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Fidec: l'innovazione parte dai workplace

Tra i temi al centro del dibattito ci sarà la progettazione di spazi che assecondino i ritmi di un lavoro che cambia

Vedi Aggiornamento del 25/07/2019
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27/09/2018 - C’è chi li ha definiti uffici liquidi. Spazi pensati per assecondare i ritmi di un lavoro che cambia e che mettono al centro il benessere e il comfort delle persone. Perché essere circondati da un luogo bello e sostenibile aiuta la resa finale. Di pari passo con le novità normative sullo smart working, anche il workplace (lo spazio fisico in cui ciascuno di noi trascorre tanta parte del proprio tempo) muta nell’impostazione concettuale, progettuale, architettonica ed esecutiva. Un processo che tocca tutta la filiera edilizia e che deve essere al centro dell’attenzione nel ripensare alle soluzioni per il futuro.

Un tema che è in linea con il Fidec, il Forum delle Costruzioni che si terrà a Milano, al Palazzo del Ghiaccio, il prossimo mercoledì 21 novembre. Evento promosso da Ance nazionale, ma aperto a tutti coloro che nel settore delle costruzioni vogliono parlare di cambiamento.

Il principio è basilare. Oggi è sempre più importante nell’organizzazione di aziende e compagnie affrontare con nuova consapevolezza la disposizione degli spazi. L’ufficio è uno strumento strategico per la produttività, la collaborazione e la crescita. «Il lavoro si dematerializza. La postazione tradizionale è stata sostituita. Gli ambienti devono essere belli, funzionali, compositi, multi-funzione.

Zone aperte e condivise o chiuse, per i momenti in cui si ha la necessità di isolarsi» ha chiarito, in più occasioni pubbliche di confronto, Erminia Attaianese, architetto ed ergonomo del lavoro presso il Laboratorio di Ergonomia Applicata e Sperimentale di Napoli. Impiegati di banca o creativi, professionisti o cervelli impegnati nella ricerca: tutti devono poter circolare all’interno di uno spazio produttivo di concezione moderna. Perché così come si muove il corpo, fluiscono anche le idee. Le riunioni si fanno in cucina e i brainstorming davanti (addirittura) a un tavolo da ping pong.

Gli esempi (anche in Italia) non mancano. Se una delle prime multinazionali ad affrontare il tema è stata Google, altri grandi hanno seguito l’esempio. In Europa (e anche a Milano) LinkedIn ha ridisegnato tutte le proprie sedi grazie alla collaborazione del team Il Prisma. Da quella meneghina a quella di Parigi o Madrid. Fondazione Feltrinelli & Microsoft House, firmato da Herzog & de Meuron e curato da DEGW (brand del Gruppo Lombardini22) per interior design e space planning, ha vinto a marzo scorso il MIPIM Awards 2018 nella categoria “Best office & business development”. AQuest, la Digital Creative Agency di Verona ha ripensato gli spazi di lavoro per una maggiore collaborazione tra i team e nell’ottica dell’ecosostenibilità. Ma sono solo una piccola parte del tutto: le case history sono tante e il Fidec è il luogo per raccontarle.

Accanto alla migliore dislocazione degli spazi, si sta affermando anche un nuovo concetto di sostenibilità: che non è solo quella di preferire arredi green o risparmiare su consumi e inchiostro. Ma è piuttosto la scelta di pensare all’ufficio come a un luogo dove le persone devono innanzitutto stare bene.

Negli esempi di workplace innovativi corridoi, stanze e sale riunioni lasciano via via il posto ad ambienti diversi. Salotti, hall, aree verdi, giardini e balconi, living room e vere e proprie cucine, tavoli e tavolini, nicchie e stanzette oppure sale e poltrone relax, in cui rannicchiarsi e trovare riparo. Mille modi per vagare in “ufficio” e cambiare anche solo punto di vista. Per condividere o, al contrario, concentrarsi. Per riposare o staccare. Per condividere. In modo nuovo.
 

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