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NORMATIVA

‘Resto al Sud’, il Governo pensa di estenderlo ai professionisti

di Paola Mammarella

La misura entrerà molto probabilmente nel prossimo disegno di legge di Bilancio

03/10/2018 – Nella prossima legge di bilancio potrebbe esserci l’estensione del “Bonus Sud” ai professionisti. L’idea di ampliare i beneficiari della misura è stata annunciata dal Ministro per il Mezzogiorno, Barbara Lezzi, durante un convegno organizzato dal Collegio nazionale degli agrotecnici ed agrotecnici laureati.
 

Bonus Sud e professionisti

Intervenendo con un videomessaggio, il Ministro Lezzi ha assicurato che il Governo tiene molto al progetto ereditato dal passato Esecutivo. “Stiamo lavorando per ampliare il raggio d’azione della misura in termini di beneficiari e fasce d’età”, ha spiegato il Ministro Lezzi. L’idea, che sarà proposta nella fase di redazione del testo della legge di bilancio, è includere nelle agevolazioni i professionisti e i soggetti fino ad almeno 45 anni. Perché, auspica il Ministro, “la misura potrebbe essere non solo un io resto al sud, ma un io torno al sud”, consentendo cioè a persone che si sono formate e lavorano fuori di tornare a fare impresa nel Mezzogiorno.

La misura “Resto al Sud” finora ha offerto sostegno ai progetti imprenditoriali presentati da giovani residenti nel Mezzogiorno. Sono state invece escluse le attività dei professionisti.
 
Quando la misura è stata lanciata, nel 2017, i professionisti chiesero l’eliminazione del contributo previdenziale minimo per gli under 35 nei primi tre anni di attività e la possibilità di accedere a finanziamenti agevolati per l’acquisto di attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali utili al miglioramento dell’offerta professionale. Dopo una prima apertura, però, gli aiuti sono stati riconosciuti solo alle attività di impresa.
 

Resto al Sud

La misura, introdotta con uno stanziamento di 1,25 miliardi di euro dalla legge “Mezzogiorno” e regolata dal  DM 174/2017, incentiva i progetti imprenditoriali presentati da giovani dai 18 ai 35 anni residenti nelle Regioni del Sud o che trasferiscono la residenza al Sud entro 60 giorni dalla presentazione della domanda (120 giorni se residenti all’estero). Ogni progetto imprenditoriale può ottenere fino a 50mila euro. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più soggetti costituiti in società o cooperative, l’importo del finanziamento è pari a 50 mila euro per ogni socio fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro. Il 35% consiste in un contributo a fondo perduto e il 65% in un prestito a tasso zero da rimborsare in otto anni.
 
Tra le agevolazioni della misura “Resto al Sud” è inclusa la valorizzazione di aree e immobili abbandonati avviata da giovani dai 18 ai 40 anni. I progetti possono riguardare anche le singole unità immobiliari, che devono essere destinate ad iniziative agricole, artigianali, commerciali e turistiche. Oltre alle attività turistico-ricettive, sono finanziabili anche i servizi turistici.
 
I progetti possono prevedere cambi di destinazione d’uso e consumo di suolo non edificato, purchè conformi alle procedure di legge sugli strumenti urbanistici. 
 
L’agevolazione è gestita da Invitalia, che valuta i progetti presentati dalle Regioni e ha messo a ponto anche una app per seguire in tempo reale l’iter della propria domanda. Al 1° settembre risultano 12.043 domande in compilazione, 4.142 presentate e 1.269 approvate.
 
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