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RISPARMIO ENERGETICO

Ecobonus, le imprese: ‘i nuovi limiti favoriranno lavoro nero e prodotti low cost’

di Alessandra Marra

CNA e Finco criticano l’abbassamento dei tetti agli incentivi che non aiuterà lo sviluppo dell’efficienza energetica

Vedi Aggiornamento del 19/10/2018
02/08/2018 – Se fosse confermato, l’abbassamento dei tetti di costo per ogni tipologia di intervento agevolabile con l’ecobonus dimezzerà la percentuale reale delle detrazioni, favorirà i prodotti low cost e spingerà a tornare al lavoro in nero.
 
A lanciare l’allarme CNA Impianti e Finco che criticano la bozza di decreto con cui si vuole riformare l’ecobonus.

Leggi i contenuti della bozza di decreto
 

Riforma ecobonus: bocciati i nuovi limiti di spesa

Secondo Guido Pesaro, Responsabile Nazionale CNA Installazione Impianti, “applicando i nuovi limiti di spesa la percentuale reale delle detrazioni si dimezzerebbe, senza contare gli altri effetti negativi, per i contribuenti, derivanti dal dover coprire direttamente la quota di costo degli interventi che eccede il massimale”.
 
A fronte della minore convenienza degli incentivi, secondo CNA Impianti, ci sarà un graduale ritorno dei cittadini a comportamenti non virtuosi che tenderanno inevitabilmente a favorire il lavoro nero o soluzioni che non aiuteranno lo sviluppo dell’efficienza energetica. Il tutto aggravato dalle ulteriori complicazioni procedurali previste nella bozza del decreto”.
 
CNA Impianti ha evidenziato che dal 2007 al 2016 sono state trasmesse all’ENEA quasi 2,9 milioni di richieste di detrazione fiscale per interventi di riqualificazione energetica, che, a seconda delle diverse tipologie di intervento previste, hanno contributo a un risparmio di circa 1,08 Mtep in termini di energia. Nel 2016, gli interventi realizzati sono stati circa 360.000 per un totale di quasi 3,3 miliardi di euro di investimenti attivati, a fronte dei quali è stato conseguito un risparmio complessivo di oltre 1.100 GWh/anno.
 
“A questi numeri – rileva il Responsabile degli impiantisti CNA – andrebbero aggiunti quelli relativi al positivo impatto occupazionale che gli investimenti veicolati dagli incentivi fiscali hanno determinato in questi anni, caratterizzati peraltro da una perdita complessiva di posti di lavoro nel settore delle costruzioni. Sarebbe a questo punto opportuna una modifica della bozza di decreto che, anche se in una ottica di contenimento della spesa pubblica, evitasse di gettare il bambino assieme all’acqua sporca”.
 

Econbonus, Finco: le nuove regole favoriranno il low cost

Contraria al provvedimento anche Finco che ha ricordato come gli incentivi volti alla detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica hanno costituito nell’ultima decade il principale fattore anticongiunturale in un quadro che dal 2008 al 2016 è stato caratterizzato da una contrazione del mercato stimabile attorno al 40%.

Secondo Finco le “regole molto penalizzanti per i serramenti (peraltro già retrocessi, come le schermature solari, al 50% dal 65% dei precedenti anni) premierebbero produzioni “low cost” importate dall’estero con una distorsione del mercato a scapito di tutti, innanzitutto del consumatore”.
 
Finco ha aggiunto: “auspichiamo fortemente che venga corretta un’impostazione delle detrazioni che premierebbe esclusivamente i competitors delle PMI italiane e richiediamo, viceversa, che vengano confermate le detrazioni anche per i prossimi anni, introducendo regole anche più rigorose, ma incentrate sulla qualità (sicurezza, durabilità, posa in opera qualificata e garantita) e non certo sul prezzo”.


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