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Che ci fanno 40 querce nel centro storico di Bologna?
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Che ci fanno 40 querce nel centro storico di Bologna?

È il 'bosco urbano' temporaneo ideato dalla SOS – School of Sustainability

26/09/2018 - Fino al 28 settembre, nella suggestiva cornice di Piazza Santo Stefano a Bologna, sarà possibile visitare Pollution 2018 – RefleAction. L’installazione temporanea, nata dalla collaborazione tra l’azienda Iris Ceramica Group, studio MC A e SOS School of Sustainability, si insinua nello spazio urbano auspicando un nuovo e virtuoso equilibrio tra uomo e natura.

Pollution 2018 – RefleAction è la più recente tappa di un percorso aziendale votato all’ecosostenibilità iniziato cinquant’anni fa. Nel 1972 fu la stessa azienda che, in pieno boom economico, si fece portavoce di un messaggio a favore dell’ambiente, dando vita in Piazza Santo Stefano a una manifestazione artistica unica per il tempo: “Pollution: per un’estetica dell’inquinamento”.
Per l’occasione, diecimila piastrelle raffiguranti la riproduzione di una zolla di terra, ciascuna delle quali firmata e numerata dal brand Iris Ceramica, rivestirono l’intera Piazza fungendo da palcoscenico per le installazioni e le performance di 25 artisti impegnati sul tema.

Oggi, nella stessa piazza, dopo 46 anni, il messaggio evolve e l’atto di denuncia viene trasformato in pensiero e azione. Dal progetto dei giovani architetti di SOS – School of Sustainability, accademia post-laurea di Mario Cucinella, 40 giovani querce emergono nel cuore del centro storico bolognese da un suolo artificiale realizzato da una grande lama riflettente dalla geometria definita attraverso la quale si vuole capovolgere il consueto rapporto tra urbano e natura. La pionieristica azione provocatoria e di denuncia del 1972, trova così una risposta concreta al miglioramento della qualità della vita dell’uomo e dell’ambiente, offrendo nuove opportunità al mondo dell’architettura e del design.

Piazza Santo Stefano diventa ancora una volta la scena di Pollution: da Pollution a RefleAction”, racconta l’Arch. Mario Cucinella. “Dopo 46 anni dalle zolle di terra nasce un bosco che spacca in maniera dirompente i confini di una città, rappresentata metaforicamente dalla geometria definita di una lastra che si insinua nel disegno della piazza. Ma la stessa lastra è anche portatrice di una “riflessione” che rende l’uomo consapevole di essere parte di un ecosistema più grande”. 

Federica Minozzi, CEO di Iris Ceramica Group, spiega così il percorso aziendale e l’iniziativa, patrocinata dal Comune di Bologna: “Pollution ‘72 fu la prima tappa pubblica di un percorso che Iris Ceramica non ha mai smesso di seguire, sia collaborando con i professionisti della crescita sostenibile, sia investendo nella ricerca sugli effetti produttivi, il cui obiettivo è oggi l’impatto zero. Riproporre, 46 anni dopo, un nuovo Pollution in collaborazione con la SOS significa affidare questo tema sempre più urgente a tecnici in grado di realizzare progetti che stimolino il pensiero e l’investimento in un domani più sostenibile. Nel 1972 l’atto di denuncia fu affidato agli artisti più visionari e provocatori dell’epoca, oggi il testimone passa in mano ai progettisti, agli architetti, in qualità di garanti del paesaggio urbano e messaggeri di valore sociale. Se infatti, come credo, il futuro nasce dal presente, l’impegno di Iris Ceramica Group oggi è agire nel quotidiano per consegnare alle generazioni che verranno un ambiente più sano”.

 

 

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