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PROFESSIONE

Ingegneri, CNI: ‘hanno un tasso di occupazione tra i più elevati’

di Alessandra Marra

Indagine Fondazione CNI e Anpal: le criticità maggiori si concentrano nel settore civile ed edile e al Sud

Vedi Aggiornamento del 09/11/2018
17/09/2018 – Il tasso di occupazione degli ingegneri è tra i più elevati: a quattro anni dalla laurea è pari al 93,8%, contro una media generale pari all’83,1%. Tuttavia la situazione non è omogenea: soffrono gli ingegneri del settore civile-edile e i professionisti del Sud.
 
A sostenerlo un’indagine realizzata dalla Fondazione del Consiglio Nazionale Ingegneri e da Anpal Servizi e presentata durante il primo giorno del 63° Congresso degli Ingegneri Italiani, che tratteggia le prospettive occupazionali dei corsi di laurea in ambito ingegneristico.
 

Occupazione ingegneri: i dati positivi dell’analisi  

Secondo l’indagine i laureati in ingegneria trovano presto lavoro: 6 mesi contro i 10 degli altri laureati. Inoltre, sono retribuiti meglio rispetto ad altre professioni: 1.758 euro netti al mese a quattro anni dalla laurea, contro la media generale è 1.373 euro.
 
Interessanti anche i dati relativi alla tipologia di contratto: l’82,6% trova occupazione in forma subordinata, l’11,4% in ambito autonomo, solo il 3,4% sono lavoratori part time.
 
A dimostrazione dell’elevato tasso di occupazione, la ricerca mette in evidenza che oggi un immatricolato su cinque sceglie un corso di laurea del gruppo ingegneria che si conferma così il primo gruppo disciplinare per numero di immatricolati. Una scelta che paga.
 

Occupazione ingegneri: le criticità

Uno dei problemi evidenziato dallo studio del CNI è la distribuzione territoriale delle occasioni lavorative. Il 56,7% dei laureati in ingegneria di Sicilia e Sardegna e il 46% dei laureati meridionali, ad esempio, hanno trovato lavoro nelle regioni del centro-nord. Il 10,8% dei laureati di Lombardia, Piemonte e Liguria ha preferito trasferirsi all’estero.
 
Nel 2017 si sono registrate circa 50mila assunzioni per mansioni professionali ad alta vocazione ingegneristica, con un’età media degli assunti pari a 35,6 anni. Un terzo del monte assunzioni si è concentrato in Lombardia. A seguire il 12% nel Lazio e il 10% in Emilia Romagna.
 
Un ultimo dato è quello relativo all’assorbimento di ingegneri nel settore pubblico: nel 2017 solo una assunzione su dieci è stata effettuata da un ente pubblico.
 

Ingegneri: la situazione per il settore civile ed edile

Un discorso a sé merita la categoria degli ingegneri civili ed edili che hanno vissuto un momento di crisi profondo rispetto alle altre professioni. Giuseppe Margiotta, Presidente del Centro Studi CNI, ha commentato così i dati: “L’indagine conferma quanto la società civile e la pubblica amministrazione stanno sperimentando in questi giorni: la progressiva carenza di ingegneri civili negli ambiti dedicati, in quelli della progettazione e soprattutto in quelli della vigilanza, del controllo e della consulenza sull’edilizia pubblica e sulle grandi infrastrutture. I profili del settore ICT sono i più ambiti dalle imprese. invece, il settore civile ed in particolare quello edile, un tempo ai vertici della domanda e dell’interesse dei neo laureati, non accenna a risalire”.
 
I dati, infatti, mostrano come nel 2017 la domanda di qualifiche ingegneristiche risulti in crescita del 7% rispetto al 2016 ma non per tutti i profili (sono esclusi i civili-ambientali). Tra i profili più ricercati ci sono quelli ICT: quasi 24mila analisti e i progettisti di software, circa 5mila Progettisti e amministratori di sistemi. Sono 4.500 invece le assunzioni di Ingegneri energetici e meccanici.
 
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