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RISTRUTTURAZIONE

Ristrutturazione, cosa accade ai bonus in caso di permuta?

di Paola Mammarella

L’Agenzia delle Entrate spiega a chi spetta la detrazione fiscale residua dopo la cessione dell'immobile

Vedi Aggiornamento del 24/09/2018
17/07/2018 - In caso di permuta dell’immobile sul quale sono stati eseguiti i lavori di ristrutturazione a chi spetta la detrazione fiscale residua? L’Agenzia delle Entrate ha spiegato cosa accade in questi casi rispondendo a un quesito proposto da un contribuente.
 

Ristrutturazione, bonus fiscali e permuta

Il Fisco ha spiegato che, in caso di vendita dell’unità immobiliare sulla quale sono stati realizzati gli interventi di recupero edilizio, la detrazione non utilizzata in tutto o in parte è trasferita all’acquirente per i rimanenti periodi d’imposta, a meno che le parti non si siano accordate in modo diverso. 
 
Con la circolare 57/1998 del Ministero delle Finanze è stato già spiegato che l’espressione “vendita” si riferisce a tutte le ipotesi in cui si realizza una cessione dell’immobile, anche a titolo gratuito, quindi anche in caso di donazione.
 
L’Agenzia delle Entrate ha aggiunto che le stesse considerazioni valgono per la permuta. Con la circolare 25/E/2012, l’Agenzia ha già chiarito che, in base all’articolo 1555 del codice civile, “le norme stabilite per la vendita si applicano anche alla permuta, in quanto siano con questa compatibili”.
 

Bonus ristrutturazioni 2018

Con il bonus fiscale sulle ristrutturazioni è possibile detrarre dall’Irpef il 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018, con un limite massimo di 96mila euro, per ristrutturare le abitazioni e le parti comuni degli edifici condominiali. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali di pari importo.
 
SCARICA LA GUIDA DI EDILPORTALE AL BONUS RISTRUTTURAZIONI 
 
Sono detraibili le spese sostenute per lavori di: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

Quando gli interventi di ristrutturazione sono realizzati su immobili residenziali adibiti promiscuamente all’esercizio di un’attività commerciale, dell’arte o della professione, la detrazione spetta nella misura ridotta del 50%.
 
I pagamenti devono avvenire con bonifico bancario o postale da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o il numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.
 
Oltre alle spese per i lavori, sono incentivate anche quelle per la progettazione, l’acquisto dei materiali, la gestione delle pratiche, le perizie e gli oneri di urbanizzazione.
 
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