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AMBIENTE

Umbria, nuove regole per strutture ricettive e agriturismi

di Rossella Calabrese

La Regione disciplina campeggi, villaggi turistici, alberghi diffusi, residenze d’epoca, country house

Vedi Aggiornamento del 26/11/2018
29/08/2018 - La Giunta regionale umbra ha messo a punto due nuove normative che interessano le attività turistiche: il regolamento per la classificazione delle strutture ricettive e il regolamento in materia di agriturismo.
 

Strutture ricettive, caratteristiche e stelle

La Giunta regionale, su proposta del vicepresidente con delega al turismo Fabio Paparelli, ha adottato il regolamento che disciplina la classificazione delle strutture ricettive, i i requisiti igienico-sanitari per la preparazione/somministrazione di alimenti e bevande e l’organizzazione e intermediazione delle Agenzie di viaggio e turismo.
 
Anche le strutture ricettive all’aria aperta - come campeggi, villaggi turistici e camping village - potranno avere cinque stelle, mentre gli esercizi alberghieri tradizionali i cui immobili presentano eccezionali caratteristiche strutturali di arredamento e di servizi potranno fregiarsi delle cinque stelle lusso. Alberghi diffusi e villaggi-albergo dovranno avere almeno tre stelle.
 
Le suite di tutte le strutture ricettive dovranno essere composte da almeno due vani distinti con servizi igienici privati. Le residenze d’epoca saranno classificate in un’unica categoria sulla base di requisiti minimi obbligatori.
 
Per le country house, le case e appartamenti per vacanze, gli affittacamere, i bed and breakfast, le case per ferie e le case religiose, i centri soggiorno studi, gli ostelli per la gioventù, i kinderheimer ed i rifugi escursionistici è prevista un’unica classificazione.
 
Per quanto riguarda invece le strutture ricettive all’aria aperta, il regolamento prevede una classificazione da una a cinque stelle per i campeggi, da due a cinque stelle per i villaggi turistici e da tre a cinque stelle per i camping village.
 
Per gli esercizi alberghieri è prevista da una a cinque stelle lusso. La nuova classificazione avrà validità quinquennale a decorrere dal 1° gennaio 2019.
 

Agriturismo, regole e classificazione

 Con una proposta di regolamento preadottata nella stessa seduta, la Giunta disciplina l’agriturismo, definendo tipologie e modalità delle attività agrituristiche da parte delle imprese agricole e puntando sulle produzioni proprie e locali per la promozione del territorio e delle aree rurali.
 
Per le attività di alloggio, il regolamento prevede alloggio in edifici e in spazi aperti e rinvia nel primo caso alle modalità e ai limiti delle country house e nel secondo caso alle modalità e ai limiti dei campeggi convenzionali classificati ad una stella.
 
Vengono inoltre dettagliati tutti i requisiti igienico-sanitari per lo svolgimento delle attività di somministrazione di pietanze e bevande, con dettagli operativi precisi anche per quanto riguarda la piccola ristorazione (sotto dieci posti a sedere) prevista dalla legge nazionale per la quale è previsto l’uso della cucina domestica.
 
Nella proposta di regolamento si definiscono, inoltre, le attività introdotte per connotare al meglio l’offerta agrituristica e differenziarla ancora di più da quella alberghiera ed extralberghiera: attività connesse all’azienda agricola, quali l’ippoturismo o il trekking naturalistico, che si distinguono dalle attività non connesse all’azienda agricola quali piscina, campi sportivi, centri benessere.
 
Novità per i criteri di classificazione della aziende agrituristiche, secondo quanto definito con decreto del Ministero dell’agricoltura. Si passerà da una classificazione regionale (spighe) ad una classificazione nazionale (girasoli), con cinque categorie, raffigurate dal numero di girasoli.
 
Prima dell’autunno - ha affermato l’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini - contiamo di approvare definitivamente il regolamento con cui si attua la nuova legge regionale sugli agriturismi che dà, insieme alle regole, maggiori opportunità di reddito agli imprenditori agricoli, oltre ad innalzare la qualità dell’offerta agrituristica”.
 
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