro' e  lo 'spesometro'.
 
Sul fronte dell misure per i professionsiti, lo scorso mese il viceministro all'Economia, Massimo Garavaglia aveva anticipato di essere al lavoro per introdurre già ad agosto la Flat Tax al 15% per i professionisti.
 
Sull’allargamento del regime forfettario ad altre fasce di reddito la deputata di Forza Italia Mara Carfagna ha presentato alla Camera un ddl che innalza la soglia fino a 50 mila euro annui. 

Inoltre, il ddl prevede una soluzione per chi supera il tetto massimo solo di 5 mila euro: allo scaglione di compensi superiore al valore soglia è applicata l’aliquota del 24%.
 

Come funziona oggi il regime forfettario

Il regime forfettario (che sostituisce Irpef, addizionali regionali e comunali e Irap) prevede un’imposta unica con aliquota fissa del 15% e si applica sul reddito imponibile determinato forfettariamente sulla base dei ricavi o dei compensi. 
 
Attualmente, possono accedere al regime forfetario i professionisti che rispettino i seguenti requisiti:
1. abbiano conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a 30 mila euro (ragguagliati all’anno nel caso di attività iniziata in corso di anno). Non concorrono alla determinazione del limite di riferimento i ricavi e i compensi derivanti dall’adeguamento agli studi di settore;
2. abbiano sostenuto spese complessivamente non superiori a 5.000 euro lordi per lavoro accessorio, lavoro dipendente e per compensi erogati ai collaboratori, anche assunti per l’esecuzione di specifici progetti;
3. il costo complessivo dei beni strumentali, al lordo degli ammortamenti, non superi, alla data di chiusura dell’esercizio, i 20.000 euro.
 
Il regime forfetario cessa di avere efficacia a partire dall’anno successivo a quello in cui viene meno anche solo uno dei requisiti di accesso previsti, come il superamento della soglia di 30 mila euro per i professionisti.
 
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