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PROGETTAZIONE

Ricostruzione ponte Genova, Inarsind critica il ‘dono’ di Renzo Piano

di Alessandra Marra

Non piace la proposta a titolo gratuito dell’archistar che non consente ad altri professionisti di sviluppare una propria idea progettuale

Vedi Aggiornamento del 14/09/2018
04/09/2018 – Pur ammirando il talento dell’architetto Renzo Piano e riconoscendo il sentimento che lo lega alla sua città natale, INARSIND - Associazione di intesa sindacale di Ingegneri e Architetti, resta perplessa di fronte alla proposta progettuale di Piano offerta al Governatore della Liguria.
 

Ricostruzione ponte, INARSIND: come lasciare spazio ai giovani progettisti con una proposta già pronta?

Renzo Piano ha donato “un’idea di ponte” alla città di Genova sottolineando che si tratta di “un lavoro a titolo gratuito, fatto “come senatore, quindi in spirito di riappacificazione”, e ribadendo quanto sia importante “puntare sui talenti, fare i concorsi e aprirli ai giovani”.
 
Secondo INARSIND, però, “non si comprende quale sia il senso di presentarsi ad un incontro con il Governatore Toti con un plastico già realizzato” se s’intende lasciare spazio ai giovani progettisti vincitori di un concorso di progettazione.
 
INARSIND continua: “qualora fosse un suggerimento, come andrebbe concretizzato? Con una gara per l’appalto della progettazione di dettaglio sulla base di quanto proposto? Dove viene chiamata in causa la creatività dei giovani in questo modo?”
 
“In Italia ci sono migliaia di architetti e ingegneri competenti in materia, senz’altro meno famosi di Renzo Piano, ma ciò non toglie che abbiano tutti lo stesso diritto di sviluppare un’idea sulla ricostruzione del ponte sul Polcevera e di partecipare ad un idoneo concorso di idee per la rinascita dell’area ferita dal recente crollo”.
 
“Quello che appare un dono alla città è in realtà un danno ai colleghi e anche alla collettività, che ha diritto ad una scelta accurata della soluzione che deve derivare dall’esame di più proposte, solamente dalla molteplicità possono emergere le idee migliori, dando al contempo a tutti la possibilità di esprimere la propria professionalità” ha concluso INARSIND.
 

Ponte Morandi, INARSIND: proporre un’idea per la categoria

INARSIND si sarebbe aspettata una proposta, da Renzo Piano (uomo delle istituzioni e professionista soggetto ad un codice deontologico) di più ampio respiro che sapesse “valorizzasse il ruolo di architetti ed ingegneri consentendo a tutti i colleghi di mettere a disposizione il meglio delle proprie competenze, in base a procedure che amplino il più possibile la platea di partecipanti a tutti i soggetti qualificati”.
 
Una proposta del genere sarebbe stata un segnalo positivo “in un momento di difficoltà estrema per la professione in cui si sta lottando per un corretto riconoscimento delle prestazioni professionali e per garantire alle nuove generazioni l’ingresso sul mercato, ed alle vecchie di rimanerci”.
 
© Riproduzione riservata

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Altri commenti
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Prof. Ing. Antonio Chirico

Ritengo che l'operazione di mera sostituzione del ponte crollato -qualunque sia la soluzione architettonica- non possa rappresentare una soluzione pienamente funzionale dal punto di vista urbanistico, nel senso che con l'occasione che si presenta oggi. si dovrebbe prendere in considerazione un potenziamento dell'infrastruttura (comprendendo anche le gallerie e le rampe di svincolo) a partire da Cornigliano (a ponente) fino all'innesto a levante con la A12 e la A7, con un maggior numero di corsie per evitare l'incolonnamento, che c'è sempre stato e che inevitabilmente si presenterà sul nuovo ponte (ancora a 4 corsie) per l'esigenza di separare le colonne di veicoli nelle diverse direzioni, problema che si concentrerà proprio di nuovo e unicamente sul ponte. (allargare l'impalcato almeno a sei corsie o pensare eventualmente a carreggiate sovrapposte?) Quindi l'occasione è unica e anche se siamo genovesi si dovrebbe per una volta non pensare al risparmio. Tale soluzione andrebbe a compensare anche i lunghi tempi per la realizzazione della "gronda".


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