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AMBIENTE

Piccoli Comuni, i sindaci chiedono più risorse

di Rossella Calabrese

Anci, Legambiente, Borghi Autentici e Comuni montani premono per l’attuazione della Legge sui Piccoli Comuni

15/11/2018 - Emanare al più presto i decreti attuativi della Legge sui Piccoli Comuni e stanziare maggiori risorse, al fine di avviare una grande opera di manutenzione dei territori.
 
È l’appello lanciato martedì scorso da oltre 200 sindaci nel corso di una conferenza stampa presso la sala stampa della Camera dei Deputati, da Anci, Legambiente, Associazione borghi autentici di Italia e Uncem e indirizzato al Presidente del Consiglio Conte affinché si acceleri l’attuazione della Legge 158/2017 sui Piccoli Comuni in vigore ormai da un anno, emanando i decreti attuativi.
 
“È fondamentale - hanno spiegato i sindaci - che vengano accelerati i tempi relativi all’emanazione dei decreti attuativi previsti dalla legge e stanziate più risorse, ma soprattutto è importante che i territori inizino a vedere le ricadute concrete di una legge a loro difesa. Serve una grande opera di manutenzione dei territori che metta al centro la custodia dei piccoli borghi e del patrimonio naturale per garantire la tenuta di tutto il territorio, la sicurezza degli insediamenti e la qualità delle filiere produttive legati al patrimonio naturale e alle produzioni agroalimentari locali”.
 
Nell’appello si chiede altresì di stanziare maggiori risorse per i borghi sotto i 5mila abitanti, a partire da questa Legge di Bilancio, incardinando le risorse non spese negli anni precedenti e già stanziate, perché i 160 milioni di euro previsti fino al 2023 dalla legge sono al momento ancora bloccati, fin quando non verranno emanati i decreti attuativi.
 

Piccoli Comuni, vi risiede il 17% della popolazione italiana

I piccoli borghi - spiega Legambiente - sono il 72% dei comuni d’Italia, la loro superficie copre il 55% del territorio nazionale e vi risiede il 17% della popolazione italiana (in media ci sono 64 abitanti per km). Roccaforti di identità e sapere, custodi del nostro patrimonio storico-artistico, naturale ed enogastronomico, sono anche luoghi di sperimentazione delle buone pratiche più innovative in fatto di energia, economia verde e riciclo dei rifiuti, laboratori di accoglienza e inclusione sociale.
 
La Legge 158/2017 sui piccoli borghi, approvata all’unanimità nel 2017, è stata accolta ben accolti dai borghi e dalle tante associazioni che da anni chiedevano un provvedimento che si occupasse dei piccoli comuni d’Italia. La legge in questione prevede fino al 2023 un fondo di 160 milioni di euro per lo sviluppo strutturale, economico e sociale a favore dei piccoli centri e che abbraccia diversi ambiti.
 
Un provvedimento che offre uno strumento di indirizzo strategico a lungo atteso, ma che deve essere accompagno da azioni fondamentali a partire dall’emanazione dei decreti attuativi e dall’attuazione in via preferenziale delle infrastrutture di banda ultralarga anche nelle cosiddette zone a fallimento di mercato.
 

Piccoli Comuni, Anci: ‘adesso bisogna concretizzare’

“Oggi con forza rivendichiamo l’attuazione della legge sui piccoli comuni, che rappresentano l’ossatura centrale del nostro Paese. Nel corso dell’Assemblea Anci a Rimini abbiamo registrato l’apertura del presidente Conte proprio su questi temi fondamentali ma adesso bisogna concretizzare”, ha detto Roberto Pella, sindaco di Valdengo e vicepresidente vicario Anci, ribadendo l’impegno costante di Anci a favore dei territori e per l’attuazione della legge.
 
“Servono politiche e strategie ad hoc oltre che risorse e alla necessaria attuazione dei decreti - ha detto Matteo Bianchi, sindaco di Morazzone, vicepresidente e delegato Anci Aree interne -. È opportuno, infatti, che proprio sull’onda di questa legge il dibattito si focalizzi sul superamento del DL 78/2010, su politiche di controesodo, una maggiore sinergia tra città metropolitane e piccoli centri e connettività, nel senso che si deve consentire alle aziende che hanno scelto di rimanere sul territorio, in piccoli centri, di potersi interfacciare con le grandi metropoli. Senza dimenticare - ha sottolineato - che la peculiarità delle nostre aree interne deve essere portata dal nostro governo all’attenzione dell’Europa”.
 
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