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AMBIENTE

Dissesto idrogeologico, al via il tavolo per velocizzare la progettazione degli interventi

di Rossella Calabrese

Ministro dell’Ambiente Sergio Costa: ‘disponibili oltre 6,5 miliardi di euro’

Vedi Aggiornamento del 30/11/2018
12/11/2018 - Si insedierà oggi il tavolo tecnico tra Ministero dell’Ambiente e Regioni per la progettazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico.

Lo ha annunciato il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, giovedì scorso durante la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, convocata per un confronto sulle misure necessarie per far fronte al dissesto idrogeologico, anche a seguito dei recenti tragici eventi calamitosi.
 

Dissesto idrogeologico, disponibili oltre 6,5 miliardi di euro

“È iniziata la fase operativa del ‘Piano Marshall’ con le Regioni - ha affermato Costa -. Ho ritenuto importante incontrare i Governatori non solo per ribadire che abbiamo i fondi per contrastare il dissesto idrogeologico, oltre sei miliardi e mezzo a disposizione, ma anche per manifestare la volontà del Ministero dell’Ambiente di essere al loro fianco affinché queste risorse vengano spese subito e bene”.
 
Le risorse per gli interventi contro il dissesto idrogeologico - si legge nel comunicato del Ministero dell’Ambiente - ammontano a 6.543,97 milioni di euro: 3.110,87 milioni derivanti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) e 3.482,600 milioni assegnati al Ministero a valere su stanziamenti pluriennali. Si tratta delle risorse del Fondo Investimenti istituito dalla Legge di Bilancio 2017 e rifinanziato dalla Legge di Bilancio 2018.
 
“Tutti i progetti in cantiere hanno copertura finanziaria, ma bisogna velocizzare la progettazione. Per questo abbiamo proposto un tavolo tecnico che partirà già lunedì prossimo, insieme con le Regioni, e garantendo loro il massimo sostegno” - ha concluso Costa.
 

Regioni: ‘si faccia ricorso ai fondi BEI per anticipare le risorse’

“Abbiamo preso alcuni impegni operativi fondati su una collaborazione fattiva per la velocizzazione degli interventi e la sburocratizzazione - ha detto il Presidente della Conferenza delle Regioni e Province autonome, Stefano Bonaccini, al termine del confronto -. Inoltre, c’è un’intesa corale delle Regioni sulla necessità di fare ricorso ai fondi BEI per anticipare le risorse necessarie agli interventi cantierabili”.
 
“Il ministro Costa ha risposto positivamente alle nostre sollecitazioni offrendo una piena collaborazione”. Così Donatella Spano, Coordinatore della Commissione Ambiente ed Energia della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e assessore della regione Sardegna all’Ambiente.
 
“Le Regioni, già il 26 luglio, nel primo incontro con il Ministro, - ha aggiunto Spano - hanno sottoposto all’attenzione del Governo un preciso dossier nel quale si evidenziavano le principali problematiche di carattere ambientale. Oggi abbiamo ricevuto delle risposte concrete e l’istituzione di un tavolo congiunto di lavoro con il ministero dell’Ambiente”.
 
“La nostra parola d’ordine - ha affermato Spano - deve essere la prevenzione strutturale. In tal senso vanno attivati tutti i percorsi più semplici ed efficaci per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti. A questo devono servire le sinergie tra tutte le istituzioni. Così come è fondamentale avere le garanzie sulle risorse disponibili per gli interventi, soprattutto capire quante siano per la messa in sicurezza del territorio. Lavoriamo sulla forte condivisione delle procedure e sulla prosecuzione del buon lavoro predisposto nel passato da ‘Italia Sicura’”.
 
“Occorre maggiore consapevolezza per decidere come, dove e se intervenire e quindi scegliere la migliore combinazione di misure per gestire i problemi di dissesto. È indispensabile poi disporre di un unico quadro conoscitivo solido, puntuale e aggiornato della pericolosità e del rischio. Nel contempo vi deve essere la garanzia del reperimento delle ulteriori risorse finanziarie per combattere seriamente il problema del dissesto idrogeologico”.
 
“Si prevedeva un fabbisogno di 1,5 miliardi all’anno, ma ora servono più risorse per avviare i programmi di intervento già definiti, approvati e finanziati e per procedere a siglare i nuovi accordi, al fine di realizzare anche gli altri progetti già inseriti dalle Regioni e dalle Province autonome nella piattaforma Rendis”.
 
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