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Stadio Flaminio sotto tutela
ARCHITETTURA

Stadio Flaminio sotto tutela

di Rossana Vinci

Riconosciuto patrimonio culturale, ora si lavorerà per riportare il capolavoro di Nervi al suo originario splendore

07/08/2018 - Progettato tra il 1957 e il 1958 in vista della XVII Olimpiade nel 1960 dal grande ingegnere italiano pioniere nell’uso del cemento armato Pier Luigi Nervi, insieme al figlio, l’architetto Antonio Nervi, lo stadio Flaminio, simbolo di modernità e innovazione, negli anni è diventato un esempio di incuria.
Questa singolare opera che coniuga forma e struttura, architettura e ingegneria, a testimonianza di un felice momento per la cultura architettonica italiana, in concomitanza con il boom economico che caratterizzò la ripresa produttiva della penisola nel dopoguerra, verte infatti oggi in uno stato di degrado e abbandono.
 
La Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma in questi giorni sta portando a compimento la procedura di tutela che consentirà di adeguare il Flaminio agli attuali standard di sicurezza (statica, energetica e impiantistica) e di accessibilità, nel rispetto sostanziale delle norme, consentono una flessibilità progettuale adeguata alle esigenze di riutilizzo della struttura e senza comprometterne le caratteristiche architettoniche.

Proprietaria dello stadio, come dell’adiacente Palazzetto dello Sport, Roma Capitale accoglie positivamente la notizia: "La tutela apposta alla struttura dalla Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma ha l’obiettivo di un suo recupero secondo criteri di qualità e controllo del processo di restauro, in quanto si garantirà sempre il pieno rispetto del progetto nerviano pur innovandolo e adattandolo ad un utilizzo contemporaneo”, afferma l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi Cittadini Daniele Frongia. “Restituiremo ai cittadini lo Stadio cosi come era stato disegnato per i Giochi Olimpici del ’60 ma innovandone la fruizione, rendendola moderna e polifunzionale. Proprio in tal senso incontreremo al più presto il Coni per proseguire il percorso già intrapreso lo scorso anno”.
 
L’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Luca Montuori afferma: “La scelta di apporre il vincolo vuole ribadire quanto sia importante garantire un progetto di recupero di qualità all'interno di un contesto urbano che permette di raccontare la storia moderna di questa città. Sempre di più nel mondo l'architettura contemporanea è una risorsa per un turismo culturale che si muove al di fuori dei circuiti tradizionali. Valorizzare un'opera di tale prestigio attraverso un grande progetto di recupero è un'occasione importante di riqualificazione di un'area che comprende capolavori di architettura moderna e contemporanea che dialogano tra loro all'interno di una struttura urbana di valore strategico per l'intero quadrante della città: dal Foro Italico all'Auditorium passando per il Maxxi e il Villaggio Olimpico in un contesto naturalistico eccezionale in cui sono ancora leggibili alcuni dei tratti del paesaggio originario della valle del Tevere”.

 
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