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LAVORI PUBBLICI

Ponte Genova, Bucci: manderemo lettere d’invito ai progettisti

di Alessandra Marra

Renzo Piano: ‘sono disponibile a dare una mano a titolo gratuito’. Autostrade presenta il suo progetto per il viadotto

Vedi Aggiornamento del 14/11/2018
18/10/2018 – Per il nuovo ponte di Genova sono arrivati al Commissario straordinario per la ricostruzione, il sindaco di Genova Marco Bucci, “molti progetti” tra i quali anche quello di Autostrade per l’Italia; Bucci, però, annuncia l’intenzione di inviare lettere d’invito agli studi di ingegneria e di architettura per la progettazione del nuovo ponte e, solo alla fine, valutare gli elaborati.
 
A dichiararlo lo stesso Bucci, a margine degli Stati generali dell'economia, evento organizzato dal Comune di Genova nel quartiere Certosa che si è svolto lo scorso 16 ottobre.
 

Ponte Genova: la valutazione dei progetti

Bucci ribadisce l’intenzione di "mandare delle lettere d'invito” ad alcuni progettisti, anche se ammette che “ci sono progetti che stanno arrivando senza invito”.
 
"Ho ricevuto il progetto di Autostrade ma non l'ho ancora visto. E anche se lo avessi visto non potrei fare commenti: sono arrivati molti progetti" ha spiegato il sindaco di Genova.
 
Poi aggiunge come verranno valutati: "Non posso esprimermi perché c'è una commissione tecnica preposta a farlo; poi teoricamente, come commissario potrei anche stravolgere il loro parere e decidere io, ma intendo avvalermi della loro competenza".  Infine, rassicura che le “valutazioni verranno fatte alla fine” sulla base delle osservazioni della commissione tecnica.
 

Ponte di Genova: che ruolo avrà il progetto ‘donato’ da Renzo Piano?

Con l’annuncio di Bucci di voler invitare studi di progettazione a presentare un proprio progetto per il ponte di Genova, non è chiaro il ruolo che rivestirà il progetto ‘donato da Renzo Piano’.
 
Bucci, infatti, non ha specificato se il progetto di Piano verrà usato come base (o ispirazione) da cui partire per il progetto definitivo o esecutivo che i professionisti invitati dovranno presentare oppure se sarà esso stesso in corsa ‘come concorrente’ degli altri progetti.
 
Intanto, qualche giorno fa, a margine di una conferenza sui suoi progetti alla Royal Academy of Arts di Londra, l’architetto Piano ha confermato la propria disponibilità a collaborare alla ricostruzione del viadotto Morandi.
 
“Il fatto che adesso ci siano due commissari, uno per l’emergenza e uno per la ricostruzione del ponte Morandi, il presidente della Regione e il sindaco di Genova, è un fatto molto positivo. Confermo la mia disponibilità a dare una mano, naturalmente a titolo gratuito. Lo faccio con il cuore e se pensano che il mio contributo possa essere utile, mi chiameranno”.
 
“Se posso essere utile – prosegue l’architetto – vorrei aiutare a realizzare un ponte che occorre fare velocemente ma, come ho detto ed è opportuno ribadire, non in fretta. È un primo punto che ritengo molto importante. È un dovere nei confronti della comunità colpita, in primo luogo, a cui sono molto legato, perché mio padre era nato a Certosa, e per me, da bambino, quel nome e quel luogo, rappresentavano qualcosa di fantastico. La nuova costruzione è ovviamente vitale per la Valpolcevera, la città di Genova ed è importante per tutta l’Italia”.
 

Demolizione e ricostruzione ponte Genova: il ruolo di Autostrade

Anche se non richiesto ufficialmente e anche se il Decreto Genova esclude Aspi dalla ricostruzione, Autostrade per l’Italia ha presentato comunque il progetto per il ponte Morandi al sindaco e commissario Bucci. Il progetto, anche se più classico e lineare, si è ispirato al disegno dell’architetto Renzo Piano.

L'Agenzia di stampa Adnkronos ha pubblicato una parte del progetto inviato da Autostrade che garantisce di poter demolire e ricostruire il ponte in soli 9 mesi. Il nuovo ponte proposto da Aspi ha uno sviluppo longitudinale complessivo pari a 1054 m, suddivisi in 9 campate ed è sostenuto da un totale di otto pile di cui sei aventi forma a "V" e due verticali a "I". 

 
Intanto si fa strada l’ipotesi di non escludere del tutto Aspi dalla demolizione del Ponte; infatti, un emendamento approvato il 16 ottobre scorso dalle commissioni Ambiente e Trasporti della Camera alla legge di conversione del Dl Genova cancella l’esclusione di Autostrade dalle “operazioni propedeutiche” alla ricostruzione del ponte.
 
Nel corso del dibattito in Commissione la deputata PD Chiara Braga ha chiesto cosa intenda esattamente il Governo per «attività propedeutiche». Gianluca Rospi (M5S), relatore per la VIII Commissione ha, quindi, chiarito che il termine “propedeutiche” si riferisce ad attività, come ad esempio la rimozione delle macerie, che precedono necessariamente la fase della ricostruzione del ponte. In più il sottosegretario di Stato Vito Claudio Crimi (M5S) ha evidenziato che prevedendo la soppressione del termine «propedeutiche» il Governo ha voluto non vincolare il commissario straordinario nella scelta del soggetto che dovrà svolgere queste attività. Viceversa, per quelle connesse al ripristino del sistema viario si conferma l'esclusione dell'attuale concessionario.
 
Ma la partita è ancora aperta e nel corso della conversione in legge tutto può succedere; per questo, in modo molto prudente, il Commissario Bucci ha dichiarato: "Lascio sempre tutte le porte aperte, non ne chiudo mai una, alla fine cercheremo di fare la scelta migliore".
 

Ponti e viadotti: 12 mesi per la messa in sicurezza

Un altro emendamento approvato introduce l’obbligo, per tutti i concessionari di autostrade, di provvedere (con priorità rispetto ad ogni altro intervento programmato) alla verifica e messa in sicurezza di tutte le infrastrutture viarie oggetto di atti convenzionali, con particolare riguardo ai ponti, viadotti e cavalcavia.
 
Per la messa in sicurezza le concessionarie autostradali avranno 12 mesi di tempo; nel frattempo dovranno “adottare ogni occorrente iniziativa a tutela della pubblica incolumità e della sicurezza delle infrastrutture, comprese misure di limitazione o sospensione del traffico veicolare”.
 
Infine, l’emendamento sottolinea che tale obbligo è ad “esclusivo carico delle concessionarie senza possibilità di imputazione alle tariffe autostradali e senza alcuna corrispondente revisione del Piano economico finanziario (PEF)”.
 
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