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CASE & INTERNI

Ted fa il bis all'Ostiense

di Rossana Vinci

Studio Strato firma un nuovo spazio romano dalla vocazione sempre più internazionale e cosmopolita

22/11/2018 - Dopo il primo ristorante inaugurato tre anni fa nel quartiere Prati a Roma, Ted raddoppia con un nuovo ristorante all’Ostiense, sempre firmato Studio Strato.

Pur mantenendo un fil rouge con il Ted precedente nello stile e nel linguaggio, Ted Ostiense presenta delle novità e delle sorprese nel distributivo degli spazi e nell'arredo.
Il tema principale è la stratificazione, espressa con i diversi materiali e sistemi costruttivi utilizzati che si intrecciano in un armonioso contrasto tra materiali e colori, essenzialità e preziosità. Dai pilastri in cemento e il soffitto con tubature a vista, al pavimento in rovere scuro e i tavoli laccati, alle tende in morbido velluto, qui i contrasti sono parte della narrazione “urban”, omaggiando l’anima di Ostiense votata alla vita notturna.

L'interno ha una disposizione spaziale diversa e un nuovo design personalizzato. L'ingresso è caratterizzato da un bancone in alluminio dorato con una grande insegna al neon, il tutto circondato da spesse tende di velluto che accolgono il cliente in un'atmosfera ovattata. 
Oltre le tende si apre il grande spazio del ristorante con pavimento in legno pregiato in contrasto con le pareti e il soffitto che si alternano in superfici lasciate in cemento in grezzo e in vernice grigio scuro. 

I tavoli sono disposti al centro della stanza, mentre un lungo divanetto in pelle nera che segue il perimetro dello spazio. I tavoli su misura sono realizzati in rovere naturale ad eccezione dei tavoli rotondi e dei tavolini sociali, laccati in arancione e verde. Il bancone bar in legno e marmo e l'alto tavolo sociale si trovano su un livello poco più alto, su una pedana in cemento. Sul pass della cucina campeggia un murales opera dell'artista londinese Nella Scott.

Il cuore del nuovo locale è la X-Room di Ted, nato come spazio aperto che si affianca e completa il progetto del ristorante. Un po’ club, un po’ bar, un po’ spazio eventi e mostre: un vero contenitore culturale e artistico. 
Il design, di ispirazione anni ‘80, mette a confronto elementi diversi fra di loro: eleganti e ricercati come gli specchi del bar e i velluti delle sedute e delle tende con la matericità dei materiali da costruzione lasciati volutamente “incompiuti”. Le pareti grigie sono il supporto perfetto per i giochi di luce che modificano continuamente il mood e l’atmosfera.

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