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LAVORI PUBBLICI

Bando Periferie, a rischio 96 dei 120 Comuni vincitori

di Rossella Calabrese

Il ddl Milleproroghe potrebbe togliere 1 miliardo di euro ai progetti già avviati per destinarli ad altri interventi

Vedi Aggiornamento del 18/10/2018
28/08/2018 - Dopo l’approvazione da parte del Senato, è all’esame della Camera il disegno di legge di conversione del decreto Milleproroghe.
 
Una delle norme più contestate è il blocco dei fondi destinati ai progetti vincitori del Bando Periferie: il testo approvato dal Senato differisce al 2020 l’efficacia di 96 delle 120 convenzioni firmate dai sindaci e dal Governo Gentiloni.
 
Conseguentemente allo slittamento, le amministrazioni, ferma restando la dotazione complessiva loro assegnata, provvederanno a rimodulare i relativi impegni di spesa e i connessi pagamenti a valere sul Fondo sviluppo e coesione.
 

Bando Periferie, la storia

Al piano per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie sono stati destinati complessivamente 2,1 miliardi di euro. La Legge di Stabilità 2016 ha stanziato i primi 500 milioni di euro; nel giugno 2016 è stato pubblicato il Bando.
 
Successivamente sono stati destinati ulteriori 1,6 miliardi di euro per poter realizzare tutti i 120 progetti presentati dai Comuni. Le due tranche da 800 milioni di euro sono state finanziate dal Fondo Investimenti (istituito dall’articolo 1, comma 140 della Legge di Bilancio 2017) e dal Fondo sviluppo e coesione.
 
Le prime 24 convenzioni tra la Presidenza del Consiglio e i Comuni sono state firmate nel marzo 2017, le altre 96 nel dicembre 2017.
 

Bando Periferie, lo stop del Governo Conte

Il blocco deciso con il decreto Milleproroghe non riguarda i primi 24 Comuni, che possono quindi procedere con l’attuazione del piano, ma i successivi 96, che dovranno “rimodulare gli impegni di spesa e i connessi pagamenti” nei prossimi due anni.
 
Il Governo calcola di ‘risparmiare’ 1 miliardo e 30 milioni di euro (140 milioni di euro per l’anno 2018, 320 milioni di euro per l’anno 2019, 350 milioni di euro per l’anno 2020 e 220 milioni di euro per l’anno 2021).
 
Tali risorse saranno spostate su un nuovo Fondo “da utilizzare per favorire gli investimenti delle città metropolitane, delle Province e dei Comuni, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti”.

Secondo quanto spiegato a Repubblica dal sottosegretario all’Economia Massimo Garavaglia (Lega), “con il Milleproroghe i soldi vengono dati a tutti i comuni e non solo a pochi. Sono poi i comuni che potranno decidere come spenderli secondo il principio dell’autonomia”.
 
Alla base della decisione di sottrarre le risorse ai 96 progetti già approvati per riassegnarle, c'è la sentenza 74/2018 con la quale la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo l’articolo 1, comma 140 della Legge di Bilancio che ha istituito il Fondo Investimenti, perché non prevede un confronto con le Regioni.
 

Bando Periferie, Anci: ‘un furto con destrezza’

“Stiamo assistendo a un furto con destrezza. Siamo in presenza di un governo che straccia un contratto scritto, viene meno alla parola data”. “Sul bando periferie si fa confusione, mischiando sentenze, interessi politici e risorse economiche che nulla c’entrano tra loro, solo per non dire la verità: si stanno privando i Comuni di fondi necessari per rendere più sicure e vivibili quelle delle nostre città che soffrono situazioni di degrado economico e sociale” - ha commentato il presidente dell’Anci, Antonio Decaro.
 
Il segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra, ha spiegato che il Dpcm 29 maggio 2017 che ha assegnato gli 800 milioni di euro a valere sul Fondo Investimenti può essere ‘sanato’ con un’intesa in Conferenza Unificata, come fatto dal Governo nelle scorse settimane, su indicazione del Consiglio di Stato, per altri decreti attuativi del Fondo Investimenti, ad esempio per quelli su metropolitane e ciclovie turistiche.
 
Sui contenuti del decreto Milleproroghe, i sindaci saranno ascoltati in commissione Bilancio della Camera il 4 settembre prossimo.
 
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