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SICUREZZA

Crollo ponte Morandi, Ingegneri: valutare la sicurezza delle infrastrutture

di Alessandra Marra

Il CNI punta ad un piano nazionale per la manutenzione e la realizzazione delle opere

Vedi Aggiornamento del 05/10/2018
27/08/2018 – Il crollo del Ponte Morandi ha portato alla ribalta la questione della sicurezza del costruito, in particolare della rete infrastrutturale.
 
Per non spegnere i riflettori su questo argomento il Consiglio Nazionale Ingegneri (CNI) ha scritto al Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiedendo di occuparsi di prevenzione attraverso un piano su tutto il territorio, redatto da tecnici esperti e competenti nelle varie discipline coinvolte.
 

Sicurezza infrastrutture: serve un piano nazionale di manutenzione

Secondo gli Ingegneri italiani è necessaria l’elaborazione di un Piano nazionale di conoscenza dello stato di sicurezza delle opere d’arte infrastrutturali (ponti, viadotti, gallerie, opere di sostegno etc.), con un’anagrafe delle opere d’arte importanti, basata su dati messi obbligatoriamente a disposizione dagli enti proprietari o concessionari.
 
Su questa base di conoscenza sarà possibile programmare un piano complessivo degli interventi, a carico degli enti proprietari/gestori, la cui verifica, magari attraverso una struttura di missione dedicata, dovrà rimanere in capo allo Stato che avrà il compito di raccordare i ministeri competenti e gli altri enti coinvolti.
 
Per far questo il CNI propone la scrittura di un protocollo tra il mondo scientifico, quello tecnico-professionale e quello tecnico-amministrativo che definisca linee guida di riferimento in proposito, da consegnare al Governo per la sua attuazione.
 
In relazione agli interventi di manutenzione, data l’urgenza, il CNI propone di definire procedure semplificate sia per l’affidamento dei servizi che delle forniture e dei lavori, puntando su conoscenze, competenze, tecnologie.
 

Piano nazionale delle infrastrutture

Sul piano delle infrastrutture gli Ingegneri propongono di dare avvio ad un progetto generale delle infrastrutture in Italia, che rilanci fortemente l’economia e contribuisca a superare il gap con il resto d’Europa e tra le diverse aree del Paese (con particolare riferimento al nostro Mezzogiorno) diventando priorità nazionale.

Da rivedere, per il CNI, anche la gestione ed il controllo sull’attività svolta dalle Società concessionarie, con particolare riferimento agli investimenti in manutenzione e ammodernamento delle tratte affidate.
 
Per raggiungere questi obiettivi il CNI propone di colmare la gravissima carenza di tecnici, in particolare ingegneri, nella pubblica amministrazione, negli organi di pianificazione e controllo, e, spesso, anche nei soggetti concessionari in quanto senza un adeguato numero di tecnici e di ingegneri che rafforzino gli organici delle pubbliche amministrazioni e delle Società concessionarie, qualunque intervento normativo e amministrativo di restare inattuabile.
 
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