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Delvaux apre a Milano il primo flagship store italiano
CASE & INTERNI

Delvaux apre a Milano il primo flagship store italiano

Una boutique icona, che rielabora gli stilemi della grande tradizione meneghina

21/09/2018 - Belgio e Italia, due tradizioni di savoir-faire, estro creativo e innovazione si incontrano nella nuova boutique Delvaux di Milano. La più antica Maison di pelletteria al mondo ha scelto proprio la Capitale della Moda per la sua prima apertura italiana, con una boutique gioiello, collocata in via Bagutta 12, nel cuore del Quadrilatero.

Il progetto è firmato dallo studio milanese Vudafieri-Saverino Partners, che dal 2012 cura la progettazione delle boutique Delvaux nel mondo (oltre 40, tra cui le ultime due aperture a Londra e Hong Kong). Un concept che utilizza il linguaggio dell’interior decoration per raccontare il brand con una capacità narrativa che interpreta il contesto, le caratteristiche e la cultura di ciascuna città. Ad ogni indirizzo corrisponde una boutique unica, in cui l’universo Delvaux dà vita ad un dialogo personale e intimo tra le creazioni della Maison e stupende opere d’arte decorativa di qualità museale.

Sede della nuova boutique milanese è lo storico Palazzo Reina, recentemente restaurato. Il concept si caratterizza per una inedita commistione tra citazioni ed elementi del design milanese del XX secolo e riferimenti alla creatività belga. Il risultato è un luogo distintivo, pensato allo stesso tempo come una celebrazione di Delvaux, della “belgitudine” e della città di Milano.

La boutique si sviluppa su 200 metri quadrati ed è articolata in una serie di sale di differenti ampiezze e atmosfere estetiche: ambienti ampi si alternano ad altri più raccolti, dove materiali nobili e colori neutri richiamano il lusso delicato e la raffinatezza delle creazioni Delvaux.

Sin dall’ingresso si respira un inedito mix di storia e contemporaneità, in uno spazio in cui ogni elemento si fa portavoce di una storia. A partire dalla prima sala, dove sulle pareti sono disposti dei pannelli di marmo che citano e celebrano gli ingressi tipici dei Palazzi milanesi del Novecento. Soffitti e pareti sono stati decorati dall’artista Filippo Falaguasta che, in omaggio alla cultura di maestri milanesi come Gio Ponti e Piero Portaluppi, ha realizzato un disegno a losanghe, oltre a delle originali patines murales, come a rievocare un antico affresco poi rimosso.

L’omaggio alla tradizione di Milano si ritrova, inoltre, nella scelta di arricchire l’arredamento con pezzi storici dei più grandi designer milanesi del XX secolo, quali Luigi Caccia Dominioni, Ignazio Gardella, Angelo Lelli. Le luci, i mobili e le sedute dialogano, tra esuberanza e ossimori, con i tappeti ‘invecchiati’ del tedesco Jan Kath, adagiati sul pavimento in seminato.

Vudafieri-Saverino Partners ha pensato uno spazio all’insegna delle contaminazioni, a cavallo tra estetica italiana e mondo fiammingo.

Come nella seconda sala, dove spiccano le forme sinuose dell’armadio iconico delle boutique Delvaux: normalmente sempre in gesso bianco appare qui in ebano di Macassar.

Opera dell’eccellenza artigianale della scuola Van der Kelen di Bruxelles - l'unica al mondo ad insegnare la tecnica tradizionale della pittura decorativa - il rivestimento è stato dipinto a mano sul posto da artisti della scuola. Il risultato è un pezzo unico, un sorprendente trompe l’oeil, che omaggia un armadio storico del Portaluppi.

La grande libreria a parete è invece l’elemento che contraddistingue la terza sala: alta oltre cinque metri, è ispirata a un edificio icona degli anni ’60, progettato da Luigi Caccia Dominioni in Piazza Carbonari a Milano.

Al suo interno sono ospitati gli accessori Delvaux, insieme a una preziosa collezione di vasi in ceramica del XX secolo di un’antica manifattura di Gant. Sulla parete opposta spiccano i colori di un grande mosaico degli anni ’70, un pezzo unico opera dell’artista Charles Gianferrari.

In questa nuova boutique abbiamo voluto celebrare i valori e l’heritage del brand, attraverso elementi che avessero un forte legame con il contesto artistico-culturale di Milano. Per questo il nostro punto di partenza sono stati nomi quali Caccia Dominioni, Gardella e Portaluppi, che hanno fatto la storia dell’architettura milanese e che sono da sempre dei riferimenti per il nostro lavoro” spiegano gli architetti Tiziano Vudafieri e Claudio Saverino.

Nel progetto di Vudafieri-Saverino Partners i complementi d’arredo non svolgono mai una funzione puramente decorativa, ma sono sempre concepiti come elementi “vivi”, funzionali all’esposizione del prodotto o al racconto del brand. Tutti elementi che contribuiscono a rendere la boutique di Milano un luogo unico, in cui moda e design si fanno tutt’uno.

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