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AZIENDE

Il sistema a soffitto radiante RDZ per il NOI Techpark di Bolzano

di RDZ

Innovazione nell’innovazione

Foto di proprietà dello Studio Lucchin & Architetti Associati. Autrice: Alessandra Chemollo
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Foto di proprietà dello Studio Lucchin & Architetti Associati. Autrice: Alessandra Chemollo
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Foto di proprietà dello Studio Lucchin & Architetti Associati. Autrice: Alessandra Chemollo
Foto di proprietà dello Studio Lucchin & Architetti Associati. Autrice: Alessandra Chemollo
Foto di proprietà dello Studio Lucchin & Architetti Associati. Autrice: Alessandra Chemollo
02/11/2018 - Come gli antichi Romani usavano l’espressione “nomen omen” (letteralmente, un nome un destino) per indicare come nell’appellativo della persona fosse già segnata la sua sorte, così il nuovo polo tecnologico di Bolzano porta un titolo denso di significati, che ne connotano sin da subito la sua speciale vocazione. Il NOI TECHPARK, che ricorda il senso di collettività proprio del pronome italiano e nel suono evoca l’attributo tedesco neu cioè nuovo, nasce in realtà dall’acronimo Nature of Innovation (natura dell’innovazione), definendo così immediatamente due degli aspetti salienti che lo contraddistinguono: l’ecologia e la ricerca.

Il NOI Techpark di Bolzano è infatti un concentratore di imprese, enti e università che, incontrandosi nelle sale, negli uffici e nei laboratori del polo, operano e collaborano per creare soluzioni all’avanguardia nei settori dell’alimentazione, dell’energie rinnovabili, del territorio e dell’automazione.

Un altro termine chiave del centro è riqualificazione perché l’opera scaturisce da un eccezionale intervento di recupero di una vecchia area industriale, di circa 13 ettari, dismessa da quasi 30 anni. Qui nel 1937 sorgeva un imponente complesso per la produzione dell’alluminio, di cui si mantiene traccia nel rivestimento metallico esterno del corpo centrale e nei grandi spazi a tutt’altezza dell’intelaiatura preesistente che sosteneva i trasformatori elettrici. E’ nei locali ampi e slanciati del terzo lotto che sono stati sospesi oltre 1.300 pannelli radianti Twin Copper di RDZ, una variante di prodotto unica e personalizzata, perfettamente in linea con le esigenze dell’edificio. Si tratta di isole attive di dimensioni 1000x2000x30 mm, appese al soffitto tramite 4 pendini in fune d’acciaio registrabili. Ciascun pannello metallico contiene a sua volta le serpentine in rame di diametro 12 mm, alloggiate in profili di alluminio che fungono da diffusori termici. Questi plafoni scatolati in lamiera zincata presentano la peculiarità di trasmettere il calore su entrambe le superfici parallele alla pavimentazione, garantendo altissimi rendimenti estivi e invernali, nonostante la volumetria degli ambienti.

Inoltre la microforatura su entrambi i lati raccoglie le onde acustiche, che vengono assorbite e neutralizzate da uno strato di isolamento in poliestere. I plafoni radianti sono opportunamente collegati in serie con 3.276 giunti flessibili di varie lunghezze, provvisti di raccordi a innesto rapido, corazzati con maglia in acciaio inox e dotati di barriera contro la diffusione dell’ossigeno. Gli stessi vengono anche impiegati per collegare le isole radianti alla linea di distribuzione principale tramite raccordo Ø ½’’ F. Non a caso il fluido termovettore giunge da un’emblematica torre posta nel grande atrio principale, che funziona da serbatoio per l’impianto termico dell’edificio.

In questo modo il sistema di riscaldamento e raffrescamento a soffitto di RDZ si è modellato secondo l’intreccio di travi e pilastri della struttura originaria, portando con sè i benefici della climatizzazione radiante: massimo comfort in inverno e in estate, funzionamento silenzioso, bassa inerzia termica, versatilità e affidabilità, ambienti belli e salutari, elevato risparmio energetico.

Foto di proprietà dello Studio Lucchin & Architetti Associati. Autrice: Alessandra Chemollo

RDZ su Edilportale.com
 

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