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RISPARMIO ENERGETICO

Fotovoltaico al posto dell’amianto, sarà incentivata l’energia per l’autoconsumo

di Paola Mammarella

Decreto FER: per gli impianti realizzati in sostituzione dei tetti in amianto o eternit, premio di 12 €/MWh oltre ai bonus sull’energia elettrica

Vedi Aggiornamento del 19/11/2018
19/10/2018 – Passi avanti per il Decreto “Rinnovabili”. Il Ministero dello Sviluppo Economico, dopo il confronto con gli operatori, avvenuto lo scorso 25 settembre, ha trasmesso il testo al Ministero dell’Ambiente, che dovrà ora esaminarlo.
 
Rispetto alla bozza del 6 settembre il testo, che non è stato ancora diffuso, ha accolto una serie di richieste avanzate dagli operatori. 
 

Decreto FER, sostituzione dell’amianto col fotovoltaico

Sarà incentivata tutta l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in amianto o eternit, quindi non solo quella immessa in rete, ma anche l’energia destinata all’autoconsumo. In questo modo sarà possibile coprire gli investimenti realizzati per la sostituzione delle coperture.
 
Gli impianti fotovoltaici realizzati al posto delle coperture in amianto avranno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh, erogato con le stesse modalità e tempistiche degli incentivi sull’energia elettrica. L’amianto dovrà essere rimosso e smaltito secondo le modalità indicate dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Questo incentivo non potrà essere cumulato con altri bonus per la rimozione dell’amianto.
 

Decreto FER, le altre modifiche

Il testo trasmesso al Ministero dell’Ambiente ha accolto anche altre richieste:
 
- l’aumento del 10% della tariffa incentivante prevista per impianti mini idroelettrici e mini eolici;
- l’inserimento di un'ulteriore procedura di asta e registro nel corso del 2021 così da aumentare l’arco temporale di vigenza del decreto e dare maggior certezza agli operatori;
- la priorità ad impianti realizzati su discariche chiuse e ripristinate nonché su aree per le quali risulta rilasciata la certificazione di avvenuta bonifica;
- l’inserimento di un criterio di salvaguardia tecnologica tale per cui, al verificarsi di condizioni particolarmente sfavorevoli per una fonte in competizione con altre all’interno dello stesso contingente, quest’ultima venga preservata con l’attivazione di un contingente dedicato;
- la possibilità, per impianti idroelettrici ed eolici, di usare componenti rigenerati seppur con una aumentata riduzione della tariffa incentivante;
- la richiesta di cauzioni a garanzia della concreta realizzazione dei progetti iscritti al registro, in misura comunque adeguatamente inferiore alle cauzioni previste per le aste.
 

Decreto FER, gli incentivi

La bozza del decreto suddivide gli impianti che hanno diritto agli incentivi in gruppi:

- Gruppo A: i. impianti eolici; ii. impianti fotovoltaici;
- Gruppo A-2: impianti fotovoltaici i cui moduli fotovoltaici sono installati in sostituzione di coperture di edifici su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
- Gruppo B: iii. impianti idroelettrici; iv. impianti geotermoelettrici; v. impianti a gas residuati dei processi di depurazione; vi. impianti alimentati da gas di discarica;
- Gruppo C: i. impianti oggetto di rifacimento totale o parziale e rientranti nelle tipologie di cui al gruppo A, lettera i) e gruppo B lettere iii) e iv).
 
Per quanto riguarda il fotovoltaico, potranno accedere agli incentivi gli impianti di potenza superiore a 20 kW che non possono accedere alle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione edilizia (Bonus Ristrutturazioni).
 
L’accesso agli incentivi funzionerà con registri e aste, secondo meccanismi in fase di definizione.
 

Sottosegretario Crippa: 'primo tassello di una più ampia strategia del Governo'

“Siamo molto soddisfatti dello schema del Decreto - ha dichiarato il Sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega all’energia Davide Crippa – soprattutto perché nasce da un confronto con le Associazioni che ci ha consentito di apportare quelle modifiche necessarie a risolvere alcune criticità riscontrate. Qualora ce ne fossero altre di natura territoriale, queste verranno affrontate ed eventualmente risolte in sede di Conferenza Unificata Stato-Regioni. Vorrei inoltre ricordare – ha aggiunto Crippa – che questo Decreto rappresenta il primo tassello di una più ampia strategia del Governo, che si aggiunge ai provvedimenti contenuti nel DEF in fase di approvazione e che avrà come cornice generale il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima su cui stiamo lavorando e che presenteremo, come previsto, alla Commissione Ue.”

Intervenendo durante il workshop “Efficienza energetica e piano energia e clima” organizzato da Agici Finanza d’impresa e dal Centro Studi sull'Economia e il Management dell'Efficienza Energetica (CESEF), Crippa ha annunciato che il Governo intende “far partire subito il Fondo Nazionale per l’efficienza energetica e prevedere una bollinatura di qualità dei progetti per garantire la finanziabilità dei progetti e favorire gli investimenti dei comuni, rilanciare il meccanismo dei TEE attraverso linee guida interpretative, anche risolvendo i contenziosi in corso, stabilizzare l’ecobonus per almeno tre anni, per garantire i necessari tempi decisionali agli investitori, e prevedere una cabina di regia per l’efficienza energetica nella Pubblica Ammnistrazione, che possa individuare modifiche normative che favoriscono la cooperazione tra pubblico e privato”.      

La dichiarazione del Sottosegretario Crippa sulla stabilizzazione triennale dell’Ecobonus sembra porsi in contrasto con i contenuti del disegno di legge di Bilancio per il 2019. La bozza approvata dal Consiglio dei Ministri prevede infatti la consueta proroga annuale dei bonus per la casa. Resta ora da capire se l’annuncio del Sottosegretario lascia spiragli a modifiche del testo o ad altre iniziative in altri testi di legge.
 
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