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LAVORI PUBBLICI

Codice Appalti, Anac: semplificazioni senza passi indietro

di Paola Mammarella

In audizione al Senato, Cantone difende centralità del progetto, offerta economicamente più vantaggiosa e regolamento blocca-varianti

Vedi Aggiornamento del 10/09/2018
01/08/2018 - Centralità della progettazione esecutiva, aggiudicazione con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Sono i punti del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) che Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) ritiene irrinunciabili in vista di una semplificazione della normativa sui contratti pubblici.
 
Il presidente Cantone è intervenuto in Commissione Lavori Pubblici del Senato partendo da un presupposto: anche se ci sono aspetti problematici da risolvere, il Codice funziona e il suo impianto non va stravolto.
 

Codice Appalti, Cantone: ‘procedure in crescita’

“Sul codice dei contratti pubblici vi sono degli equivoci da chiarire” ha esordito Cantone. A suo avviso, il collegamento diretto tra una presunta crisi degli appalti pubblici e il nuovo Codice è smentito dai numeri perché nel 2017 il numero delle procedure ha registrato un aumento e la crescita risulta continua.
 
La ripresa degli appalti pubblici, ha illustrato Cantone, è significativa nell'ambito dei servizi e delle forniture, ma minore nel settore dei lavori pubblici. Più in generale, ha spiegato, “la tematica del blocco degli appalti non deriva dalle norme, ma dalle difficoltà dell'amministrazione di fare la propria parte, poiché spesso non ha le capacità progettuali necessarie”. In base ai dati presentati dall’Anac, dopo le prime incertezze del 2016, nel 2017 il valore complessivo degli appalti di importo superiore a 40mila euro si è attestato attorno ai 139 miliardi di euro, registrando un aumento del 36% rispetto all’anno precedete.
 
Sulla tempistica, ha spiegato il presidente, può accadere che i procedimenti di vigilanza si concludano in ritardo perché Anac ha una forte necessità di implementazione del personale. “Generalmente vi sono circa 500 esposti al giorno e 50 di essi consistono in segnalazioni sui lavori pubblici”.
 

Codice Appalti, Cantone: ‘novità e problematiche’

Sotto il profilo dell'attuazione l'Autorità ha emanato sette linee-guida obbligatorie sulle dieci previste per legge. Fra le mancanti, Cantone ha annunciato che due saranno emanate a breve, mentre per l’ultima serve un Dpcm. L’Anac ha poi emanato altre sette linee guida non obbligatorie su temi sensibili per aiutare gli operatori. “Nessuno nasconde che esistano problematiche concrete nella gestione dei contratti pubblici, anche a seguito dell'entrata in vigore del codice e delle relative nuove norme, la cui applicazione non è ancora integrale” ha spiegato il presidente Cantone.
 
Le maggiori novità secondo Cantone sono la qualificazione delle stazioni appaltanti, l'albo dei commissari di gara estratti a sorte e il rating di legalità. Su quest'ultimo aspetto ci sono delle oggettive difficoltà.
 
Secondo Cantone, la scelta dell'offerta economicamente più vantaggiosa rischia di essere un aggravio per le stazioni appaltanti così come l'obbligatorietà della progettazione definitiva per qualsiasi tipologia di lavoro. Sotto questo profilo Cantone ritiene necessario introdurre meccanismi di semplificazione. Così come è strutturata rischia di favorire la corruzione e non di allontanarla, perché è molto complicata da calcolare e in assenza dell’estrazione a sorte dei commissari c’è il rischio che vengano confezionati bandi su misura.
 
Cantone ha manifestato la sua perplessità sull'introduzione di sistemi unici di qualificazione per i giovani professionisti, mentre si è dimostrato concorde sia sulla tematica del progetto definitivo ai fini del finanziamento che sull'obbligatorietà del concorso di Architettura.
 
In riferimento alle varianti vi sono due scuole di pensiero, ha illustrato Cantone. “Taluni vogliono ridurle, altri liberalizzarle. Anac è per una riduzione. Non si scandalizzerebbe se si prevedesse un regolamento molto forte, unicamente per la fase esecutiva, in modo tale da renderle quasi impossibili.
 
Riguardo alle stazioni appaltanti, Cantone ha affermato che c'è bisogno di un meccanismo di qualificazione corretta, ma molti enti locali non vedono con favore l'idea di non poter più appaltare le opere pubbliche.
 
Ad avviso di Cantone è inoltre fondamentale valutare la possibilità di introdurre un sistema di silenzio-assenso che consenta di ampliare il ricorso all’istituto del precontenzioso congiunto, vincolante per le parti, e consentire così agli appalti medio-grandi di non gravare sulla giustizia amministrativa.
 
A destare qualche perplessità, secondo Cantone, sono anche i tariffari regionali. “Riguardo ad esempio ai controlli di vigilanza collaborativi sul Giubileo del 2016 – ha spiegato - tutti i lavori appaltati hanno subito una riduzione del 40%. Se sono arrivati a questa cifra vuol dire che le cifre poste a base di gara, basate sul tariffario, potevano essere molto più basse. Ci devono essere dei meccanismi di trasparenza sulle tariffe ma vi sono forti dubbi circa la creazione di possibilità di istituire un tariffario unico nazionale”.
 
“Le parti del codice che si stanno dimostrando complicate – ha concluso il presidente Cantone -  vanno assolutamente semplificate, a patto che con il termine semplificazione si intenda il miglioramento delle procedure per ottenere risultati e non per l'ottenimento di un sistema di mani libere e di elusione come con la Legge obiettivo” ha però precisato. “Quel sistema – ha aggiunto - non è riuscito ad impedire fenomeni di corruzione”.
 
Anac ha ricordato di aver già presentato al Ministero delle Infrastrutture le sue proposte per il miglioramento del Codice Appalti. Le idee saranno valutate nell'ambito del tavolo di lavoro sul Codice.
 
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