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PROFESSIONE

Accatastamento edifici rurali, il 78% delle pratiche è gestito da geometri

di Alessandra Marra

Il Consiglio Nazionale Geometri: il valore indicativo delle parcelle sfiora i 100 milioni di euro

Vedi Aggiornamento del 30/10/2018
19/09/2018 – Sono i geometri la categoria professionale che gestisce in misura maggiore le pratiche per l’accatastamento dei fabbricati rurali.
 
A riferirlo il Consiglio Nazionale Geometri (CNGeGL) che rileva come su un totale di 220 mila pratiche per l’accatastamento dei fabbricati rurali non ancora censiti nel Catasto Fabbricati, da effettuare in regime di ravvedimento operoso, 170mila sono gestite direttamente dai geometri.
 

Accatastamento fabbricati rurali: opportunità professionale per i geometri

Il CNGeGL ha ricordato le azioni intraprese (circolari ai Collegi, mailing massivi) per stimolare ciascun iscritto a trasformare l’azione di regolarizzazione sollecitata dall’Agenzia delle Entrate in opportunità professionale.
 
Il Consiglio Nazionale Geometri ha evidenziato che il successo dell’iniziativa è dimostrato dal valore indicativo del totale delle parcelle emesse dai geometri che sfiora i 100 milioni di euro. 
 

Edifici rurali: la questione dell’accatastamento

La regolarizzazione degli immobili rurali non accatastati nasce dall’art. 13 del DL 201/2011 che dispone che “i fabbricati rurali iscritti nel catasto dei terreni, con esclusione di quelli che non costituiscono oggetto di inventariazione ai sensi dell’ articolo 3, comma 3, del decreto del Ministro delle finanze 2 gennaio 1998, n. 28, devono essere dichiarati al catasto edilizio urbano entro il 30 novembre 2012”.
 
L’Agenzia ha più volte chiarito che è possibile regolarizzare la propria posizione presentando i previsti atti di aggiornamento catastale e, qualora ne ricorra il caso, avvalendosi dell'istituto del ravvedimento operoso che permette di pagare una sanzione amministrativa ridotta (pari ad 1/6 del minimo, se la regolarizzazione avviene oltre due anni dalla violazione).
 
In particolare, per le costruzioni ancora censite al Catasto dei Terreni, in base alle caratteristiche proprie, è possibile:
- nel caso si tratti di una costruzione in grado di produrre reddito, dichiararla al Catasto dei Fabbricati con l'ausilio di un tecnico abilitato;
- nel caso in cui la costruzione non esista più o sia diruta, dichiarare la variazione della destinazione al Catasto dei Terreni direttamente presso l’Ufficio provinciale – Territorio competente, senza alcun onere.
 
Qualora il fabbricato rurale già iscritto al Catasto dei Terreni sia ancora in possesso dei requisiti di ruralità e non sia stato dichiarato nei termini previsti al Catasto dei Fabbricati, il soggetto che ne ha interesse, avvalendosi della collaborazione di un professionista tecnico abilitato, può procedere alla dichiarazione, anche se con ritardo, presentando un atto di aggiornamento cartografico redatto con modalità semplificate e una dichiarazione Docfa allegando le previste autocertificazioni.
 
La richiesta di ruralità può essere presentata sia per i fabbricati rurali destinati ad abitazione, ad esclusione di quelli appartenenti alle categorie A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (abitazioni in villa), ovvero qualificati come abitazioni di lusso, sia per quelli strumentali all’esercizio dell’attività agricola censiti nei gruppi delle categorie A, B e C.  La richiesta di iscrizione della sussistenza del requisito di ruralità negli atti del catasto, firmata dal titolare di diritti reali sugli immobili, può essere presentata anche da un incaricato, quale un professionista abilitato alla redazione degli atti di aggiornamento catastali, oppure tramite le Associazioni di categoria degli agricoltori.
 
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