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NORMATIVA

Lombardia, via libera al Regolamento Edilizio Tipo

di Rossella Calabrese
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Sono poco più della metà le Regioni che hanno finora adottato lo schema standard e le 42 definizioni uniformi

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26/10/2018 - Con una delibera proposta dall’assessore al Territorio e Protezione civile Pietro Foroni, di concerto con l’assessore al Bilancio e Semplificazione Davide Caparini, la Regione Lombardia ha adottato il regolamento edilizio-tipo (RET) che recepisce l’Intesa del 20 ottobre 2016 tra Governo, Regioni e Autonomie Locali.
 
“Il regolamento edilizio tipo è da oggi patrimonio di Regione Lombardia che ne ha adottato ufficialmente lo schema tipo e le definizioni tecniche uniformi - ha commentato Foroni -. Con oggi la semplificazione edilizia in Lombardia ha fatto dunque un deciso passo in avanti, e da oggi tutti i Comuni inizieranno a parlare la stessa lingua, potranno confrontarsi e far tesoro ognuno delle esperienze degli altri, anche in caso di sentenze del Tar in materia edilizia, che faranno giurisprudenza per tutta la Lombardia”.
 
“Si tratta - ha concluso l’assessore - di un risultato di grandissima importanza che arriva alla fine di un percorso condiviso passo a passo con Anci Lombardia, nonché con le associazioni dei professionisti del settore e i costruttori edili. Percorso che abbiamo completato in tempi rapidi, come promesso all’inizio di questa legislatura”.
 
Una semplificazione burocratica che ha anche l’obiettivo, oltre che di standardizzare le norme in tutti i Comuni lombardi, facilitando così la vita di cittadini e professionisti, anche di favorire la valorizzazione delle risorse energetiche, rilanciare il settore edile e la rigenerazione urbana sostenibile. Con il recepimento di questa norma, infatti, si uscirà dalla complessità delle centinaia di regolamenti diversi per approdare finalmente ad uno schema di definizioni uniformi, metodi, procedure e tempi certi da seguire.
 
I Comuni dovranno adeguarsi entro e non oltre 180 giorni e il mancato adeguamento comporterà comunque la diretta applicazione delle definizioni uniformi che prevarranno sulle disposizioni comunali. A tal fine l’assessore nei prossimi giorni scriverà una lettera a tutti i sindaci fornendo loro le prime indicazioni per procedere all’adeguamento. Inoltre, sono stati già previsti quattro incontri di ‘accompagnamento’ sul territorio, uno a Milano e altri tre a Brescia, Lecco e Lodi. In queste sedi ai tecnici e amministratori comunali verrà fornito un testo commentato, per aiutarli a ridefinire i regolamenti edilizi.
 

Regolamento edilizio tipo già operativo in 12 Regioni

La Lombardia è la tredicesima Regione a dotarsi del Regolamento Edilizio Tipo, dopo Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto e Basilicata.
 

Regolamento edilizio tipo: gli step

Con l’Intesa del 20 ottobre 2016, la Conferenza Unificata ha adottato il Regolamento edilizio tipo contenente l’indice che i Comuni devono seguire per la stesura dei propri Regolamenti e le 42 definizioni standardizzate.
 
Il 18 aprile 2017 è scaduto il termine entro il quale le Regioni avrebbero dovuto dare seguito all’Intesa del 20 ottobre 2016. Le Regioni possono stabilire metodi, procedure (comprese specifiche norme transitorie volte a limitare i possibili effetti dell’adeguamento sui procedimenti in itinere) e tempi (non superiori a 180 giorni) per l’adeguamento da parte dei Comuni.
 

RET: cosa accade agli enti che non si adeguano?

L’Intesa stabilisce che se il Comune non si adegua a quanto previsto dalla Regione, le definizioni uniformi e le disposizioni sovraordinate in materia edilizia trovano diretta applicazione, prevalendo sulle disposizioni comunali con esse incompatibili. Se invece è la Regione ad essere inadempiente, i Comuni possono comunque adottare lo schema di regolamento edilizio tipo e i relativi allegati.
  
L’adeguamento al Regolamento edilizio tipo si sarebbe dovuto concludere (se Regioni e Comuni avessero rispettato le tempistiche previste dall’Intesa) entro ottobre 2017. L’Intesa non prevede poteri sostitutivi né sanzioni se la Regione e il Comune non si adeguano. Vi è unicamente un impegno a realizzare delle attività di monitoraggio sull’attuazione del regolamento edilizio con cadenza almeno annuale.
 
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