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RISTRUTTURAZIONE

Bonus ristrutturazioni, quando ne fruisce il familiare convivente

di Alessandra Marra

L’Agenzia delle Entrate riepiloga le condizioni da rispettare affinché i familiari possano beneficiare dell’agevolazione

Vedi Aggiornamento del 24/09/2018
20/07/2018 – In quali casi la detrazione relativa alle spese per gli interventi di ristrutturazione spetta anche al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile?
 
A rispondere l’Agenzia delle Entrate tramite la posta di Fisco Oggi.
 

Bonus ristrutturazioni: le condizioni affinché ne benefici il convivente 

L’Agenzia ha ricordato che la detrazione spetta anche al familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile sul quale vengono effettuati i lavori, a condizione che abbia sostenuto le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati.
 
A tal fine, per familiari si intendono: il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado.
 
Non è richiesto, inoltre, che l’immobile oggetto dell’intervento sia adibito ad abitazione principale del proprietario o del familiare convivente e che, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali all’esecuzione dei lavori sono intestate al proprietario dell’immobile e non al familiare che usufruisce della detrazione.
 

Ristrutturazione: per fruire del bonus quali sono le condizioni della convivenza?

Le Entrate hanno anche specificato che per fruire della detrazione non è necessario che i familiari abbiano sottoscritto un contratto di comodato, essendo sufficiente che attestino, mediante una dichiarazione sostitutiva di atto notorio, di essere familiari conviventi.
 
Lo status di convivenza deve sussistere già al momento in cui si attiva la procedura ovvero alla data di inizio dei lavori e non è necessario che permanga per l’intero periodo di fruizione della detrazione.
 
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