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SICUREZZA

Ponte Morandi a Genova, un crollo annunciato

di Alessandra Marra

Ingegnere Brencich: ‘il ponte è stato progettato male’. Autostrade per l’Italia aveva indetto un bando da 20 milioni per rinforzarlo

Vedi Aggiornamento del 26/09/2018
14/08/2018 – E’ crollato un tratto del Ponte Morandi, il viadotto sull'autostrada A10 che attraversa la Val Polcevera. Interessati dal crollo, oltre alla rete ferroviaria sottostante il viadotto, l’area golenale del torrente Polcevera e capannoni della vicina area industriale.
 
Secondo quanto riferito dal direttore del 118 del capoluogo ligure l’infrastruttura è crollata collassando su sé stessa nella parte centrale sul sottostante letto del torrente Polcevera, trascinando con sé auto e camion che transitavano in quel momento nel tratto.
 

Ponte Morandi: la storia

Il Ponte Morandi, soprannominato anche 'Ponte di Brooklyn' per la somiglianza con il celebre ponte statunitense, è stato progettato dall'ingegnere Riccardo Morandi e costruito tra il 1963-1967.
 
Fonte Foto: Wikipedia

Il ponte ha una lunghezza di 1.182 metri, è largo 18 metri e ha un'altezza al piano stradale di 45 metri; attraversa la Val Polcevera grazie a 3 piloni in cemento armato. Il crollo si è verificato nel secondo tratto, verso il raccordo con l'autostrada A7.
 
Morandi impiegò, per il ponte a trave strallata, una struttura a cavalletti bilanciati costituiti da due V sovrapposte: una con il compito di allargare la zona centrale ove appoggia la trave strallata, mentre l'altra, rovesciata, per sostenere i tiranti superiori.
 

Crollo del ponte Morandi: la continua necessità di manutenzione

Il ponte fu soggetto a interventi di risanamento sin dagli anni settanta per via della fessurazione e del degrado del calcestruzzo. Inoltre, per via di un'errata valutazione degli effetti di viscosità del calcestruzzo, che causò spostamenti differiti delle strutture dell’impalcato diversi da quelli previsti in fase progettuale, il piano viario del ponte si presentava con molteplici alti e bassi anziché orizzontale. Solo negli anni ottanta ripetute correzioni di livelletta portarono il piano viario a condizioni accettabili di semi-orizzontalità.
 
Il viadotto era considerato da molti obsoleto anche dal punto di vista della portata di traffico. Secondo uno studio della Società Autostrade del 2009, il ponte portava 25,5 milioni di transiti l'anno, con un traffico quadruplicato negli ultimi 30 anni e "destinato a crescere, anche in assenza di intervento, di un ulteriore 30% nei prossimi 30 anni". Lo studio sottolineava come il volume del traffico, con code quotidiane alle ore di punta all'estremità per l'innesto sull'autostrada Serravalle, producesse "un intenso degrado della struttura sottoposta ad ingenti sollecitazioni", con la necessità di una continua manutenzione.
 
Fra gli ultimi interventi, nel 2014 alcuni lavori "di routine" da parte della Società Autostrade, e nel 2016 alcune opere di messa in sicurezza.
 
Autostrade per l’Italia aveva indetto nei mesi scorsi un bando di gara da 20 milioni di euro per “interventi di retrofitting strutturale del viadotto Polcevera” con scadenza all'11 giugno 2018 come termine ultimo per la presentazione delle offerte. In particolare, gli interventi di adeguamento del viadotto prevedevano “il rinforzo degli stralli di pila numero 9 e 10 poiché quelli di pila 11 sono stati oggetto di rinforzo già negli anni 90”. L’intervento doveva consistere nella “disposizione di nuovi cavi esterni che vanno dal traversone dell’impalcato fino alla sommità delle antenne” del ponte.
 

Crollo viadotto Genova: Ing. Brencich: “il ponte è stato progettato male”

Il crollo del viadotto Morandi è stato visto da molti come una tragedia annunciata in quanto due anni fa l'ingegnere Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato all'Università di Genova, aveva lanciato l’allarme in un articolo pubblicato nel 2016 su Ingegneri.info.
 
Nel giorno del crollo, questa la sua analisi riportata su askanews: “Molti lo ritengono un capolavoro dell’ingegneria, io lo ritengo un fallimento dell’ingegneria. E’ uno dei tre ponti simili progettati da Riccardo Morandi, e che hanno avuto problemi; il ponte sulla baia di Maracaibo, in Venezuela, primo in ordine di tempo (parzialmente crollato nel 1964 per via dell'urto con una petroliera), quello di Genova e il ponte sullo Wadi el Kuf in Libia. La storia ha dimostrato delle carenze strutturali su Genova e Maracaibo, non solo oggi ma nel passato. Sono esempi di come non si progettano i ponti” spiega il professore.
 
“Il ponte è stato aperto l’anno che sono nato io nel 1967. Dopo vent’anni dalla sua apertura, e vent’anni nella vita di un ponte sono un battito di ciglia, hanno fatto un intervento sulla torre est. Oggi è crollata la torre ovest. Sono tre torri. Alla torre est hanno sostituito gli stralli cioé il sistema che collegava il ponte alla torre, quei cavi inclinati. Hanno messo dei cavi esterni che si vedono bene. Il mio è un giudizio tecnico dall’esterno; quello è un intervento pesantissimo su un ponte, fatto dopo vent’anni di vita. Il collasso di oggi ragionevolmente, lo diranno le indagini, ha un’origine simile” aggiunge Brencich.
 
Un ponte che ha 51 anni di vita non può crollare. Il maltempo di questi giorni per una struttura significa zero. Se lei mi dicesse una tempesta di neve a meno 40 gradi… ma un po’ di pioggia non cambia niente. So che quel ponte ha sempre avuto manutenzione, è il caso in cui non si può dire che mancasse la manutenzione. Teniamo conto che non tutto si può prevedere; resta sempre un’aliquota di imprevedibilità. Era sotto controllo da molto tempo. Non è un caso di disattenzione e mancanza di investimenti” conclude il professore.
 

Crollo ponte Morandi: il commento del Governo

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli hanno sottolineato che questo tipo di tragedie "non possono e non devono capitare in un Paese civile" e che "chi sarà responsabile deve pagare fino all'ultimo".
 
"Andremo fino in fondo per accertare le responsabilità di questo disastro immane" ha affermato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "L'ho percorso centinaia di volte quel ponte lì, però adesso da cittadino italiano farò di tutto per avere nomi e cognomi dei responsabili passati e presenti perché è inaccettabile che in Italia si muoia così" ha sottolineato il titolare del Viminale.
 
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