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Codice Appalti, dall’Ue stretta sui limiti 80-20 per gli affidamenti in house

di Paola Mammarella

Le società autostradali dovranno applicare il principio generale del Codice in cambio della proroga delle concessioni. A rischio la deroga che ammette il 60-40

Vedi Aggiornamento del 22/08/2019
03/08/2018 – L’Unione Europea pone un freno alle deroghe sui limiti per gli affidamenti in-house. Con la decisione C (2018) 2435 la Commissione Europea ha concesso ad alcune società autostradali una proroga di quattro anni della concessione, ma a condizione che siano rispettate le norme del Codice Appalti (D.lgs. 50/2016) e che sia posto un tetto agli aumenti delle tariffe.
 

Codice Appalti, stretta all’in-house delle concessionarie autostradali

Con la decisione, la Commissione Europea ha stabilito che le concessionarie autostradali che beneficeranno della proroga dovranno applicare tutti i princìpi generali del Codice Appalti. Questo significa attenersi al limite 80-20 per gli affidamenti alle società in-house.
 
Il Codice Appalti prevede che per le concessioni di importo pari o superiore a 150mila euro, non affidate con la formula della finanza di progetto o con gara pubblica, la concessionaria ha l’obbligo di affidare con gara almeno l’80% del valore dei lavori, servizi o forniture. Gli affidamenti in-house, cioè a società controllate dall’Amministrazione, possono ammontare al massimo al 20% del valore.
 
L’importo di 150 mila euro si riferisce al valore della concessione, non a quello dell’appalto da affidare (con gara o in house). Questo significa che i titolari di una concessione di valore pari o superiore a 150mila euro devono conteggiare nel limite 80-20 tutti i contratti, anche quelli di piccolo importo e i lavori di manutenzione.
 

Codice Appalti, a rischio la deroga per le società autostradali?

Ricordiamo che con la Legge di Bilancio 2018 è stata introdotta una deroga al Codice Appalti a favore delle società autostradali, che dopo una serie di rivendicazioni e proteste hanno ottenuto il ritorno ai vecchi limiti, con la possibilità di affidare alle società controllate il 40% dei lavori e l’obbligo di mandare in gara il 60%.
 
Resta ora da capire cosa accadrà alle altre concessionarie autostradali che non rientrano nelle proroghe accordate da Bruxelles. Un’ipotesi è che continuino ad applicare i limiti, più favorevoli, introdotti dalla Legge di Bilancio. Ma potrebbe anche succedere che queste indicazioni dell’Unione Europea si facciano strada nel processo di revisione e riforma del Codice Appalti.
 

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