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RISPARMIO ENERGETICO

Colonnine per la ricarica delle auto elettriche, da Legambiente la proposta di incentivarle

di Alessandra Marra

Suggerita la detrazione del 50% per i privati che le installano negli edifici esistenti. Oggi l'obbligo riguarda solo le nuove costruzioni

Vedi Aggiornamento del 05/10/2018
03/10/2018 – Incentivare l’installazione di colonnine di ricarica in edifici e locali esistenti attraverso una detrazione del 50% come nel caso delle ristrutturazioni edilizie.
 
Questa una delle proposte di Legambiente al Governo per promuovere la ‘green mobility’.
 

Colonnine di ricarica: le proposte per la Manovra 2019

Secondo l’associazione ambientalista, l’attuazione di quest’incentivo nella Manovra 2019 premierebbe la mobilità virtuosa e risponderebbe al principio “chi inquina paga” del punto 27 del “Contratto di Governo del cambiamento”.
 
L’incentivo proposto da Legambiente dovrebbe avere un funzionamento simile a quello previsto per le ristrutturazioni edilizie: i privati che decidono di installare delle colonnine elettriche nei propri condomini o nei locali e nei garage di loro proprietà potranno beneficiare detrazione del 50% delle spese da recuperare in 10 anni.
 

Colonnine di ricarica ed efficienza energetica: le norme in vigore

La proposta di Legambiente potrebbe tramutarsi in pratica in quanto la direttiva 2018/844/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia (che tratta il tema delle colonnine di ricarica per le auto elettriche) prevede che gli Stati membri adottino misure volte a semplificare le procedure amministrative e l’accesso agli incentivi per l’installazione dell’infrastruttura di ricarica.
 
In base alla nuova norma europea, le colonnine di ricarica dovranno essere installate in tutti gli edifici (sia residenziali sia a destinazione diversa) di nuova costruzione e in quelli sottoposti a ristrutturazioni rilevanti.
 
L’obbligo non sussiste, però, per gli edifici esistenti e per i permessi di costruire presentati entro il 10 marzo 2021, se si rischia di compromettere la stabilità della rete locale o se il costo delle installazioni di ricarica e di canalizzazione superi il 7 % del costo totale della ristrutturazione importante dell’edificio.

In Italia dal 1° gennaio 2018 il titolo abilitativo per i nuovi edifici è vincolato alla predisposizione di infrastrutture elettriche per la ricarica dei veicoli.
 

Colonnine per la ricarica elettrica: un mercato in espansione

A That’s Mobility, evento dedicato alla e-mobility, è stato presentato l’E-Mobility Report 2018 in cui si evidenzia come “nell’ultimo anno il settore ha registrato una crescita significativa sia dal punto di vista dei volumi di vendite di auto elettriche sia da quello infrastrutturale”.
 
Secondo il rapporto, in Italia si possono stimare a fine 2017 circa 2.750 punti di ricarica pubblici a norma (+750 sul 2016), dei quali il 16% (443) high power, distribuiti in circa 1.300 colonnine.
 
Nonostante la crescita registrata nell’ultimo anno, l’attuale infrastruttura di ricarica non è diffusa in modo omogeneo sul territorio italiano, con un divario evidente fra il Sud e le altre aree del Paese e con differenze notevoli anche fra regione e regione: circa il 10% dei punti di ricarica complessivi sono localizzati per quasi due terzi al Nord (63%), poco più di un quarto al Centro (28%) e meno di un decimo al Sud e Isole (9%). La maggior parte delle installazioni è localizzata nei contesti urbani (50%) e nei punti di interesse (45%), mentre fuori dalle città ce ne sono ancora poche (5%), anche se la minore diffusione è compensata dalla maggiore velocità di ricarica.
 
Secondo eV-Now!, Ente Privato di Ricerca, Sviluppo e Promozione della Mobilita' Elettrica, il condominio del futuro è quello che unisce la generazione elettrica all’autoconsumo condominiale, con un allacciamento dedicato alla ricarica dei veicoli elettrici connesso agli impianti rinnovabili installati in condominio (fotovoltaico, eolico, biomassa).
 
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