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LAVORI PUBBLICI

Ricostruzione Ponte Morandi, Renzo Piano dona ‘un’idea’

di Alessandra Marra

L’architetto dà l’ispirazione ma precisa: ‘non intendo sostituirmi né agli ingegneri né agli architetti che lavoreranno per concorso’

Vedi Aggiornamento del 26/09/2018
29/08/2018 – L’architetto Renzo Piano ha donato un’idea per il nuovo ponte di Genova nel corso di un incontro di ieri mattina con il governatore ligure e commissario delegato all'emergenza Giovanni Toti, e il sindaco Marco Bucci, nella sede della Regione Liguria.

L’architetto, infatti, ha portato con sé un plastico del ‘nuovo ponte’ e della zona sottostante. Il progetto è caratterizzato da una linea semplice e pulita, con 43 pali dell’illuminazione che richiamano le 43 vittime del crollo.
 

Renzo Piano: l’idea per il nuovo ponte di Genova

"Mi sono fatto un'idea di come deve essere il nuovo ponte ma è soltanto l'inizio” ha dichiarato l’architetto Piano. “Un progettista pensa e ragiona aiutandosi con oggetti e schizzi. Da qui a dire che c'è un'idea progettuale è eccessivo, c'è un impegno morale. Dev'essere un ponte che esprima tutto questo, ci deve essere il ricordo di una tragedia e il suo elaborarsi nel tempo".
 
Parlando del momento del crollo Piano ha aggiunto: "Ero a Ginevra e da allora non penso ad altro. L'architettura fa questo: celebra e costruisce, la città costruisce cambiamenti e documenta. L'importante è non cadere nella retorica.
 
“Spero di essere utile" ha detto l’architetto Piano al termine dell’incontro. "Lo faccio con molta convinzione, bisogna che la città ritrovi orgoglio e riscatto, bisogna ricostruire questo ponte e ripensare l'intera area della Val Polcevera. Non credo ai tempi record per la ricostruzione, credo nei tempi giusti, bisogna fare presto ma non in fretta" ha concluso.

Il governatore Toti ha dichiarato al termine dell'incontro"Renzo Piano si è offerto volontariamente, da genovese competente nel campo, di regalare alla città un progetto per il rifacimento del ponte Morandi. Noi abbiamo accettato volentieri l'aiuto, qualche idea ce l'ha già proposta".
 

Ricostruzione ponte Morandi, Piano: ‘servirà un concorso di progettazione’

L’architetto Piano ha sottolineato, però, che la ricostruzione del ponte sarà un’opera corale: “non intendo sostituirmi a nessuno. Né agli ingegneri, né agli architetti che saranno chiamati per concorso a lavorare sul contesto urbano. Siamo appena all’inizio, ma sono certo che questo sarà un momento di grande energia e di riscatto per la città”.
 
Nell’idea di Piano sotto il ponte “non può essere previsto che uno spazio vuoto e dunque un parco” arricchito tutt’intorno con edifici che valorizzino l’area.
 

Ponte Morandi: al lavoro per la messa in sicurezza

Ieri pomerigggio, nel corso della conferenza stampa di aggionamento circa la situazione dell'emergenza, il presidente della Regione Toti e il sindaco di Genova hanno assicurato di essere al lavoro per assicurare alla città un ponte “solido, sicuro e bello” nel più breve tempo possibile.
 
Il sindaco di Genova, commentando l’incontro con Renzo Piano, si è dichiarato “molto contento che una persona come lui abbia voluto dare il suo contributo per la città” anticipando che nelle prossime settimane l’architetto presenterà la sua idea operativa alla città di Genova.
 
Toti ha spiegato che l’idea progettuale alla quale Renzo Piano sta lavorando potrà servire come ispirazione a cui lavoreranno più soggetti esperti (un’equipe di strutturisti, ingegneri civili ecc), trattandosi di “un’opera molto complessa”.
 
Infine, Toti ha auspicato che assieme al nuovo ponte possa essere realizzato un nuovo quartiere in cui collocare tutte le persone che hanno perso le proprie abitazioni.
 

Recupero Ponte Morandi: petizione contro la demolizione precipitosa

Mentre si lavora per la ricostruzione di un nuovo ponte, è stata aperta una petizione per fermarne “la demolizione precipitosa” avviando prima “un'analisi costi benefici”. La petizione, arrivata a quasi 780 firme, è stata sottoscritta da molti ingeneri e architetti, docenti che consigliano di valutare dal “punto di vista estetico, simbolico, ecosistemico, viabilistico ed economico le soluzioni alternative”.
 
In particolare, si chiede di “valutare la possibilità tecnica di un "retrofitting" e cioè di un rafforzamento delle strutture esistenti e di una messa in opera di “protesi” temporanea o definitiva per la parte tragicamente crollata il 14 agosto. Tutto questo in attesa di specifiche valutazioni Costi-benefici anche per non privare precipitosamente l’Italia di un capolavoro dell’ingegneria mondiale e di un simbolo di fiducia ed ottimismo per il futuro che il Viadotto di  Morandi sul Polcevera ha rappresentato per i genovesi e per chi arrivava ad una città italiana tra le più importanti: culla dei più grandi successi del nostro paese in tutti i campi della attività umana”.
 
Il promotore dell’appello è Antonino Saggio, architetto e urbanista che insegna Progettazione Architettonica e Urbana all'università La Sapienza di Roma. Tra i firmatari c’è anche l'ingegner Edoardo Cosenza, ordinario di Tecnica delle Costruzioni dall'Università di Napoli e componente del Consiglio superiore lavori pubblici che si è schierato da subito contro la demolizione del ponte e a favore del suo recupero.
 
Sulla sua pagina Facebook, infatti, Cosenza aveva dichiarato: “Qualunque sia lo stato di degrado della rimanente parte del Ponte Morandi di Genova, a mio parere il recupero si può fare. E se potessi decidere io: si deve fare. (…) La struttura di Riccardo Morandi nella sua semplicità si presta a qualunque rinforzo. Ed a tornare a nuova vita. (…) Il Ponte deve rimanere per ricordo della grande ingegneria e dei problemi dell'ingegneria, della manutenzione ecc. E in memoria delle povere vittime. E anche per non sprecare altro denaro. (…) Abbattere solo per abbattere? Come simbolo politico? Per me: no grazie. A me piacerebbe che rimanesse come il Ponte della Memoria”.
 
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Altri commenti
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gianfranco mammetti geom gia' direttore di cantier

ovviamente vedendo solamente in televisione quanto resta del ponte, prima di demolire sarebbe necessario considerare che la parte rimasta in piedi , con la botta che ha preso, deve essere ben solida pertanto va consolidata contutte le possibilita' offerte dalla attuale tecnologia . Mai demolire per scelte politiche

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Joe Moeca

Imbarazzante come 780 fra "ingegneri" e "architetti" possano firmare per il recupero di un'opera che rappresenta la confusione mentale dell'urbanistica italiana. I soliti intelletualoidi arroganti

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pga

sarebbe stato più interessante se l'Arch. Piano avesse provveduto a rendere più organico e funzionali gli spazi urbanistici intorno al Ponte considerato che è il Suo mestiere. Prima di abbozzare ad una ipotesi di ponte, per soli scopi mediatici, sarebbe auspicabile indagare la geologia del sito ed eventuali percorsi alternativi. Il crollo del ponte Morandi ha provocato vittime innocenti ma lo scempio urbanistico di quanto è stato realizzato nelle aree di proiezione dello stesso ponte evidenzia uno scenario di anarchia e degenerazione amministrativa.

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Giovanni Gregoretti

l'idea proposta dall'Arch. Piano mi piace! E' fatta di linee semplici, di "facile" realizzazione e di "facile" manutenzione. Non condivido per nulla l'idea del recupero: secondo me è una struttura ad oggi troppo compromessa nell'intimo; intendo l'ammaloramento esteso del conglomerato cementizio.


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