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LAVORI PUBBLICI

Infrastrutture, alle Province servono 3 miliardi di euro per metterle in sicurezza

di Alessandra Marra

Dei 5.931 ponti e viadotti monitorati 1.918 richiedono interventi urgenti per 730 milioni di euro. Necessarie indagini tecniche per 14.089 opere

Vedi Aggiornamento del 08/10/2018
05/10/2018 – Per garantire la sicurezza delle infrastrutture provinciali, soprattutto ponti, viadotti e gallerie, sono necessari 3 miliardi di euro; 730 milioni di euro, però, servono con urgenza per la messa in sicurezza di 1.918 opere a rischio.
 
Questi alcuni risultati del monitoraggio operato dall’Unione Province d’Italia (UPI) sullo stato di conservazione delle infrastrutture viarie (ponti, viadotti e gallerie) a seguito della richiesta che il Ministero delle Infrastrutture, all’indomani della tragedia del Ponte Morandi di Genova, ha avanzato a tutte le istituzioni.
 

Sicurezza ponti e viadotti: la situazione provinciale

Dall’analisi delle Province risulta che su un patrimonio di oltre 30.000 opere infrastrutturali in gestione alle Province 5.931 sono le opere già in osservazione; su queste opere è già chiaro il quadro degli interventi necessari e le risorse per attuarli, pari a 2 miliardi e 454 mila euro.
 
Tra le 5.931 opere in osservazione, Upi sottolinea che 1.918 sono indicate in priorità 1; necessitano cioè, di interventi urgenti in quanto già soggetti a limitazione del transito o della portata, se non chiusi. Le risorse necessarie per coprire questi interventi ammontano ad almeno 730 milioni.
 
Inoltre, ben 14.089 opere sono da sottoporre a indagini tecnico diagnostiche. Per questo monitoraggio, la stima dei costi totale ammonta a circa 566 milioni di euro.
 
Il Presidente dell’Upi Achille Variati lancia l’allarme: “Il nostro è un Paese fragile non si può trascurare la manutenzione continua. Invece inseguendo l’assurda campagna contro le Province sono state cancellate tutte le risorse destinate proprio a questa funzione. Si è sospesa la cura di 100.000 chilometri di strade, di oltre 30.000 tra ponti e gallerie: si è risparmiato non investendo nella sicurezza dei cittadini. Non ce lo possiamo permettere”.
 

Sicurezza ponti e gallerie: il calo delle risorse nel tempo

L’analisi dell’Upi ha messo in luce che dal 1979 ad oggi il parco mezzi circolante sulla rete stradale Nazionale è aumentato di quasi 2 volte e mezzo. La circolazione dei mezzi pesanti è di circa il 10%. Senza una manutenzione periodica annuale l’intera funzionalità della rete viaria viene compromessa.
 
Nonostante cresca la necessità di manutenzione, l’Upi ha registrato una diminuzione delle risorse per le infrastrutture provinciali: “Nel 2009 – ha lamentato Variati – le Province avevano a diposizione per investimenti 1 miliardo 947milioni. Nel 2013 siamo scesi a 1 miliardo 328 milioni per arrivare nel 2015 a 981 milioni. Nel 2017, per investire nella sicurezza di 100 mila chilometri di strade e di 5.100 scuole superiori italiane, avevamo appena 712 milioni: un crollo di oltre il 51%”.
 
“Le Province – ha aggiunto – hanno svoto il compito assegnato: nonostante agosto, le risorse ridotte al lumicino e il personale tecnico quasi azzerato dallo svuotamento degli enti dopo la riforma del 2014, abbiamo completato il monitoraggio. Abbiamo dati certi: ora però chiediamo al Governo di stanziare i fondi”.
 

Infrastrutture, Upi: nella Manovra più risorse per la manutenzione  

L’Upi chiede al Governo di garantire, nella prossima Manovra, 280 milioni di euro per superare lo squilibrio di parte corrente, indispensabile per far chiudere i bilanci a tutte le Province e assicurare la corretta erogazione dei servizi essenziali.
 
Sul fronte degli investimenti le Province chiedono:
- l’incremento di 1,5 miliardi del fondo di investimenti per le opere di straordinaria manutenzione viaria che oggi ammonta a 1 miliardo 620 milioni per 6 anni e che assicura la disponibilità di appena 2 mila euro a chilometro l’anno;
- la costituzione di un Fondo pluriennale straordinario di 3 miliardi per le opere infrastrutturali viarie (ponti, viadotti, gallerie, etc.) di pertinenza delle Province, proprio sulla base di quanto emerso dal monitoraggio.
 
Discorso diverso per i 1.918 interventi urgenti che valgono 730 milioni; per questi interventi le Province non vogliono aspettare l’iter della Manovra ma chiedono uno strumento normativo più veloce come un Decreto legge.
 
© Riproduzione riservata

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