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SICUREZZA

Ponte Morandi, Toninelli: ‘basta inseguire le emergenze, serve manutenzione’

di Alessandra Marra

Per il Ministro la priorità è la messa in sicurezza dei piloni esistenti e la revisione delle concessioni. Autostrade pubblica la convenzione

Vedi Aggiornamento del 05/10/2018
27/08/2018 – "Bisogna smettere di inseguire le emergenze e bisogna ricominciare a programmare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria". A dichiararlo il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli ieri in audizione presso le commissioni riunite VIII di Camera e Senato in seguito al crollo del Ponte Morandi a Genova.
 
Secondo Toninelli “la prima vera grande opera di cui ha bisogno questo Paese è un imponente e organico piano di manutenzione ordinaria e straordinaria".
 

Crollo del Ponte Morandi: il lavoro della Commissione ispettiva

Il Ministro ha ricordato le azioni intraprese dal Governo dopo il crollo del 14 agosto scorso: la dichiarazione dello stato di emergenza di 12 mesi per la città di Genova e l’istituzione di una Commissione ispettiva al lavoro per fare chiarezza sull’accaduto, verificare le circostanze del cedimento e chiarire alcune zone d’ombra nel rapporto fra concessionario privato e amministrazione pubblica concedente.
 
La commissione ispettiva è composta da Alfredo Principio Mortellaro, Dirigente del Consiglio superiore dei lavori pubblici (che ha sostituito l’Arch. Roberto Ferrazza), dal Professore Ivo Vanzi, Componente esperto del Consiglio superiore dei lavori pubblici (in precedenza era presente anche Antonio Brencich, Professore associato dell’Università degli studi di Genova che si è dimesso) e dagli Ingegneri Gianluca Ievolella, Consigliere di supporto al Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Michele Franzese e Bruno Santoro, Dirigenti tecnici della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali.
 
Il 16 agosto, ha ricordato il ministro, è stata spedita ad Autostrade la contestazione sulla mancata manutenzione del viadotto, la cui risposta è attesa entro il primo settembre. Nei prossimi cinque giorni la società dovrebbe presentare le sue opzioni per la messa in sicurezza o la demolizione dei tronconi ancora in piedi.

Quanto alle cause del crollo, Toninelli ha annunciato che entro il 13 settembre la commissione ispettiva del Mit fornirà i primi elementi emersi dalle indagini.
 

Ponte Morandi e concessioni autostradali

Poche ore prima dell’audizione la società Autostrade per l'Italia "per rispondere alle polemiche e alle strumentalizzazioni che dominano il dibattito pubblico sul tema" ha pubblicato on line, rendendo "pubblico e accessibile a tutti i cittadini", il testo della convenzione in essere con il ministero delle infrastrutture e trasporti, con tutti gli allegati, sottolineando che "nessuna norma interna o prassi internazionale prevede la pubblicazione di tali documenti relativi alle concessioni autostradali".
 
La documentazione riguarda il testo originale della Convenzione e tutti gli atti aggiuntivi successivi con i relativi allegati. "In questo modo - prosegue la nota di Autostrade per l'Italia - la società rende noti tutti gli elementi che regolano la concessione, compreso il cosiddetto Piano Finanziario (allegato E) redatto ai sensi delle delibere CIPE.  "E' importante sottolineare - conclude la società - che nessuna norma interna o prassi internazionale prevede la pubblicazione di tali documenti relativi alle concessioni autostradali. Ciò anche per assicurare parità di condizioni sul mercato tra i vari operatori del settore, anche per il caso di nuove procedure di affidamento".
 
“Ecco gli effetti dell'azione politica del governo del cambiamento. Dopo quasi 20 anni dalla privatizzazione, dopo 20 anni di segreti e di omissis, Autostrade per l'Italia dice improvvisamente di voler fare trasparenza cercando di far apparire il proprio gesto come spontaneo e dettato da un autonomo desiderio di venire incontro all'interesse pubblico” ha replicato Toninelli sostenendo che la pubblicazione sia avvenuta dopo sua richiesta.

Secondo il ministro, "bisogna ribaltare il sistema. A partire dalla trasparenza, vera, sulle convenzioni che hanno finora arricchito soltanto i privati. Questo governo farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e degli obblighi convenzionali, valutando di volta in volta se l’interesse pubblico sia meglio tutelato da forme di nazionalizzazione oppure dalla rinegoziazione dei contratti in essere in modo che siano meno sbilanciati a favore dei concessionari".
 

Crollo del Ponte Morandi: tecnici al lavoro per definire le cause

La Commissione è al lavoro per definire le dinamiche del cedimento di cui, però, non si conosce ancora l’innesco; in base alle prime indagini il crollo non è partito dal pilone ma potrebbe essersi verificato per la rottura di uno strallo del pilone 9 (anche se bisogna ancora chiarire se il tirante si sia spezzato per primo o come conseguenza di un altro evento).
 
Per quanto riguarda la caduta dell’impalcato tra i piloni 9 e 10 i tecnici sono al lavoro per comprendere come mai il crollo non è stato preceduto da alcun segnale di pericolo. 

Il Ministro in audizione ha sottolineato che dai primi esami tecnici è emerso che lo stato del pilone 10 è peggiore di quello crollato a causa dell’elevato degrado e della corrosione (livello 4 in una scala da 1 a 5). Per questo il Ministro ha esortato Autostrade per l’Italia a velocizzare le procedure per la messa in sicurezza e l’eventuale demolizione e ricostruzione di ciò che resta del ponte.  
 

Ponte Morandi: messa in sicurezza, demolizione e ricostruzione

In audizione Toninelli ha dichiarato che aspetta da Autostrade alcune ipotesi operative, con le relative tempistiche, per la demolizione dei tronconi del viadotto non collassati ed instabili. Per la ricostruzione, invece, il Ministro ha dichiarato: “il ponte Morandi non lo faremo ricostruire a chi l'ha fatto crollare, e che ha potuto affermare che non c'era nessun problema sul ponte. Sarà Cdp-Fincantieri a ricostruire, con il timbro dello Stato”.

Secondo quanto dichiarato qualche giorno fa dal Commissario per la ricostruzione Giovanni Toti, quel che resta del ponte Morandi verrà abbattuto in tempi brevi anche se al momento non è ancora chiaro se si procederà con esplosioni controllate o lo smontaggio pezzo per pezzo e quanto queste operazioni impatterano sulle abitazioni sottostanti.
 
Il procuratore di Genova Francesco Cozzi, però, specifica che non c’è fretta per l'abbattimento del ponte Morandi. “Se mi dicono che c'è un rischio per l'incolumità pubblica allora d'accordo, non fermerò né ostacolerò in alcun modo i lavori per l'abbattimento del ponte, altrimenti si vedrà, si valuterà ogni passaggio con l'aiuto dei nostri consulenti". 
 
"Realizzare un ponte per far passare immediatamente i veicoli non è una priorità. Per me, per noi, in questo momento quello che prevale è salvaguardare l'acquisizione delle prove. Abbiamo continui confronti su questo argomento con i nostri consulenti" ha aggiunto Cozzi che ha anche precisato che l'eventuale abbattimento dovrà essere fatto in modo da consentire di salvaguardare le possibili fonti di prova.
 

Ponte Morandi, INARCH: demolizione non è l’unica soluzione  

Per l’Istituto Nazionale di Architettura (INARCH) “il viadotto di Genova rappresenta un’indiscutibile eccellenza italiana da trattare con profondo rispetto. Pertanto, ove la campagna di indagini in corso non abbia a rivelarne l’impraticabilità, l’ipotesi di rinforzare le strutture ancora efficienti, adeguandole e collegandole con un nuovo ponte in acciaio sul Polcevera dalla forma chiaramente distinta, appare non solo l’unica soluzione realistica in tempi stretti, ma anche quella che meglio risponde ai più avanzati criteri di restauro e integrazione dei beni architettonici”.
 
“Al contrario la demolizione totale dell’opera, se non strettamente necessaria sul piano tecnico, si presenterebbe assai problematica sul terreno operativo ed economico e risponderebbe a un approccio giustizialistico a forte valenza simbolica, alla ricerca di facili consensi dall’esecuzione sommaria dell’infrastruttura genovese, che non è geneticamente sbagliata, ma vittima di mancate manutenzioni e insufficienti adeguamenti”.
 
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