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FOCUS

I VOC possono anche fare bene alla salute: la rivoluzione al centro del FIDEC

Al Forum Italiano delle Costruzioni si parlerà di inquinamento dell’aria indoor e tecnologie per monitorare e purificare l’aria

Vedi Aggiornamento del 26/11/2018
04/10/2018 - Respirare in casa a pieni polmoni si può. Proprio come se fossimo immersi nel folto di una foresta. O nel regno incontaminato dei ghiacci. Nell’era in cui tutti ci insegnano i rischi (pur concreti) dell’inquinamento dell’aria indoor, c’è già chi ha invertito la tendenza. E studia o distribuisce prodotti che non solo non sono nocivi. Ma che, addirittura, fanno bene alla salute. 

Questo sarà uno dei temi di cambiamento al centro del Fidec, il Forum Italiano delle Costruzioni, in programma lunedì 21 novembre al Palazzo del Ghiaccio. Non un convegno. Non una fiera. Un evento dove saranno protagoniste storie di cambiamento. L’unico appuntamento in Italia che raggruppa l’intera filiera, a partire dall’Ance (che lo organizza) a tutti coloro che a vario titolo interagiscono nel mercato delle costruzioni.  Un momento di networking, concepito con innovazione e sguardo al futuro negli argomenti trattati, ma anche nelle modalità con cui saranno comunicati. Perché è lo stesso format che comunica un vento di svolta.

Ma facciamo un passo indietro: è scientificamente testato che in casa respiriamo fino a 5 volte peggio che in strada. Uno studio condotto dall’Università di Harvard (e diffuso da Gbc, uno dei patrocinatori di Fidec) dimostra come la scarsa qualità dell’aria di un ambiente abbatta drasticamente le abilità cognitive. Lo stesso Ministero della Salute ha creato un gruppo di lavoro per studiare il tema e sul proprio portale spiega tutti i rischi che derivano dall’esposizione ad inquinanti dentro casa o al chiuso di un ufficio.

L’8% delle patologie di cui soffriamo (da un “semplice” mal di testa a problemi respiratori o psichici, fino a malattie gravi come tumori o affezioni cardiovascolari) possono derivare, secondo gli esperti, da ciò che immettiamo nel polmoni. Un problema che coinvolge in primis la popolazione dei centri urbani, che trascorre in media il 95-97% del tempo negli ambienti confinati privati e pubblici (oltre 20 ore al giorno, delle quali circa la metà nella propria abitazione) e solo l’1% nell’ambiente esterno.

Il punto è che la rivoluzione sta iniziando. Aziende e progettisti stanno iniziando a invertire i paradigmi. A far capire che non solo esistono tecnologie per monitorare e purificare l’aria. Ma esistono VOC positivi. Come alcuni legni che sono in grado di sprigionare  sostanze benefiche, balsamiche e immunostimolanti. Un aiuto arriva anche dalla progettazione.

Sono diversi i protocolli che si occupano di benessere. Ad esempio il rating immobiliare Well, presentato in Italia in autunno e parte della famiglia Leed. Oppure CasaClima Nature, protocollo frutto dell'esperienza dell'Agenzia CasaClima di Bolzano (anch’essa fra gli enti che patrocinano Fidec), che certifica un edificio non solo dal punto di vista energetico, ma anche in relazione agli impatti sull'ambiente, sulla salute e sul benessere. La qualità dell’aria indoor è particolarmente cara alle imprese che si confrontano con il legno e sarà al centro di altri importanti eventi della filiera delle costruzioni: Federlegno Arredo e Made Expo (ufficialmente al fianco del Forum Italiano delle Costruzioni) si occupano da tempo del tema.
 
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