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LAVORI PUBBLICI

Bando Periferie, primi segnali di distensione tra Governo e Comuni

di Paola Mammarella

Promesse ‘soluzioni idonee’ e il rimborso delle spese sostenute dagli Enti. Anci: ‘primo passo, ora i fondi’

Vedi Aggiornamento del 18/10/2018
12/10/2018 – La Legge di Bilancio per il 2019 ripristinerà le risorse per la riqualificazione delle periferie.
 
Il Senato ha approvato la mozione della maggioranza sull’argomento durante una seduta movimentata dalle proteste dei sindaci che, dopo aver gridato “vergogna” sono stati espulsi dall’Aula. 
 

Periferie, la mozione approvata

Nella legge di bilancio per il 2019 ci saranno “specifiche misure volte a garantire, compatibilmente con una più efficace allocazione delle risorse a disposizione, soluzioni idonee alle istanze degli enti locali interessati, aggiudicatari degli interventi finanziati a valere sul fondo periferie”.
 
Il Governo si è inoltre impegnato a inserire nel disegno di legge di Bilancio 2019 “misure al fine di provvedere al rimborso delle spese per gli interventi, già sostenute dagli enti territoriali che hanno sottoscritto le convenzioni”.
 
Durante la discussione in Aula, il senatore PD Andrea Ferrazzi ha criticato aspramente la proposta, giunta nei giorni scorsi dalla sottosegretaria Laura Castelli, di far utilizzare ai Comuni gli avanzi di amministrazione. Questo perché, in base alle sentenze 267/2007 e 101/2008 della Corte Costituzionale, gli avanzi sono già nella disponibilità dell’Ente e restano all’Ente. Ma non solo visto che, ha osservato Ferrazzi, solo 15 Comuni sarebbero in grado di far fronte ai finanziamenti annullati in questo modo.
 

Anci: ‘ora i fondi’

Sembra che ci siano tutte le premesse per sanare la rottura tra Governo ed Enti locali cui erano seguite rassicurazioni da parte dell’Esecutivo sulla volontà di trovare un accordo al più presto.
 
Il presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha accolto con favore la notizia. “È un primo passo, un riconoscimento che aspettavamo alla battaglia che come associazione dei Comuni abbiamo condotto. Non ci sfugge che non siamo ancora davanti a una norma o una circolare interpretativa e che i lavori continuano a essere bloccati. Tuttavia la presa di posizione politica dei partiti che sostengono il Governo c’è e ci aspettiamo che ad essa, ora, segua lo sblocco dei finanziamenti”.
 

Periferie, perché è scoppiata la crisi tra Governo e Comuni

Ricordiamo che il problema è nato dal decreto Milleproroghe, che ha bloccato i fondi destinati ai progetti vincitori del Bando Periferie, spostando al 2020 l’efficacia di 96 delle 120 convenzioni firmate dai sindaci e dal Governo Gentiloni.
 
Alla base della decisione di sottrarre le risorse ai 96 progetti già approvati per riassegnarle, c'è la sentenza 74/2018 con la quale la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo l’articolo 1, comma 140 della Legge di Bilancio che ha istituito il Fondo Investimenti senza prevedere un confronto con le Regioni.
 
Come osservato più volte da esponenti dell’opposizione e come ricordato anche dal senatore Ferrazzi durante il suo intervento in Aula, per risolvere la situazione sarebbe bastato anche un accordo postumo in Conferenza Unificata, ma la questione non è mai stata messa all’ordine del giorno e le risorse sono rimaste di fatto bloccate.

Nonostante le richieste di non bloccare le risorse impegnate col Bando Periferie, la richiesta di spiegazioni formali avanzata da Anci e le rassicurazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di intervenire con il primo decreto utile, a fine settembre Governo e Comuni sono giunti ad un punto di rottura: l'Anci ha contestato all'Esecutivo di non essersi attivato per risolvere la situazione.

Con la mozione discussa e approvata in Senato riparte il dialogo. Il Governo ha manifestato la volontà di risolvere il blocco e ora l'Anci attende che le risorse siano effettivamente liberate.
 
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