04/09/2018 - Pur ammirando il talento dell’architetto Renzo Piano e riconoscendo il sentimento che lo lega alla sua città natale, INARSIND - Associazione di intesa sindacale di Ingegneri e Architetti, resta perplessa di fronte alla proposta progettuale di Piano offerta al Governatore della Liguria.
Ricostruzione ponte, INARSIND: come lasciare spazio ai giovani progettisti con una proposta già pronta?
Renzo Piano ha donato “un’idea di ponte” alla città di Genova sottolineando che si tratta di “un lavoro a titolo gratuito, fatto “come senatore, quindi in spirito di riappacificazione”, e ribadendo quanto sia importante “puntare sui talenti, fare i concorsi e aprirli ai giovani”.
Secondo INARSIND, però, “non si comprende quale sia il senso di presentarsi ad un incontro con il Governatore Toti con un plastico già realizzato” se s’intende lasciare spazio ai giovani progettisti vincitori di un concorso di progettazione.
INARSIND continua: “qualora fosse un suggerimento, come andrebbe concretizzato? Con
una gara per l’appalto della progettazione di dettaglio sulla base di quanto proposto? Dove viene chiamata in causa la creatività dei giovani in questo modo?”
“In Italia ci sono migliaia di architetti e ingegneri competenti in materia, senz’altro meno famosi di Renzo Piano, ma ciò non toglie che abbiano
tutti lo stesso diritto di sviluppare un’idea sulla ricostruzione del ponte sul Polcevera e di partecipare ad un idoneo concorso di idee per la rinascita dell’area ferita dal recente crollo”.
“Quello che appare un dono alla città è in realtà
un danno ai colleghi e anche alla collettività, che ha diritto ad una scelta accurata della soluzione che deve
derivare dall’esame di più proposte, solamente dalla molteplicità possono emergere le idee migliori, dando al contempo a tutti la possibilità di esprimere la propria professionalità” ha concluso INARSIND.
Ponte Morandi, INARSIND: proporre un’idea per la categoria
INARSIND si sarebbe aspettata una proposta, da Renzo Piano (uomo delle istituzioni e professionista soggetto ad un codice deontologico) di più ampio respiro che sapesse “
valorizzasse il ruolo di architetti ed ingegneri consentendo a tutti i colleghi di mettere a disposizione il meglio delle proprie competenze, in base a procedure che amplino il più possibile la platea di partecipanti a tutti i soggetti qualificati”.
Una proposta del genere sarebbe stata un segnalo positivo “in un momento di difficoltà estrema per la professione in cui si sta
lottando per un corretto riconoscimento delle prestazioni professionali e per garantire alle nuove generazioni l’ingresso sul mercato, ed alle vecchie di rimanerci”.