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Cosa significa digitalizzare la filiera delle costruzioni?

FIDEC lo spiega il 21 novembre 2018 a Milano

Vedi Aggiornamento del 28/08/2020
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20/09/2018 – Dalla progettazione alla fornitura finale, il processo sta cambiando. La #filiera edile è al centro di una rivoluzione digitale che ne modifica ritmi, modalità, processi.
 
Sarà questo uno dei temi del Fidec, il Forum Italiano delle Costruzioni, organizzato da Ance (Associazione nazionale costruttori edili) al Palazzo del Ghiaccio di Milano il prossimo 21 novembre. Un evento che guarda non solo alle imprese di costruzioni: ma punta i riflettori su tutti gli attori del mercato delle costruzioni. Esaminandone le dinamiche, per proporre best practice, sinergie e soluzioni utili nella costruzione del futuro.
 
Partiamo dall’utente finale: il privato cittadino. Secondo i dati dell’Osservatorio eCommerce B2C Netcomm-School of Management del Politecnico di Milano, già lo scorso anno in Italia si è assistito alla parificazione fra acquisti online di beni e servizi: per la prima volta nella storia dell’ecommerce del nostro Paese il mercato degli scambi in rete dei prodotti è arrivato a valere tanto quello dei servizi.
 
Anche la casa si cerca online: non solo quella turistica o per le locazioni temporanee (molte le piattaforme attive, a partire da immobiliare.it, che sostiene il Fidec).
 
In rete si sceglie il progettista: caso emblematico è quello di Houzz, piattaforma che mette in contatto progettisti e clienti finali così come della piattaforma Facile Ristrutturare, realtà che intercetta online 4.000 progetti di abitazioni da ristrutturare all’anno e che è passata da 3 uffici, 30 progettisti e 3 milioni di euro di fatturato nel 2015 a 30 uffici, 350 progettisti e 27 milioni di euro nel 2017.
 
E ancora: online si comprano piastrelle, sanitari, arredi, pitture. La rete si utilizza anche per piccoli lavori al minuto: l’idraulico per una perdita così come l’imbianchino (come accade si piattaforme come InstaPro, preventivi.it, Habitissimo).
 
I marketplace giocano un ruolo strategico, anche sul mercato dell’edilizia. A comprare sul web non è solo l’utente finale. Ma anche l’impresa di costruzioni. Emblematico, a questo riguardo, il caso di Archiseller, la piattaforma nata in seno a Edilportale e a cui hanno aderito grandi realtà del mondo della distribuzione come BigMat e Made. Caratteristica del sistema è la capacità di coinvolgere il rivenditore nel sistema di vendita online, azzerando costi di software, di content editing e management, con la garanzia di affidabilità dei cataloghi e la possibilità di interfacciamento con altri sistemi software aziendali.
 
«ll primo driver di acquisto via ecommerce di prodotti edili è la convenienza – spiega Ferdinando Napoli, presidente di Edilportale e co-founder di Archiseller –. Altro driver importante è il risparmio di tempo, seguito dal fatto che amplia la possibilità di scelta, quindi la possibilità di accedere a un numero molto più ampio di brand rispetto a quelli presenti in un normale store di edilizia».
 
Ma non basta. Il digitale cambia il mondo dell’edilizia anche su altri livelli. Dai  muratori  robot  ai  sacchi  di  cemento  che  parlano, dalla gestione del magazzino a quella delle fatture,dallo showroom virtuale  ai  droni  che  controllano  i  cantieri  e  fanno  visure  termiche  e  antisismiche.

In cima alla rivoluzione - almeno nei cantieri più complessi -  è protagonista l’avvento anche in Italia del BIM, metodo  di  progettazione  collaborativo  in  quanto  consente  di  integrare  in  un  unico  modello  le  informazioni  utili  in  ogni  fase  della  progettazione:  quella  architettonica,  strutturale,  impiantistica,  energetica e  gestionale. Tutti gli attori della filiera - come in una grande orchestra - vengono integrati. L’integrazione non a caso sarà uno dei messaggi fondamentali del Fidec. 
 
«Il processo - afferma Luca Berardo, presidente di Sercomated, il centro servizi che riunisce produttori e distributori del mondo edile per fornire servizi strategici - è sempre più integrato. Chi progetta, chi costruisce e chi ristruttura sono attori di un medesimo sistema che agisce con un’unica interfaccia e per un’unica offerta verso l’utente finale».
 
La digitalizzazione del settore, tuttavia, è ancora una sfida da cogliere. Secondo la stessa Ance, sono ancora più del 70% le imprese che possiedono un sito web. Ma  l’aggiornamento  e  il  controllo  accessi  è  ancora  bassissimo.  Il  BIM  è  conosciuto  dalla quasi totalità delle aziende, ma ad  utilizzarlo  è  ancora una fetta relativa del mercato. La  realtà  aumentate - quella che può anche aiutare imprese e progettisti a dialogare con il committente finale, perché basta un software e un apparato ad hoc per portare i clienti a visitare la futura casa e definire scelte strategiche avendole già sotto gli occhi - è via via più diffusa. Ma non ancora come potrebbe. 
 
A fronte di tutto questo, la riflessione che faremo al Fidec sarà densa di contenuti. Siamo consapevoli che solo una “visione  sistemica”  ci metta nella condizione di creare “connessioni”,  individuare nuove soluzioni, “coevolvere”  insieme al mercato. Insomma: innovare.
 

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