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RISPARMIO ENERGETICO

Ecobonus, le detrazioni fiscali potrebbero subire tagli pesanti

di Paola Mammarella

Allo studio del Governo massimali in euro/mq e in euro/kW e la riduzione del tetto per alcuni lavori di riqualificazione energetica

Vedi Aggiornamento del 14/09/2018
20/07/2018 – Le detrazioni fiscali per gli interventi di efficientamento energetico degli edifici potrebbero subire pesanti tagli. Se le novità contenute in una bozza di decreto che sta circolando in queste ore saranno confermate, i rimborsi relativi ad alcuni lavori saranno nettamente inferiori rispetto al passato.
 
Il Ministero dello Sviluppo Economico, per attuare quanto previsto dalla legge di Bilancio 2018, da diversi mesi sta ipotizzando di ridurre alcuni limiti delle detrazioni complessive e di introdurre dei massimali specifici di costo parametrati ai metri quadri o alla potenza degli impianti installati.
 
La Legge di Bilancio 2018 ha già ridotto dal 65% al 50% alcuni bonus. Si tratta di quelli per l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, acquisto e posa in opera di schermature solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a biomassa e caldaie a condensazione con efficienza pari alla classe A di prodotto prevista dal Regolamento delegato (VE) N. 811/2013, acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.
 

Ecobonus, massimali di costo e tetti della detrazione

La bozza introduce dei massimali specifici di costo, cioè la spesa specifica ammissibile alla detrazione per ogni tipologia di intervento. Si tratta di una spesa onnicomprensiva, i costi indicati nella tabella riassuntiva sono comprensivi di Iva, prestazioni professionali e opere complementari relativi all’installazione e alla messa in opera.

Per fare alcuni esempi dei nuovi massimali di costo, per la sostituzione di una finestra in zona climatica A, B o C, sarà ammessa alla detrazione una spesa fino a 350 euro al metro quadro (450 euro per le zone climatiche D, E ed F). Se il costo dei lavori supera i 350 euro a metro quadro, la parte eccedente non sarà conteggiata ai fini della detrazione. 

Scende poi a 15mila euro il tetto massimo della detrazione per l’installazione di schermature solari. Fino ad ora, invece, il limite della detrazione era di 60mila euro.  

Per l’isolamento di una copertura interna, si potrà mandare in detrazione una spesa massima di 100 euro per metro quadro (200 euro al metro quadro per l’isolamento di una copertura esterna). Nel caso in cui i lavori costino più di 100 euro a metro quadro, la parte eccedente non sarà detraibile. 

Chi realizzerà, nello stesso immobile, interventi di coibentazione delle strutture opache verticali e orizzontali, sostituzione di finestre comprensive di infissi e installazione di schermature solari, avrà diritto ad una detrazione massima di 60mila euro. Fino ad ora in questo limite non erano conteggiate le schermature solari. Le nuove regole saranno quindi meno favorevoli.
 
La detrazione massima per l’installazione di sistemi domotici ammonterà a 15mila euro per unità immobiliare. Si potrà mandare in detrazione una spesa massima di 25 euro a metro quadro.

Per l’installazione delle pompe di calore di potenza termica inferiore a 35 kW, sarà ammessa alla detrazione una spesa fino a 650 euro/kW. Per le pompe di calore di potenza termica superiore a 35 kW, si potrà mandare in detrazione una spesa massima di 750 euro/kW.

In caso di installazione di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili sarà ammessa alla detrazione una spesa fino a 450 euro/kW.
 

Ecobonus, gli adempimenti

Sul fronte degli adempimenti per ottenere la detrazione fiscale si registra qualche aggravio. I bonifici dovranno contenere anche l’indicazione del numero e della data della fattura.

Questi dati si aggiungeranno a quelli già richiesti, cioè causale del versamento, codice fiscale del beneficiario della detrazione, codice fiscale del soggetto che riceve il bonifico e numero di partita Iva.

 
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