Add Impression
Network
Pubblica i tuoi prodotti
Ricostruzione Ponte Genova, OICE: ‘coinvolgere le eccellenze dell’ingegneria’

Ricostruzione Ponte Genova, OICE: ‘coinvolgere le eccellenze dell’ingegneria’

Scicolone: “ha senso fare impresa in un Paese che etichetta tutto il mondo imprenditoriale come truffaldino o incapace?”

Vedi Aggiornamento del 17/10/2018
Ricostruzione Ponte Genova, OICE: ‘coinvolgere le eccellenze dell’ingegneria’
di Rossella Calabrese
Vedi Aggiornamento del 17/10/2018
31/08/2018 - “Preoccupano e provocano disappunto nel mondo dell’imprenditoria italiana le dichiarazioni di questi ultimi giorni sulle modalità di ricostruzione del Ponte di Genova: con dichiarazioni pubbliche, il Governo indica da chi sarà realizzato il ponte. Mi chiedo come si possa, con una sola dichiarazione, da una parte delegittimare tutto il sistema imprenditoriale dei costruttori e delle società di ingegneria private italiane, relegandole a ruolo di spettatori incolpevoli e presunti malfattori e dall’altra dare una lenzuolata al sistema degli appalti in vigore in questo Paese, lasciando tutti gli operatori sgomenti e con una sensazione di incertezza sul futuro prossimo”.
 
Così Gabriele Scicolone, Presidente di OICE, l’Associazione aderente a Confindustria che riunisce le società di ingegneria e architettura italiana, interviene nel dibattito sulla ricostruzione del Ponte di Genova.
 
Il riferimento è all’audizione alla Camera del 27 agosto, durante la quale il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, ha detto: “il ponte Morandi non lo faremo ricostruire a chi l’ha fatto crollare, e che ha potuto affermare che non c'era nessun problema sul ponte. Sarà Cdp-Fincantieri a ricostruire, con il timbro dello Stato”.
 
“Da imprenditore e da manager - prosegue Scicolone - mi chiedo, come si chiedono tanti colleghi, se ha senso fare impresa in un Paese che etichetta, ancorché se sull’onda emotiva di fatti terribili, tutto il mondo imprenditoriale come truffaldino o incapace. Noi, tra i migliori progettisti del mondo, che viviamo in uno dei Paesi con la più alta densità di ponti e viadotti per km lineare, da noi progettati e costruiti, dobbiamo oggi sottostare a dichiarazioni che, implicitamente ma visibilmente, ci estromettono dal nostro mestiere”.
 
Per il Presidente dell’OICE “si può capire l’urgenza, e saremo pronti a capire le eventuali procedure d’urgenza che il Governo adotterà, ma non si può rimanere in silenzio di fronte ad una ‘assegnazione fatta ai microfoni della televisione’ a favore di una impresa, sia pure di Stato, di un’opera di tale importanza, senza tenere conto del mondo imprenditoriale, se non italiano, internazionale, che potrebbe voler portare il proprio valore e contributo con la legittima volontà di costruire un’opera, aiutare le comunità, lasciare un’impronta sul territorio (una mission fondamentale del mestiere degli ingegneri ed architetti) e, perché no, trarne del legittimo profitto”.
 
“Il ponte Morandi è stato un’opera dell’ingegno italiano, crollata per effetto di numerose concause che ci auguriamo vengano quanto prima acclarate, ma che non sono ascrivibili a chi oggi progetta o costruisce” - conclude Scicolone.
 
Le più lette