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LAVORI PUBBLICI

Edilizia scolastica, in arrivo la mappatura satellitare

di Paola Mammarella
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Presto in Conferenza Unificata un’intesa per velocizzare le ristrutturazioni. Annunciata la possibilità di sforare il limite del 3% deficit/Pil

Vedi Aggiornamento del 09/10/2019
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04/09/2018 – Mappatura satellitare delle scuole italiane e procedure più veloci per spendere le risorse disponibili e realizzare i lavori di ristrutturazione necessari. Sono le iniziative annunciate dal Ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti.
 

Edilizia scolastica, presto la mappatura satellitare degli edifici

“I nostri figli devono poter frequentare scuole sicure. È un loro diritto” ha affermato Bussetti dalla sua pagina Facebook. Secondo Bussetti ci sono ancora preoccupanti sugli edifici scolastici. “Vuol dire che in questi anni non è stato fatto abbastanza. Sono stati stanziati soldi, ma senza mettere mano a quelle procedure farraginose che impediscono di far arrivare in fretta le risorse agli Enti locali proprietari degli edifici scolastici. È un problema che stiamo risolvendo con norme che semplificheranno le procedure e velocizzeranno la spesa”.
 
Per ottenere dati più precisi e individuare le priorità di intervento, ha reso noto Bussetti, “ho chiesto la collaborazione dell'ASI, l'Agenzia Spaziale Italiana, e del CNR, il principale ente pubblico di ricerca del Paese, per far partire una mappatura satellitare delle nostre scuole. Non è mai stato fatto”.
 
“Quasi 40mila edifici saranno 'fotografati' attraverso il sistema COSMO-Skymed, che è in grado di misurare lo spostamento degli immobili al decimo di millimetro – ha spiegato Bussetti - Le informazioni che otterremo dai satelliti ASI saranno trasmesse al CNR che ha le risorse umane e strumentali per elaborarle e darci un quadro dettagliato dei nostri edifici scolastici. Potremo così far partire verifiche e segnalazioni. Accelerando i tempi dei controlli e dei conseguenti interventi di adeguamento. In un mese e mezzo avremo già i primissimi dati”.
 

Edilizia scolastica, promesse ristrutturazioni più veloci

Il secondo step, secondo il Miur, è la semplificazione dei passaggi burocratici, che spesso rallentano l’apertura dei cantieri. In questo ambito, la prima iniziativa è stata il decreto “Ministeri”, che ha eliminato il concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) per la programmazione degli interventi.
 
Sempre nella direzione velocizzazione delle procedure, è stata inoltre predisposta una bozza di intesa che sarà discussa durante la prossima Conferenza Unificata, prevista per giovedì 6 settembre. L’intesa stabilisce i criteri con cui il Miur ripartirà le risorse destinate all’edilizia scolastica: 43% in base al numero degli studenti, 42% in base al numero degli edifici, 10% in relazione al rischio sismico delle aree su cui sorgono le scuole (zona 1: 40%; zona 2: 30%; zona 3: 20%; zona 4: 10%), 5% in base all’affollamento delle strutture.
 
Questi criteri di ripartizione non piacciono ai Presidenti delle Regioni Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo, colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017, perché considerati troppo sbilanciati a favore del numero degli studenti e disattenti al rischio sismico.
 
L’intesa prevede inoltre tempistiche abbreviate per l’aggiudicazione dei lavori da parte degli enti locali e la realizzazione di un sistema informativo di acquisizione dei dati regionali in tempo reale. Secondo le intenzioni del Miur la nuova anagrafe dell’edilizia scolastica dovrebbe entrare pienamente in funzione entro febbraio 2019.
 

Edilizia scolastica, possibilità di sforare il 3% deficit/Pil

Secondo il Ministro Bussetti, per gli interventi di edilizia scolastica sono disponibili 7 miliardi di euro. La prossima Conferenza Unificata potrebbe rendere disponibili circa 3 miliardi di euro, provenienti dal Fondo Infrastrutture Strategiche e dalla programmazione triennale 2018/2020 del Miur.
 
Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, Giancarlo Giorgetti, ha inoltre annunciato che il Governo è pronto a violare il tetto europeo del 3% nel rapporto deficit/Pil per “mettere in sicurezza il Paese”. Questa promessa aumenterebbe la capacità di spesa. resta però da capire se Bruxelles accetterà di buon grado il piano che sarà proposto da Giorgetti.
 
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